Mary McCarthy.
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Il gruppo.
Parte 2.
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Titolo originale: The Group. 1954, 1963.
Traduzione di: Elena Dal Pra.
2005. Giulio Einaudi Editore, TORINO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Il gruppo.
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Capitolo sesto.
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La mattina dopo la festa di Kay, Helena aveva in programma
di fare colazione col padre, arrivato in vagone letto da Cleveland;
avrebbero fatto insieme il giro degli argentieri alla ricerca di un regalo
di compleanno per la madre. Doveva incontrarlo al Savoy Plaza,
dove Mr Davison aveva a disposizione una piccola suite per i
suoi viaggi di affari a New York; gli facevano una tariffa speciale.
Helena di solito stava al Vassar Club, presso il New Weston Hotel,
dove qualche volta la raggiungeva la madre, trovandovi un'atmosfera
confacente. Mrs Davison aveva il cuore di un'ex allieva,
e per lei era una croce non avere i requisiti per essere ammessa
al Club Universitario Femminile di Cleveland, nel quale erano
attive tante sue conoscenti e dove lei figurava spesso come ospite.
Io, personalmente, non sono laureata, esordiva quando veniva
invitata dalla moderatrice a commentare una conferenza attinente
a uno dei suoi campi di interesse. Quanto a me, non sono
una ragazza di college, la sentiva dire Helena alla segretaria del
Vassar Club o a qualche laureata del '10 nel salone all'ora del t,
posando l'ultimo numero del Vassar Alumnae Magazine con la
sicurezza di un'oratrice nata. Sua madre, anche solo schiarendosi
la voce, era capace di catturare l'uditorio, del quale Helena era l'unico
membro non consenziente. Abbiamo intenzione di iscrivere
Helena per cinque anni qui al Vassar Club, continuava con le
sue tonalit misurate Mrs Davison, in modo che abbia sempre
un posto dove stare a New York, un pied--terre, come suo padre.
Una stanza tutta per s, mi spiego. Le decisioni di sua madre,
soprattutto se riguardavano Helena, non erano semplicemente
annunciate, ma promulgate. Proprio per questa ragione, Helena si
sentiva a disagio al Vassar Club, che ormai le sembrava una specie
di dpendance materna, eppure continuava a starci, ogni volta
che si trovava a New York, perch, come diceva Mrs Davison,
era centrale, comodo, economico, e poteva incontrarsi con le amiche nel salone.
Quella mattina il telefono squill mentre era ancora sotto la
doccia. Non era suo padre; era Norine, che chiamava dal telefono
pubblico di un emporio insistendo per vederla al pi presto, non
appena Putnam fosse uscito. In quel momento il marito era in bagno,
a farsi la barba. Tutto quello che voleva da lei, evidentemente,
era l'assicurazione che non dicesse niente a nessuno, ma dal momento
che al telefono non gliel'aveva chiesto, Helena non pot
dirle, a sua volta, che non doveva preoccuparsi. Invece, si trov
ad accettare con filosofia la richiesta di Norine, cancellando l'appuntamento
col padre, che ne fu non poco seccato; non riusciva a
capire cosa ci fosse di tanto urgente da non poter essere rimandato
al pomeriggio. Helena non specific; non diceva mai bugie ai
suoi. Anche lei non capiva, alla fin fine, perch non potevano vedersi
per un t o per un aperitivo o a pranzo il giorno dopo. Ma
quando Helena, con tono asciutto, l'aveva proposto, dall'altra parte
del filo era calato il silenzio, e poi la voce sincopata di Norine
aveva detto cupa: Non importa; pazienza. Avrei dovuto immaginarmi
che non volevi vedermi, cosa che aveva indotto Helena
a negare e a promettere di arrivare subito.
Non moriva dalla voglia di avere quel colloquio. La sua ironia
leggera, un po' asettica, era sprecata con Norine, tetragona all'ironia
e all'umorismo sfumato dei toni di voce; ascoltava solo il contenuto
esplicito di quel che le veniva detto e ne traeva conclusioni
spicciative, come aveva appena fatto al telefono. In circostanze
normali, Helena avrebbe avuto voglia di vedere il suo appartamento,
che Kay aveva definito come un abbozzo, ma in questo
momento avrebbe preferito incontrare Norine in un contesto pi
impersonale la sala del Vassar Club, per esempio. Non era per
niente curiosa di sentire le spiegazioni o le attenuanti che Norine,
immaginava, le avrebbe propinato, e le sembrava profondamente
ingiusto essere trascinata a casa dell'ex compagna solo perch, senza
alcuna colpa, aveva assistito a qualcosa che non la riguardava
affatto. Era come quella volta che suo padre era stato trascinato
in tribunale in quanto testimone innocente di un incidente automobilistico;
quando quegli stramaledetti avvocati ebbero finito di
interrogarlo, lui dichiar di sentirsi ridotto a uno straccio.
Norine, a ogni buon conto, non viveva in un angolo remoto del
Greenwich Village, come ci si sarebbe potuti aspettare. Il suo appartamento
era abbastanza vicino al New Weston Hotel, in una
strada graziosa, un isolato a est dalla sotterranea di Lexington Avenue,
con alberi e case private con fioriere ai davanzali; una zona
non meno bella di quella dove stava Kay, se non addirittura un po'
pi elegante. Helena ne fu sorpresa. Scorse Norine che, seduta sulla
scaletta d'ingresso di una casa intonacata di giallo, con addosso
un vecchio paio di pantaloni da sci, una camicia felpata e una giacca
di pelle da uomo, perlustrava con ansia la strada riparandosi gli
occhi con la mano. Anna, Anna, sorella mia, mormor tra s
Helena che conosceva quasi tutte le fiabe di Grimm e di Perrault
a memoria, vedi arrivare qualcuno? La sera prima la sua attenzione
era stata catturata dalla barba bluastra di Putnam, un'ombra
di rasatura sul volto pallido. Quando avvist Helena, in pelliccia
di ocelot e col suo ondeggiante cappellino piumato alla Robin
Hood, Norine agit la mano per chiamarla. Put  appena
uscito, disse. puoi entrare. Attraverso un ingresso col soffitto
a volta fece strada a Helena nel piano terra dell'edificio, oltre
la porta aperta di quello che sembrava un ufficio. La casa,
spieg, interrompendosi per salutare una persona invisibile nell'ufficio,
apparteneva a due arredatori colpiti dalla grande crisi; i
titolari, marito e moglie, vivevano ai due piani superiori e affittavano
a Norine e Put l'appartamento sul giardino, che prima fungeva
da spazio espositivo; l'ultimo piano era affittato a una segretaria
che lavorava in uno studio legale di Wall Street, e raddoppiava
le proprie entrate facendo la complice a pagamento in cause
di divorzio la donna colta in flagrante adulterio, aggiunse
Norine con un'aspra e breve risata.
Norine aveva una voce velata, roca, da fumatrice, e parlava in
continuazione, emettendo un flusso spasmodico di informazioni,
come un motore fuoribordo. L'quipe medica all'ultimo anno di
universit l'aveva definita nervosa, e quel modo di parlare brusco
ed ellittico, come avvolto in una nuvola permanente di fumo
di sigaretta, si era sviluppato proprio allora. Quando non guidava
un corteo e non lavorava al giornale o alla rivista letteraria del college,
la si poteva trovare fuori dal campus che beveva Coca Cola
o caff e berciava canzoncine goliardiche a un tavolo di Cary's con
le sue amiche del cuore, anche loro tutte con voci roche e profonde.
Brindo a Nellie, amica sincera, I che vive nei bar da mattina
a sera; /  sempre sbronza, e ha il sogno nascosto / di andare in cielo,
ma va in un altro posto. L'orecchio musicalmente allenato di
Helena, purtroppo, sentiva ancora quelle strofette e anche il tonfo
dei bicchieri che le accompagnava dopo la legalizzazione della birra
a 3,2 gradi; e si ricordava ancora di Kay che, ogni tanto, si sedeva
con quelle rudi virago e univa la sua voce pura, in controcanto,
al loro coro, mescolando la cenere al caff, come facevano
le altre per vedere se gli dava una spinta, e divertendosi a un
gioco che avevano inventato, ossia a chi immaginava la cosa pi
ributtante da ordinare: due uova al tegamino fredde con salsa di
cioccolato. L'interesse principale di Norine al college era stata la
pubblicistica; il suo corso preferito era stato quello di Giornalismo
contemporaneo, di Miss Lockwood; il suo libro preferito era
stato The Autobiography of Lincoln Steffens, la sua arte preferita
era stata la fotografia, e la sua pittrice preferita Georgia O'Keeffe.
Fino all'ultimo anno era stata una di quelle ragazze abbondanti di
peso, dedite ai diavoli di Vassar, degli intrugli di dolci al cacao
che Helena non aveva mai voluto assaggiare, e a puntate al Cider
Mill, dove servivano ciambelle e sidro; Helena e le sue amiche andavano
in bicicletta fino al Cigno d'argento, perch quel nome
evocava i madrigali, oppure cenavano con qualche insegnante al
Vassar Inn, dove ordinavano sempre la stessa cosa: carciofi e funghi
coltivati. Ma adesso Norine, come Kay, si era fatta magra e
nervosa. I suoi occhi, che erano di un leggero nocciola dorato, erano
sempre socchiusi, e il bel bocciolo del viso aveva un che di pletorico,
come iscurito da grumi di pensieri. Mostrava di rado le proprie
emozioni, che sembravano essere state bruciate dai continui
cortocircuiti della sua attenzione. Tutte le sue affermazioni, rapide
e brevi, richiamavano in qualche modo l'attualit, anche quando
toccavano argomenti intimi; oggi Norine le aveva fatto pensare
al vecchio indovinello del giornale: bianco e nero, e rosso ovunque.
Parlava con tono distratto e assorto, come se stesse tenendo
una conferenza informativa sulla base di una serie di appunti mentali.
Tu stai dalla sua parte; lo so, butt li da sopra la spalla mentre
entravano nell'appartamento. Un cane che abbaiava in giardino
dirott il corso dei suoi pensieri. Di sopra c' una cagna in
calore, disse scuotendo la testa e teniamo Nietzsche legato, per
evitare imbastardimenti. La sua risata breve, monosillabica, usc
fuori come un colpo di tosse. Questa risata, del genere cosiddetto
amaro, era solo una specie di segno di interpunzione, aveva deciso
Helena: un asterisco che indicava come l'attenzione di Norine
fosse stata catturata da una delle sue stesse osservazioni. Norine continu,
adesso, come un burbero veterinario, con la storia dell'accoppiamento
della cagna di sopra, deviando, grazie a una parentesi,
verso la storia dell'accoppiamento dei proprietari. Il suo linguaggio
si era fatto pi greve da quando si era sposata; a Helena
non risultava chiaro se fosse la barboncina o la moglie del padrone
di casa la cagna di sopra che doveva farsi operare alle trombe
di Falloppio. Tutt'e due, rispose telegrafica Norine.
Margaret ha le tube ostruite. Per questo non riesce a concepire.
Deve farsele liberare. Insufflazione. Mentre a Liza gliele legano.
Adesso lo fanno, invece di asportare le ovaie. Cos pu ancora godersi
il sesso. Prenditi un po' di caff.
Helena si guard intorno. L'appartamento era tinteggiato di
nero; perch non si vedesse lo sporco, avrebbe potuto supporre se
Norine fosse stata una persona dotata di senso pratico. Ma probabilmente
quel colore era una specie di bandiera o di slogan, come
la camicia di Putnam, per dal significato piuttosto misterioso
per Helena, dato che il nero, aveva sempre pensato, era il colore
della reazione, dei partiti clericali e dei fascisti. La cucina
faceva parte del soggiorno, e il lavello era pieno di piatti da lavare.
Sopra c'era una lunga mensola con vasetti di formaggio e di
marmellata, piatti e scatolame, soprattutto zuppe e latte condensato.
Portefinestre su cui erano inchiodate sceniche garze arancioni
portavano in giardino. Lungo la parete, a entrambi i lati di
un bianco caminetto in mattoni, c'erano delle librerie fatte con
cassette arancioni foderate di tela cerata nera in cui erano riposti
opuscoli, riviste di piccolo formato e smilzi volumi di poesia. C'erano
pochi libri veri e propri, a parte Il capitale di Marx, Pareto,
Spengler, I dieci giorni che sconvolsero il mondo, Il castello di Axel
e Lincoln Steffens. Dall'altra parte della stanza c'era un grande divano
letto tutto bozzuto con sopra un drappo di velluto nero su
cui erano ammonticchiati cuscini di tela cerata arancione, cuciti
alla meno peggio a macchina e ormai sdruciti sugli angoli. Sul pavimento
di linoleum bianco e nero c'era una pelle di orso bianco
lercia. Sotto il lavello, una ciotola per cani con dei resti di cibo.
Alle pareti erano appese, in cornice, riproduzioni dei fiori a vulva
di Georgia O'Keeffe e di dettagli dei murales di Diego Rivera e di
Orozco, e fotografie di Stieglitz di scene dei bassifondi newyorchesi.
C'erano due lampade di acciaio a stelo con paralumi improvvisati
con carta da macchina da scrivere, un tavolino da gioco,
e quattro sedie pieghevoli. Sul tavolino c'erano un tostapane,
un barattolo di burro di arachidi, un arricciacapelli elettrico e uno
specchio col manico; evidentemente Norine aveva incominciato
ad arricciarsi i fini capelli biondi piantando a met il lavoro, perch
da un lato erano sollevati e ondulati all'indietro, mentre dall'altra
ricadevano lisci. Quella di un'operazione iniziata e interrotta
a met era la cifra dell'appartamento, decise Helena. Qualcuno,
probabilmente suo marito, aveva tentato di introdurre metodo e
ordine nella gestione della casa: vicino al frigorifero, su un paravento,
era appeso un calendario vecchio stile, omaggio di qualche
emporio, coi giorni barrati in rosso; vicino al calendario c'era, tracciato
a matita, una specie di diagramma o di grafico, con delle cifre,
che, spieg Norine, rappresentava il loro budget settimanale.
Su un chiodo piantato nel muro vicino al fornello erano infilzati
gli scontrini della spesa e altre ricevute; sullo sgocciolatoio c'era
una bottiglia del latte mezza piena di monetine, che, disse Norine,
servivano per i francobolli.
Put vuole che teniamo nota di ogni francobollo da due centesimi
che comperiamo. Mi ha regalato un piccolo taccuino tascabile,
come il suo, per il mio compleanno, per segnarci sopra cose
come i biglietti della metropolitana, cos la sera posso trascriverli
sul budget. Ogni sera prima di andare a letto facciamo i conti. Cos
ogni giorno sappiamo a che punto siamo, e se un giorno spendiamo
di pi, il giorno dopo possiamo risparmiare. Non devo fare
altro che guardare il grafico. Put ha una memoria visiva. Stasera
sar sotto di un nichelino, quello che ho usato per chiamarti.
Mi far ripercorrere passo passo tutta la giornata e mi dir Visualizza
quello che hai fatto dopo, fin quando non sar riuscito
a localizzare quel nichelino.  un fanatico della precisione.
Questo panegirico, che aveva fatto inarcare a Helena le sopracciglia
in segno di disapprovazione, fu seguito da un breve sospiro; a
lei avevano aperto un conto quando aveva dieci anni, e le avevano
insegnato a conservare le matrici degli assegni. Lascia che il
nichelino lo metta io, disse aprendo la borsetta. Perch non ti
fai dare una cifra fissa? Norine ignor la domanda. Grazie. Se
non ti dispiace prenderei un diecino. Me n'ero dimenticata. Prima
di chiamarti ho sentito Harald per sapere dove stavi. Il tintinnio
della moneta sul tavolo da gioco sottoline il silenzio che
segu. Le due ragazze si guardarono negli occhi. Ascoltavano il cane abbaiare.
Al college non ti sono mai stata simpatica, disse Norine,
versando il caff e offrendo zucchero e latte condensato. E neanche
alle altre della vostra cricca. Si abbandon sulla sedia di fronte
a Helena inalando profondamente il fumo della sigaretta. Conoscendo
Norine e intuendo che quella era una frase esca, Helena
non la contraddisse. In realt, Norine non le dispiaceva,
neanche adesso; da quando aveva saputo della contabilit, aveva
provato una sorta di tenerezza per quella ragazzona sciatta, che le
ricordava una leonessa stanca ingabbiata in una topaia, insieme a
quell'altra bestia alla catena in giardino e all'orso polare appiattito
sul linoleum. E al college lei e Norine si erano trovate bene insieme
quando avevano collaborato alla rivista letteraria. Voi eravate
le estete. Noi eravamo le politiche, continu Norine. Ci
sbirciavamo da parti opposte della barricata. Questa descrizione
a Helena risult stravagante; il suo amore per l'acribia non le
permetteva di ignorarla. Non ti sembra un'affermazione un po'
approssimativa, Norine? sugger mentre una piccola piega riflessiva
le increspava la fronte, fino a corrugargliela, nello stile
del corpo insegnante del Vassar. Definiresti Pokey un'esteta? O
Dottie? O Priss? Avrebbe aggiunto Kay, ma non intendeva
nominarla per caso, quella mattina, n intendeva dare l'impressione
di voler discutere di lei con Norine. Loro non contavano, 
ribatt Norine. Quelle che contavano eravate tu e Lakey e Libby
e Kay. Norine era sempre stata un'esperta su chi contava e
chi no. Voi eravate Sandison. Noi eravamo Lockwood, incalz
Norine con aria cupa. Voi eravate Morgan. Noi eravamo
Marx. Uff! sbott Helena, quasi arrabbiata. Chi era Morgan?
Nella sua frigida personalit, l'unica passione viva era
quella per la verit. Nelle votazioni al college tutto il gruppo 
stato per Roosevelt! Tranne Pokey, che si  dimenticata di votare.
Un voto in meno per Hoover, allora, comment Norine,
Sbagliato. disse Helena con un ghigno. Lei era per Norman Thomas.
NOTA: Norman Thomas (1884-1968), detto la coscienza d'America, leader del socialismo riformatore statunitense. Fu candidato presidente confederale. FINE NOTA.
Perch alleva cani. Norine annu. Cocker spaniel, 
aggiunse. Una ragione davvero aristocratica! Helena convenne
che era cos. E va bene, concesse Norine dopo una pausa di riflessione.
Kay era Flanagan, se credi. Priss era Newcomer. Lakey
era Rindge. Forse sono stata troppo semplicistica. E si pu dire
che Libby era M. A. P. Smith, o no? Immagino di s, disse
Helena, con un leggero sbadiglio e un'occhiata all'orologio; questo
tipo di analisi, che al Vassar andava per la maggiore, la annoiava.
Comunque, disse Norine, eravate una cricca sterile. Me
l'ha insegnato la Lockwood. Ma Dio se vi invidiavo! Questa confessione
mise Helena in imbarazzo. E si pu sapere perch? 
chiese. Portamento. Savoir faire. Bellezza. Successo con gli uomini.
Balli studenteschi. Partite di football. Riunioni. Vi chiamavamo
il gruppo Torre d'avorio. Fuori dalla mischia. Helena apr
la bocca e la richiuse; questa visione del gruppo era cos distante
dalla realt che non sapeva da dove iniziare a correggerla; lei, per
esempio, non era particolarmente carina n era mai stata a un torneo
di football universitario (Mrs Davison disapprovava gli sport
da spettatori) n a un ballo studentesco, tranne che a quello del
Vassar, dove aveva dovuto accontentarsi del fratello di Priss Hartshorn,
come cavaliere. Ma non si sarebbe lasciata trascinare da Norine
in una contro-confessione; inoltre, pensava che volendo fondere
l'intero gruppo in un'unica ragazza, quella sarebbe stata come
diceva Norine: una bas-bleu bella, ricca, sicura di s. Tu ti
riferisci a Lakey, disse seria. Lei compendiava tutto il gruppo.
O ne incarnava quello che Miss Lockwood definirebbe lo stereotipo.
Ma nessuna era davvero come lei. Noi eravamo i suoi satelliti.
La vecchia Miss Fiske diceva che brillavamo della sua luce
riflessa. Lakey era priva di qualsiasi calore, sentenzi Norine.
Era inumana, come la luna. Ti ricordi delle mele?
Helena si sent avvampare, ricordando benissimo il litigio con
Norine a proposito delle nature morte con mele di Czanne esposte
al nuovo Museo di arte moderna. Da Cushing, nella sala fumatori, 
ammise con una smorfia. Quando  stato? Al primo
anno? Al secondo, disse Norine. Tu e Kay eravate andate a
cena con qualcun altro. E c'era Lakey. Voi giocavate a bridge. E
Lakey faceva un solitario, come sempre, e fumava col bocchino
d'avorio.  stata la prima volta che mi ha parlato. Anche a noi, 
disse Helena. E a quel che ricordo  stata la prima volta che ho
visto te, Norine. Ero un vero disastro, disse Norine. Pesavo
pi di settanta chili, svestita. Tutta ciccia molle. E voi tre mi avete
infilzata ben bene coi vostri arpioni. Helena alz lo sguardo
schietto dalla tazza di caff. Lo spirito delle mele, cit,
contro la forma significante. Non si ricordava con esattezza
che pensieri sdolcinati avesse espresso Norine sui Czanne in
quel fumoir, abbandonata su un divano, ma adesso rivedeva Lakey,
per la quale lei e Kay avevano una cotta a distanza, alzare di colpo
gli occhi dal solitario e dire scandendo freddamente le parole
che il valore dei Czanne stava tutto nella configurazione formale.
Norine aveva preso a ripetere che quel che contava era lo spirito
delle mele; al che Kay, posando le carte del bridge e lanciando
un'occhiata a Lakey in cerca di approvazione, aveva rincarato
la dose con la forma significante, di cui aveva studiato in Inglese
con Miss Kitchel, che aveva fatte leggere alle allieve Clive
Bell e Croce e Che cos' l'arte? di Tolstoj. Voi negate lo spirito
delle mele, aveva insistito Norine, e Helena, posando le sue carte,
aveva citato piano T. S. Eliot: Lo spirito uccide, e la lettera
d la vita. Sotto gli occhi di tutti, Norine era scoppiata in lacrime,
e Lakey, che non aveva piet per la debolezza, l'aveva tacciata
di sentimentalismo bovino. Norine, abbandonando il
campo, aveva caracollato fuori dalla stanza, in singhiozzi, e Lakey,
proferendo soltanto la parola idiota, si era reimmersa nel solitario.
La partita di bridge si era interrotta. Rientrando alla residenza
studentesca, Helena aveva detto che secondo lei tre contro
una era stato un po' troppo da reggere per la povera Miss Schmittlapp,
ma Kay aveva detto che Schmittlapp di solito era in maggioranza.
Secondo te si ricorder che le siamo venute in soccorso? 
chiese, riferendosi a Lakey. Ne dubito, disse Helena, che
aveva occupato il posto vicino a Miss Eastlake (Davison veniva
giusto prima nell'ordine alfabetico) per met corso di storia dell'arte,
senza che lei mai facesse mostra di notarla. Ma Lakey si era
ricordata di Kay, quella primavera, quando entrambe avevano partecipato
alla Daisy Chain, e le aveva parlato di Clive Bell e di Roger
Fry, e quindi si poteva dire, rifletteva Helena, che la discussione
con Norine aveva aperto la strada che le aveva portate, alla
fine, a fare gruppo con Lakey e le altre della torre sud. Helena,
immune da ogni forma di snobismo sociale come lo era dalla passione
amorosa, non aveva subito il fascino del gruppo della torre
sud quanto Kay, ma non aveva opposto alcuna obiezione all'alleanza,
nonostante i suoi insegnanti e i suoi genitori si fossero
preoccupati un po', pensando che una lite esclusiva fosse un
terreno non privo di rischi per una ragazza di stoffa genuina come
lei. Il commento di Mrs Davison, la prima volta che aveva incontrato
il gruppo, era che sperava che Helena non diventasse un attaccapanni.
Io reagivo contro il formalismo vuoto di Lakey, stava dicendo
Norine. Quella sera me ne sono andata di sopra in camera
mia e ho sputato fuori della finestra. Quello  stato il mio Armageddon,
anche se non me ne resi conto subito. Ho scoperto il
socialismo solo al terzo anno. Tutto quello che sono riuscita a capire
quella sera era che io credevo in qualcosa ma non ero in grado
di esprimerlo, mentre la vostra squadra non credeva in niente
ma sapeva come dirlo: con parole di altri. Naturalmente, vi invidiavo
anche per questo. Lascia che ti mostri una cosa Si alz
dalla sedia, facendo cenno a Helena di seguirla, e spalanc la porta
che dava sulla camera. Sopra il letto, rifatto, era appesa la riproduzione
di una natura morta con mele di Czanne. Eccoli, i
pomi della discordia! comment Helena dalla soglia, sforzandosi
di trovare una nota di gaiezza; era inciampata in un osso che il
cane aveva abbandonato sulla pelliccia infeltrita dell'orso polare;
le faceva male la caviglia; e non le riusciva proprio di immaginare
cosa significassero le mele: Put le aveva nella sua stanza al
college. Ne aveva fatto anche la base del suo credo. Per lui erano l'emblema
della semplificazione radicale. Hhmmm, fece Helena,
perlustrando la stanza, che si rivelava chiaramente come territorio
di Putnam. Conteneva dei casellari in acciaio, un gagliardetto
del Williams College, una maschera africana e una macchina da
scrivere appoggiata su un tavolino da gioco. D'un tratto si rese
conto che l'appartamento di Norine era fin troppo popolato di
forme significanti. Ogni oggetto l dentro sembrava voler dire
qualcosa, dichiarare qualcosa, pontificare; Norine e Put erano circondati
da simboli di fede, fino all'ultima scatola di latte condensato
e al singolo cuscino monastico sul letto matrimoniale. Era tutto
diverso dall'appartamento di Kay, dove i mobili chiedevano solo di essere ammirati o commentati. Ma qui, in questo covo
dogmatico, nulla era stato ammesso che non fosse un proclama,
sebbene Helena proprio non riuscisse a capire cosa volesse proclamare l'orso polare.
Le due ragazze tornarono a sedersi. Norine si accese un'altra sigaretta.
Fissava Helena con aria meditativa. Put  impotente, 
disse. Oh, disse Helena piano. Oh, Norine, mi dispiace. Non
 colpa tua, replic Norine con la sua voce roca. Helena non sapeva
cos'altro dire. Poteva ancora sentire l'odore del tabacco di
Put e vedere la sua pipa nel posacenere colmo di residui. Pur non
avendo avuto alcuna esperienza sessuale, aveva un'idea assai chiara
del membro maschile, e non poteva impedirsi di immaginare
quello di Put pallido e privo di vita, nel feretro dei suoi pantaloni,
una vera nature morte. Le dispiaceva che Norine, per giustificarsi
della sera prima, avesse sentito la necessit di farle questa
confidenza; non voleva essere informata sulle parti intime di quel
poveretto. Ci siamo sposati in giugno, si diffuse Norine. Un
paio di settimane dopo la cerimonia di laurea. Io ero una vergine
inesperta. Prima di conoscere Put non avevo mai avuto un rapporto
sessuale. Cos quando siamo andati in quell'albergo, in mezzo
alle miniere di carbone della Pennsylvania, sulle prime non ho
ben afferrato la situazione. Soprattutto dato che mia madre, che
come tutta la sua generazione odia il sesso, mi aveva raccontato
che un gentiluomo non penetra mai la sposa la prima notte di nozze.
Pensavo che per una volta avesse ragione. Pomiciavamo finch
non eravamo tutti e due un po' eccitati, e poi tutto si fermava l,
lui si voltava dall'altra parte e si addormentava. Che cosa ci facevate
in mezzo alle miniere di carbone? indag Helena, nella
speranza di farle cambiare argomento. Put stava lavorando a una
causa un attivista sindacale era stato picchiato e messo dentro.
Di giorno, io intervistavo le donne, le mogli dei minatori. Per il
tocco ambientale. Put sosteneva che era molto utile. Cos poteva
caricare tutto il nostro viaggio di nozze sulle spese dello studio. E
la sera eravamo tutti e due stanchi morti. Ma quando siamo tornati
a New York non  cambiato niente. Ci strusciavamo nei nostri
pigiami e poi ci addormentavamo. Ma perch gli  saltato in
mente di sposarsi? Non lo sapeva, disse Norine.
Alla fine, continu a bassa voce, ho guardato in faccia la
realt. Sono andata in biblioteca. C' una signora viennese, l, alle
informazioni molto gemtlich. Mi ha buttato gi una lista di
letture sull'impotenza, molte in tedesco; una vera e propria bibliografia.
Ne esistono di diverso tipo: organica e funzionale. Quella
di Put  funzionale. Ha un blocco legato alla madre. Sua madre
 vedova. Certi uomini sono incapaci di avere un'erezione, e ad
altri succede solo in determinate circostanze. Put riesce ad avere
un'erezione completa, ma solo con puttane o donne non perbene.
Scoppi nella sua risata laconica. Non avrai mica scoperto tutto
questo in biblioteca, obiett Helena; aveva sentito sua madre dire
che ci si poteva procurare una preparazione universitaria nel
nostro fantastico sistema bibliotecario pubblico, ma c'era un limite
a tutto. No, disse Norine. Solo il quadro generale. Dopo
che mi sono un po'v documentata sull'argomento, io e Put siamo
riusciti a parlare. E venuto fuori che le sue esperienze sessuali
erano state esclusivamente con prostitute e operaie, a Pittsfield.
Loro si tiravano su la gonna, in un vicolo o in un androne, e lui
eiaculava, qualche volta al primo contatto, prima che il pene fosse
entrato del tutto. Non aveva mai fatto l'amore con una donna
perbene e non aveva mai visto una donna nuda. Io sono una donna
perbene; per questo con me non riesce a farlo. Gli sembra di
fornicare con sua madre. Questo  quello che pensano i freudiani;
i comportamentisti direbbero che  un riflesso condizionato. Ma
naturalmente lui non poteva saperne niente, prima. E stato un colpo
durissimo, per Put. Io lo eccito ma non posso soddisfarlo. Semplicemente,
il suo pene si ammoscia appena arriva il momento della
penetrazione. Negli ultimi tempi mi sono accampata in soggiorno
con un cenno della testa indic il divano perch l'idea di venire
a contatto, nel sonno, col pube di una donna perbene gli fa
orrore. Adesso almeno posso dormire nuda. Si stir.
Avete provato ad andare da un dottore? Norine scoppi in
una risata lugubre. Da due. Put non ci voleva andare, allora sono
andata io. Il primo mi ha chiesto se volevo avere bambini. Era
un neurologo vecchio stampo, mi aveva dato il nome mia madre.
Quando ho detto di no, che non volevo, mi ha praticamente buttata
fuori a calci dallo studio. Mi ha detto che dovevo considerarmi
fortunata, se mio marito non voleva avere rapporti. Il sesso per
una donna non  necessario, ha detto. Santo cielo! disse Helena.
S! annu Norine. Il secondo era un medico generico
con idee un po' pi moderne. E stato il socio di Put, Bill Nickum,
a mandarmi da lui. Era press'a poco un comportamentista. Quando
gli ho raccontato la storia sessuale di Put, mi ha consigliato di
comperarmi della biancheria nera trasparente e delle calze di seta
nera e del profumo dozzinale. In modo che Put mi associasse a una
puttana.  di provare a indurlo a prendermi cos, tutta vestita,
quando tornava a casa dal lavoro, il pomeriggio. Per! disse
Helena. E com' andata?  stato quasi un successo. Sono andata
da Bloomingdale's e mi sono comperata la biancheria e le calze.
Si sollev la camicia di felpa, e Helena vide un corsetto nero
di chiffon con inserti di pizzo. Poi ho pensato a quel tappeto
di orso bianco. Ce l'aveva mia madre in soffitta; era di mia nonna
Schmittlapp, che era una vecchia aristocratica, ricca. Venere
in pelliccia Sacher-Masoch. Ho fatto in modo che Put mi trovasse
sul tappeto, tornando a casa dal lavoro. Helena sorrise ed
emise un rumore simile a un fischio. Put ha avuto un'eiaculazione
precoce, disse Norine, con aria cupa. Poi abbiamo litigato
su quanto avevo speso da Bloomingdale's. Sui soldi Put  un
asceta. Per questo non prende in considerazione la psicanalisi, anche
se Bill Nickum pensa che dovrebbe, Le sopracciglia di Helena
si arcuarono; decise di non chiedere come Bill Nickum fosse
venuto a sapere del problema di Put. Fece un'altra domanda,
invece. Sei molto al verde, Norine? Norine scosse la testa.
Put ha un fondo fiduciario, e mio padre mi passa dei soldi. Ma
quelli li usiamo per le spese della casa. Put e Bill investono quasi
tutto in Cause comuni. Cause comuni? ripet Helena sconcertata.
Cos si chiama il loro studio. Loro naturalmente si trattengono
uno stipendio, mentre il resto dello staff  composto di
volontari. Ma le spese postali e di stampa sono davvero sbalorditive.
E poi dobbiamo intrattenere quelli dei sindacati e le celebrit
e quei bigotti che scuciono i soldi e qualcuno della stampa. Usiamo
questo posto come una specie di incrocio tra un salotto e un caff.
Helena si guard intorno e non disse nulla.
Bill dice che le tensioni del nostro matrimonio si allenterebbero
se Put potesse andare in un bordello. O trovarsi una taxi-girl.
Anche se  facile che siano ammalate. Ma potrebbe imparare a usare
degli strumenti di profilassi. Ne hai mai visti?  facile come lavarsi
i denti. Put mi ha offerto il divorzio, ma io non voglio. 
quello che avrebbe fatto la generazione passata. La generazione
che fuggiva davanti alle difficolt. Mio padre e mia madre sono
divorziati. Se Put fosse un alcolista o mi picchiasse, allora sarebbe
diverso. Ma il sesso non  l'unica cosa, nel matrimonio. Prendi
una coppia media. Hanno rapporti una volta la settimana, il sabato
sera. Diciamo cinque minuti alla settimana, senza contare i
preliminari. Cinque minuti su 10080. L'ho calcolato in percentuale:
meno dello 0,05 per cento. Supponiamo che Put dovesse
passare cinque minuti alla settimana con una puttana il tempo
che gli ci vuole per radersi. Perch dovrebbe importarmene? Soprattutto
se sapessi che dal punto di vista sentimentale per lui non
significa nulla. Man mano che Norine snocciolava nel suo modo
tutto scatti queste cifre il viso di Helena assumeva un'espressione
sempre pi sconcertata; stava cercando di reprimere lo stimolo ad
andare in bagno. Aveva girato tutta l'Europa facendosi beffe del
terrore dei germi, bevendo l'acqua, usando il cesso esterno di un
contadino spagnolo, o il semplice buco nel pavimento che un'osteria
italiana offriva come orinatoio, ma l'idea del bagno di Norine
la faceva recalcitrare. Il bisogno di liberare la vescica accresceva
il senso di irrealt generato da quei calcoli statistici e dal continuo
abbaiare del cane in giardino e dallo sgocciolio dell'acqua nel
lavello; si sentiva come scivolata nell'eternit. Quando finalmente
chiese della toilette, le ci volle un bel po' di tempo prima di riuscire
a urinare, anche se aveva ricoperto di carta il sedile della tazza,
che Put aveva lasciato sollevato, a morboso memento di s; alla
fine dovette versare acqua nella vaschetta per poter azionare lo sciacquone.
Quando torn in soggiorno, Norine venne bruscamente al dunque.
Forse Harald per me era diventato una specie di simbolo
della potenza virile, disse con la solita voce atona, emettendo
boccate di fumo con aria noncurante, ma dietro la loro cortina nebbiosa
i suoi occhi di topazio socchiusi fissavano Helena come per
misurarne la reazione. Mentre Norine continuava a parlare, nel
suo mitragliante stile stenografico, Helena si accese una sigaretta
e si dispose ad ascoltare in maniera critica, prendendo appunti
mentali e organizzandoli sotto dei titoletti, proprio come se si trovasse
a una conferenza o a una riunione.
Le ragioni, annot, per cui Harald era diventato un simbolo
di potenza virile per la negletta Norine erano le seguenti: A) il
gruppo. Norine aveva sempre invidiato la loro superiorit sessuale.
B) Il ruolo di Kay, neutrale, di chi passa da un campo all'altro.
Ossia, Norine era stata vicina di posto di Kay l'ultimo anno
al corso di Anomalie comportamentali di Miss Washburn e l'aveva
trovata una brava tipa. C) Invidia per Kay che si prendeva
il meglio di entrambi i mondi. Ossia, aveva perso la verginit
e aveva passato i fine settimana a casa di Harald senza per questo
essere declassata. La situazione di Norine era l'opposto. D) La
vicinanza. Norine aveva incontrato Kay il giorno che lei e Put erano
tornati dalla luna di miele. Avevano scoperto di essere vicine di
casa e le due coppie avevano preso a giocare a bridge insieme, la sera.
E) Harald giocava a bridge meglio di Put. Ergo, Harald a poco
a poco nella mente di Norine era diventato un fallo eretto irraggiungibile,
esattamente come il gruppo della torre. Tutto questo
spiegava perch Helena li aveva sorpresi a baciarsi in cucina ma
anche perch la cosa non significava assolutamente niente.
Helena aggrott la fronte. Le pareva, al contrario, che se si accettava
la logica del ragionamento di Norine, significasse molto.
Se Harald doveva essere trattato come un simbolo fallico, invece
che come il marito di Kay, questo rendeva il loro bacio significativo
per l'appunto nel senso che interessava a Norine. Helena
stava arrendendosi alla Forza della Logica, che era stata proprio la
povera Kay a mettere in moto.
Se non significa niente, allora perch parlarne? disse Helena.
Per farti capire, ribatt Norine. Sappiamo tutti e due
che tu sei intelligente e noi non vogliamo che tu ti senta in dovere
di dirlo a Kay, Al suono di quel noi in Helena scatt qualcosa,
ma diede una boccata alla sigaretta come se niente fosse. Cosa
li faceva pensare che lei lo avrebbe detto a Kay? Quell'abbraccio,
a suo modo di vedere, non contava nulla, se le cose si fermavano
l; dopotutto Harald aveva bevuto, come doveva ben sapere anche Norine.
Non vorrei mai mandare in crisi il suo matrimonio, riflett
a voce alta Norine. Allora non farlo, disse Helena, con una voce
che sembrava quella di suo padre. Dimenticati di Harald. Nel
mare ci sono tanti pesci. Non pensare di dover andare fino in fondo
a una cosa solo perch l'hai incominciata. Sorrise candidamente
alla sua ospite, convinta di averne colto la psicologia.
Norine esit. Prese pigramente in mano l'arricciacapelli. Non
 cos semplice, butt li con noncuranza. Io e Harald siamo
amanti da un bel po' di tempo. Helena si morse il labbro; era
questo che, in fondo, aveva temuto di sentire. Fece una smorfia.
La semplice parola amanti ebbe su di lei un effetto inaspettato e terribile.
Put era fuori tutto il giorno, continu Norine con la spiegazione,
e anche Kay era fuori tutto il giorno. Per Harald, che lei
lavori per mantenerlo  umiliante. Ha bisogno di affermare la sua
mascolinit. Hai visto cos' successo l'altra sera quando ha bruciato
il suo manoscritto. Quella era una sorta di immolazione rituale,
per propiziarsi Kay; per lei stava facendo olocausto del suo
seme, del frutto della sua mente e delle sue palle... A queste parole
l'usuale personalit caustica di Helena riprese il sopravvento.
Oh, Norine! protest. Scendi coi piedi per terra. I piedi
per terra disse Norine aggrottando la fronte. Non volevi intitolare
cos una rivista letteraria all'universit? Helena annu.
Norine brand l'arricciacapelli. Cos' chiese curiosa sbirciando
Helena, che ti spinge a vomitare su tutto ci che  imponderabile?
Ti d fastidio se mi arriccio i capelli? Mentre il ferro si
scaldava, continu col racconto. Harald, a quanto pareva, lasciato
a casa da solo tutto il giorno aveva incominciato a passare da
Norine, il pomeriggio, per una tazza di t o una birra. Qualche
volta portava un libro e glielo leggeva; il suo poeta preferito era
Robinson Jeffers. Lo stallone roano disse pronta Helena.
Norine annu. Come fai a saperlo? Ho tirato a indovinare, disse
Helena. Ricordava bene il fine settimana fatale in cui Harald
aveva letto a Kay Lo stallone roano. Un giorno, disse Norine,
gli ho detto di Put... Non hai bisogno di dirmi altro, comment
asciutta Helena. Norine arross. La mia prima storia prima
di Harald  cominciata nello stesso modo, ammise. Era
un tipo che avevo incontrato in biblioteca, un insegnante di scuola
attiva con moglie e sei figli. Usc in una fiacca risatina. Era curioso
di sapere che roba leggevo. Andavamo a sederci a Bryant
Park, e gli ho raccontato di Put. Mi ha portato in un albergo e mi
ha deflorata. Ma aveva paura che la moglie lo scoprisse. E Harald? 
chiese Helena. Dietro la sua spavalderia, credo che abbia
paura anche lui. Gli uomini sposati sono buffi; tirano tutti una
netta linea divisoria tra moglie e concubina. Incominci ad arricciarsi
i capelli. Poco dopo l'odore di capelli strinati si aggiunse
a quello del fumo di sigarette, di cane, di tabacco da pipa, e di uno
strofinaccio per i piatti fradicio nel lavello. Guardandola, Helena
concedeva a Norine una certa vitalit animale, una terragnit
che era sottolineata, quasi deliberatamente, dalla sporcizia e dallo squallore della casa. Andare a letto con lei, immaginava Helena,
doveva essere come rotolarsi un una grassa composta muffosa
di foglie autunnali, crepitante in superficie, come la sua voce, e
sotto calda e umida per i processi chimici della decomposizione.
Le venne in mente che per il corso di Folclore tenuto da Miss
Beckwith Norine aveva scritto un famoso saggetto pieno di sciocchezze
su Gea, la Madre Terra, e i licenziosi culti ctoni, che era
stato rifiutato dal Journal of Undergraduate Studies, con la motivazione
di ragionamento confuso, una delle espressioni preferite
dai docenti. Helena ridacchi tra s e s. Sentiva di poterlo
scrivere lei stamattina un bell'articolo, alla maniera di Miss Caroline
Spurgeon, sul simbolismo ctonio dell'appartamento di Norine,
che, se non proprio una cantina, come Kay insisteva a chiamarlo,
era nero come una carbonaia e riscaldato dalla fornace dei
desideri insoddisfatti della padrona di casa, che bruciavano come
calce viva ed emanavano, si disse Helena sarcasticamente, un bel
po' di aria fritta. Pens divertita alla cagna in calore del piano
di sopra, certo un totem o un penate, alle tube di Falloppio (un apparato
radicale?) della proprietaria della palazzina, al Cerbero in
cortile. Oh regina dell'inferno, si disse, dove va gemendo la
Madre tua delle messi? In Lower Park Avenue, scopr poco dopo
conversando. La madre di Norine viveva degli alimenti che le passava
l'ex marito, che si era risposato; Norine cenava con lei da
Schrafft ogni due mercoled.
Comunque non sono stata la prima, butt l Norine a questo
punto, mentre l'arricciacapelli sfrigolava. Harald mi racconta
cose che a Kay non racconta. Ha avuto una lunga relazione con
una soubrette che aveva incontrato lo scorso autunno; lei voleva
sposarlo. Ha un marito ricco e una casa in Connecticut, lui e Kay
qualche volta vanno ancora a trovarli, nei fine settimana. Ma Harald
non ci va pi a letto, anche se lei lo supplica. Ha orrore dei
rapporti disordinati. Prima che finissimo a letto, per esempio, abbiamo
deciso di comune accordo che la cosa non avrebbe avuto
conseguenze sui nostri matrimoni.
Pi facile a dirsi che a farsi, non trovi? chiese Helena. Non
nel caso di Harald, disse Norine. Lui ha un forte senso della
disciplina. E io adoro Put. Ogni tanto sono un po' gelosa di Kay,
perch so che Harald qualche volta fa l'amore con lei, anche se lui
non me ne parla. Ma mi dico che ogni esperienza  unica; quello
che fa con lei non pu cambiare quello che fa con me. E viceversa.
Io non le tolgo niente. La maggior parte degli uomini sposati
funzionano meglio con le mogli se hanno un'amante. In altre culture  un fatto scontato.
In ogni caso, disse Helena, tu preferiresti che Kay non lo
venisse a sapere. Come del resto Put, immagino. E devi.ammettere
che ieri sera l'avete scampata per un pelo. Se al posto mio fosse
entrata Kay? Norine annu tetra. Lo so, disse. Poi rise.
Dio! confid, L'abbiamo scampata per un pelo anche un'altra
volta... Helena alz un sopracciglio. Vuoi sentire? disse
Norine. Forza, disse Helena.  successo proprio qui, disse
Norine. Di pomeriggio. Circa dieci giorni fa. Stavamo fornicando
l indic il divano quando abbiamo sentito dei colpi alla
porta e qualcuno ha urlato Aprite!
Helena rabbrivid. Mentre ascoltava la compagna di studi, la
sua immaginazione ricostruiva sobriamente la scena, denudando
Norine e Harald e collocandoli sul divano, atterriti nel bel mezzo
delle loro effusioni. Cos'erano quei colpi? Harald, da come la
raccontava Norine, non aveva aspettato certo di scoprirlo; aveva
afferrato i pantaloni dalla sedia pieghevole su cui si trovava lei
adesso e se l'era battuta in camera da letto. Norine si era rizzata
a sedere e si era avvolta nel copridivano, mentre i colpi continuavano.
Era sicura fosse la polizia la squadra antirossi alla ricerca
degli archivi di Putnam. Sembrava stessero per buttare gi la
porta da un momento all'alto; dovevano averli sentiti parlottare.
Rispondi! aveva sibilato Harald dalla camera da letto. Fasciata
nel drappo nero, a piedi nudi, Norine aveva aperto la porta di
uno spiraglio. Avevano fatto irruzione nella stanza due uomini in
borghese e una donna.  lei! aveva gridato quella bizzarra signora
di mezza et ingioiellata e impellicciata, indicando Norine.
Dov' mio marito? Prima che Norine potesse fermarli, i due
tipi in borghese spalancarono la porta della camera da letto, dove
trovarono Harald che si allacciava la patta. Eccolo qui, signora! 
gridarono. Mezzo nudo. In canottiera. Coi calzoni sbottonati.
La donna entr a vedere. Ma quello non  mio marito, esclam.
Io quest'uomo non l'ho mai visto prima. Chi ? E si volt inviperita verso Norine.
A questo punto del racconto di Norine, Helena rise. La segretaria
dell'ultimo piano? congettur. Come hai fatto a indovinare? 
disse Norine. Helena aveva colto al volo la situazione.
I due in borghese erano investigatori privati, specializzati in
questioni matrimoniali; ma avevano sbagliato appartamento. Il marito
della donna era stato tutto il tempo di sopra con Grace, la
segretaria, in attesa di essere colto in flagrante dalla moglie e dagli
investigatori; era una causa di divorzio combinata. E
naturalmente, continu Norine, non occorreva che i due stessero
davvero fornicando, bastava che avessero i vestiti in disordine.
E avrebbero dovuto aprire subito la porta e lasciar entrare gli
investigatori senza tante storie; altrimenti John pianta un bordello.
Continua a dire a Margaret che la loro  diventata una casa
di malaffare. John  il padrone di casa? chiese Helena.
Norine annu. In realt non  che possa dire granch, perch Margaret
l'ha beccato con l'inquilina precedente e l'ha buttata fuori
di casa. Ma con Grace alle volte fa lo scandalizzato per interesse,
si intende. Lui usa la casa come una specie di salone dell'arredamento
per i clienti e ha paura che l'indirizzo finisca sui giornali per un caso di divorzio. Questa volta, era stata tutta colpa della
stupidit degli investigatori; gli era stato detto chiaramente di
fare irruzione nell'appartamento dell'ultimo piano, e invece erano
venuti al piano terra. Quando non abbiamo aperto, e loro per
ci sentivano, hanno pensato che ci fosse qualcosa di strano, che il
marito magari avesse deciso di rimangiarsi l'accordo. Cos, invece
di chiamare l'avvocato per chiedere istruzioni, come avrebbero dovuto
fare, hanno fatto irruzione qui. La moglie non poteva capire
cosa stesse succedendo, quando mi ha trovato col copridivano addosso
e il marito che si nascondeva, almeno cos pensava. Le era
stato detto di aspettarsi una bionda (deve essere sempre una bionda),
cos ovviamente ha dedotto che io fossi Grace. Avr pensato
che il marito avesse deciso di adeguare i fatti alle parole.
Rise. Harald era stato magnifico. Con grande tranquillit aveva
cavato di bocca ai detective tutta la storia e poi gli aveva dato una
bella ripassata. Aveva detto che non erano altro che una coppia di
stupidi teppistelli allenati alla violenza nella polizia di New York
che poi erano stati messi alla porta per estorsione o per pura e
semplice incapacit. Li ha sfidati a negarlo. Avrebbero dovuto sapere
che non potevano entrare in un'abitazione privata senza un
poliziotto e un mandato di perquisizione, e al posto di Norine, aveva
detto, lui li avrebbe denunciati per violazione di domicilio, che
era un reato molto grave, e avrebbe spedito loro due e la loro signora
cliente in galera. Non eri esattamente nella posizione di
dare seguito a una minaccia del genere, comment Helena. Se
ne saranno resi conto. Norine scosse la testa, adesso coi capelli
tutti arricciati all'indietro. Erano terrei, dichiar.
Per fortuna, continu pi prosaicamente, la casa quel pomeriggio
era vuota, tranne per Grace e l'uomo che era con lei all'ultimo
piano; altrimenti, i colpi e le grida avrebbero fatto accorrere
tutti. E Nietzsche dov'era finito? chiese Helena. Si sarebbe
dovuto aggiungere anche lui allo strepito, mi pare. Quel giorno
Nietzsche era andato in campagna col padrone di casa e la moglie;
era l'anniversario di Lincoln, per questo Grace aveva il pomeriggio
libero; in genere le incursioni in casa sua avvenivano di sera,
a meno che John e Margaret non ricevessero. E Kay? disse Helena.
Kay era al lavoro, disse Norine. I grandi magazzini non
chiudono per l'anniversario di Lincoln. Anzi, incassano, perch gli
altri schiavi del salario hanno la giornata libera. Per i colletti bianchi
 la grande baldoria degli acquisti. Quando credi che una stenografa
da quarantotto ore alla settimana riesca a comperarsi un
vestito? A meno di non saltare il pasto? Ma probabilmente non ci
hai mai pensato Fiss Helena e si accese una sigaretta, tenendo
in mano per un attimo il fiammifero acceso, come a illuminare il
buio nella mente di Helena.
Helena si alz; era determinata a dire la sua. Il tono disinvolto,
sbrigativo di Kay era al lavoro le aveva fatto serrare le labbra.
Io non sono una socialista, Norine, disse pacata. Ma se
lo fossi, cercherei di comportarmi da persona onesta. Norman Thomas
 una persona onesta, credo. Norman era un prete, la interruppe
Norine.  questo il suo grosso handicap. Non fa presa
sui lavoratori di oggi. In lui fiutano il filantropo bacchettone. Ha
aiutato Put, ma Put pensa che sia arrivato il momento di rompere
con lui. C' un nuovo gruppo di deputati a Washington laburisti
agrari e progressisti con cui ritiene di poter lavorare meglio.
Sono pi vicini alle realt del potere. Un paio di loro vengono a
bere qualcosa questo pomeriggio; probabilmente dopo andiamo insieme
al Village, in qualche locale a uno piace ballare. Put e Bill
te l'ha gi detto Put per caso? vogliono mettere su un'agenzia
giornalistica e lasciar perdere la raccolta di fondi, dove i comunisti
non hanno rivali. Be', questi deputati hanno alle spalle un sacco
di giornali locali, negli stati agricoli, che hanno fame di notizie
vere sul mondo del lavoro, non censurate, e di informazioni aggiornate
sulle cooperative e la compartecipazione agli utili. Ho invitato
anche Harald e Kay questo pomeriggio, perch Harald  originario
del South Dakota. E di Veblen... Norine, la interruppe
Helena. Ho detto che se fossi socialista cercherei di
comportarmi da persona onesta. Incominci a tremarle la voce,
anche se lottava per mantenere la sua pronuncia strascicata. Norine
spense la sigaretta, fissandola. Sostieni che tuo marito non
riesce a fare l'amore con te perch sei una donna perbene. Ti
suggerisco di illuminarlo. Digli di quello che fai con Harald. E pure
dell'insegnante della scuola attiva con moglie e sei figli. Questo
dovrebbe farglielo rizzare. E fagli dare uno sguardo a quest'appartamento.
E allo sporco che hai attorno al collo. Se uno viene a
letto con te gli lasci il segno. Come sulla vasca da bagno Norine
rimase seduta a fissarla, impassibile. Helena deglut; non parlava
con tanta ferocia da quando, bambina, si ribellava audacemente
alla madre. Quasi non riconosceva il linguaggio che stava usando,
e la sua voce aveva scivolate pericolose. Sembrava che nella sua
gola secca e contratta vorticasse una moltitudine di frasi sconnesse,
come una folla tumultuosa che lei tentava di contenere. Procurati
dell'ammoniaca, si sent esclamare tutt'a un tratto, e da'
una pulita a quella spazzola e a quel pettine! Si blocc per prendere
fiato, temendo di scoppiare a piangere dalla rabbia, come le
capitava con sua madre. Si diresse rapida alla portafinestra e si
ferm a contemplare il giardino, tentando di formulare una scusa.
Alle sue spalle, Norine parl. Hai ragione, disse. Hai perfettamente
ragione. Prese lo specchio e si esamin il collo. Grazie
per avermi detto la verit. Non lo fa mai nessuno.
A queste scarne parole, Helena sobbalz. Si gir piano sulle sue
scarpette scollate di lucertola marrone. La gratitudine era l'ultima
cosa che si sarebbe aspettata da Norine. Helena non era una riformatrice;
si era ribellata, come avrebbe detto Norine, contro la
nobile ed equilibrata concezione miglioristica della madre e si
adombrava all'idea stessa di cambiare le persone, altrettanto che
all'idea di venire cambiata. Non sapeva, adesso, cosa le era preso,
per perdere le staffe in quel modo se era il bisogno di difendere
lealmente Kay o una certa idea di onest, o semplicemente il desiderio
di mostrare a Norine che non poteva prendere in giro tutti
e sempre. Ma una Norine ricettiva era una responsabilit troppo
grande da prendersi sulle spalle. Dai, dimmi altre cose, la incalzava
Norine. Dimmi cosa devo fare per cambiare la mia vita.
Helena dentro di s sospir e si sedette al tavolo di fronte a Norine,
pensando all'appuntamento col padre e a quanto avrebbe preferito
andare in giro per argenti antichi invece di trovarsi a far da
ramazza nella vita di Norine. Ma immagin che almeno i deputati
e forse Putnam le sarebbero stati riconoscenti se l'avesse consigliata,
tanto per cominciare, di dare una bella ripulita all'appartamento.
Be', disse con diffidenza, Comincerei con un po' di olio
di gomito. Norine si guard intorno con aria assente. Lavare
il pavimento, intendi? Okay. E poi? Suo malgrado, Helena
colse al volo l'occasione. Be', poi, continu, Mi procurerei
della carta igienica. In bagno non ce n'. E un po' di Clorox per
il secchio della spazzatura e per la tazza del water. E fa' bollire
ben bene quello strofinaccio per i piatti o sostituiscilo con uno
nuovo. Lei ascoltava. Libererei il cane e lo porterei a fare una
passeggiata. E gi che ci siamo, gli cambierei il nome. Nietzsche
non ti piace? No, rispose secca Helena. Lo chiamerei con un
nome tipo Rover. Norine scoppi nella sua rapida risata.
Capito, disse con tono di apprezzamento. Dio, Helena, sei fantastica!
Va' avanti. Dovrei fargli il bagno, per battezzarlo? Helena
riflett un attimo. Non con questo tempo. Potrebbe prendersi
un raffreddore. Fatti tu un bagno, invece, e lavati i capelli
sotto la doccia. Ma me li sono appena arricciati. Va bene, lavateli
domani. Poi comperati dei vestiti nuovi e mettili in conto a
Putnam. Se ti fa storie, strappa il budget. E compera della roba da
mangiare vera non scatolame. Anche solo hamburger e verdure
e arance. Norine annu. Bene. Ma adesso dimmi qualcosa di pi fondamentale.
Gli occhi verdi di Helena si guardarono intorno pensierosi.
Dipingerei questa stanza di un altro colore.
Norine aveva un'espressione perplessa.
E questo lo definiresti fondamentale? 
chiese. Certo, disse Helena. Non vorrai che la gente pensi
che tu sia fascista, giusto? aggiunse con un sorrisetto astuto. Brava,
hai perfettamente ragione, disse Norine. Queste cose le ho
sempre sotto gli occhi. Non le noto neanche. E uno non  mai troppo
attento. I comunisti sono totalmente privi di scrupoli. Un giorno
sono tuoi compagni di letto e il giorno dopo ti danno del fascista.
Perfino di Norman dicono che  un socialfascista. Okay. Va'
avanti Eliminerei quell'orso polare, disse Helena con voce dolce.
 solo un ricettacolo di polvere, e mi sembra che abbia gi
esaurito la sua vita. Norine concord. Penso che Put ci sia allergico,
comunque. Poi? Prenderei qualche libro vero dalla biblioteca.
Cosa vuol dire libro vero? disse Norine, lanciando
un'occhiata sospettosa allo scaffale. Letteratura, ribatt Helena.
Jane Austen, George Eliot. Flaubert. Murasaki. Dickens,
Shakespeare. Sofocle. Aristofane. Swift. Ma quelli non sono
fondamentali, disse Norine aggrottando la fronte. Tanto meglio, 
disse Helena. Ci fu un attimo di silenzio. Tutto qui? 
disse Norine. Helena scosse la testa. Il suo sguardo incroci quello
di Norine. Smetterei di vedere Harald, disse.
Ah, mormor Norine. Trovati un altro modo per passare
il tempo, prosegu Helena con tono vivace. Iscriviti a un
corso alla Columbia. O butta gi quello che hai visto nelle miniere
di carbone. Trovati un lavoro, magari fa' del volontariato. Ma
Norine, non vedere pi Harald. Neanche con altra gente. Devi dare
un taglio netto. Su questa supplica, la sua voce si era fatta particolarmente
seria; poi riprese con tono pi leggero. Al posto tuo,
chiederei il divorzio o l'annullamento. Ma questa  una decisione
tua tua e di Putnam. Non  una cosa di cui discutere con altre
persone. Se vuoi restare con lui, allora secondo me devi decidere
di fare a meno del sesso. Non cercare di avere entrambe le cose.
Decidi quale vuoi: il sesso o Putnam. Ci sono un sacco di donne
che riescono a vivere senza sesso e benissimo. Guarda le nostre insegnanti
all'universit: non erano inaridite o inacidite. E ci sono
un sacco di donne, aggiunse, che possono vivere senza Putnam.
Hai ragione, disse Norine debolmente. S, certo che hai
ragione.  una scelta che devo fare. Ma aveva una voce fiacca.
Helena aveva la sensazione che da un po' Norine avesse smesso di
ascoltare il programma che lei stava delineando o che ascoltasse in
modo meccanico emettendo mugolii di assenso. Il soggetto, 
concluse, non  pi pienamente collaborativo. E suo malgrado
si sentiva contrariata e delusa. Perch mai doveva importarle,
si domand, se Norine ascoltava i suoi consigli o no? Tranne che
per Kay, ma, ammise, non era solo per via di Kay che le importava.
Si era lasciata trascinare dalla prospettiva di una vita migliore
per Norine. E adesso, infiammata dal proprio zelo missionario,
non voleva rinunciarci. Qualsiasi scelta tu faccia, Norine, disse
con fermezza, non parlarne. Questo  il mio consiglio fondamentale.
Non parlare di te o di Putnam a nessuno tranne che a
un avvocato. Neanche a un altro medico. Se qualcuno parla con un
dottore, questo qualcuno deve essere Putnam, non tu. E finch
sei sposata con lui, risolviti a non nominare il sesso. In qualsiasi
forma animale, vegetale o minerale. Niente tube di Falloppio.
Okay, disse Norine, sospirando, come se questa fosse la parte pi difficile.
Segu un silenzio pesante; il cane riprese ad abbaiare; la sopraelevata
avanzava rombando sui suoi piloni. In questo scontro
omerico, Zeus, pensava Helena, stava tirando fuori la bilancia d'oro.
Norine toss e si stir. Sei una ragazzina precoce, disse sbadigliando.
Ma porti ancora i calzoni corti, dal punto di vista emotivo.
Si jeunesse savait...! Sbadigli di nuovo. Sul serio, ti sono
grata per aver cercato di aiutarmi. Mi hai detto la verit,
secondo il tuo punto di vista. E mi hai dato qualche ottima idea.
Come il fatto di dovere scegliere tra il sesso e Put. Di prendere un
impegno, in un senso o nell'altro. Invece di continuare a tenere i
piedi in due staffe, come ho fatto finora. Perch sorridi? Per i
termini che usi. Norine fece un rapido sogghigno. Poi corrug
la fronte. Questo  un esempio, disse, di quelli che definirei
i limiti del tuo approccio. Tu sei fissata con la forma, mentre io
penso al significato. Ti offendi se ti dico che il tuo approccio  in
larga parte superficiale? Per esempio? disse Helena, piccata.
Il fatto di pulire la casa, replic Norine. Come se fosse una
cosa fondamentale. Di comperare la carta igienica, di comperare
il Clorox, di comperare un vestito nuovo. Quanta enfasi metti sulle
acquisizioni borghesi! Su delle semplici cose. Io chiedo pane e
tu mi offri una pietra. Ti concedo che in bagno ci deve essere la
carta igienica. Put mi ha fatto una scenata stamattina per questo,
ma questo non risolve le questioni importanti. I poveri non hanno
la carta igienica. Comunque, sugger Helena, pensavo che
uno dei vostri scopi fosse fare in modo che ce l'avessero, la carta
igienica. Norine scosse la testa. Stai aggirando il punto, disse.
Tu sei ossessionata dalle apparenze. Ma ti sfuggono le cose
essenziali. Quelle non tangibili. Lo spirito delle mele, ribatt
Helena. S, disse Norine. Mi sembra che il tuo problema
centrale sia piuttosto tangibile, fece Helena con voce
strascicata. Sentiva che Norine non intendeva seguire nessuno dei
suoi suggerimenti, tranne forse quello di chiamare Rover il cane
peraltro, come argomento di conversazione. No, replic Norine
con aria concentrata. Sotto c' un disagio spirituale. L'impotenza
di Put  un segno di solitudine prometeica.
Helena prese il suo ocelot dal divano letto. Dopo l'ultima osservazione,
Norine era sprofondata in uno stato meditativo, col
mento appoggiato sulla mano, e sembrava essersi dimenticata della
presenza di Helena. Devi andare? disse con aria assente.
Se resti ti preparo qualcosa da mangiare. Helena rifiut. Devo
vedere mio padre. Si infil il cappotto. Be', grazie, disse
Norine. Grazie mille. Se oggi pomeriggio sei libera, passa. Tese
la grande mano con le unghie sporche e rosicchiate. Ci sono
anche Harald e Kay, se ti va di rivederli. Sembr avere un sussulto
di memoria e incontrando gli occhi di Helena arross. Tu
non capisci, disse, io e Put non possiamo tagliare i ponti con
loro. Io devo vedere Harald, in certe occasioni sociali. Lui e Put
hanno molto in comune nel modo di pensare. Probabilmente significano
pi l'uno per l'altro di quanto io non significhi per entrambi.
E Harald, per gli stimoli intellettuali, dipende da noi. Te
l'ho detto, qui teniamo una specie di salotto. Questo mese ne scrivono
su Mademoiselle. Da Put e Norine Blake, lui Williams
'31, lei Vassar '33, si incontra la coscienza della giovane America.
Con fotografie. Proruppe nella sua risata. Poi corrug la
fronte e si pass una mano tra i capelli.  questo l'elemento che
manca nella tua analisi. Il centro vitale del mio matrimonio con
Put. Ormai siamo diventati un punto di riferimento importante
per altre persone, e quando succede questo non sei pi padrona di
te stessa. Tu dalla tua prospettiva non te ne puoi rendere conto.
E questo ti porta a sopravvalutare la questione del sesso. Il tono
di Norine si era fatto didascalico e benevolo, mentre dall'alto
della sua statura abbassava lo sguardo sulla piccola ospite. Non
racconterai quello che ti ho detto? aggiunse, con un'improvvisa
nota ansiosa. No, disse Helena, sistemandosi il suo berretto
sbarazzino. Ma tu s. Norine la segu fino alla porta. Sei una vera delizia, dichiar.
Una settimana dopo, a Cleveland, Mrs Davison alz gli occhi
dal New York Times del giorno prima. Era seduta nel suo studiolo,
nell'angolo che chiamava il focolare, in cui si ritirava sempre
dopo la visita del postino. Il Times arrivava con un giorno
di ritardo, ma a Mrs Davison non importava, dal momento che lo
leggeva solo per cultura. La stanza era tutta azzurra e violetta
e cinz bianco e mobili inglesi; aveva un bovindo Tudor con un'impannata
a piccoli riquadri e qui Helena da scolaretta immaginava
Sir Walter Raleigh intento a scrivere sul vetro con un diamante.
C'era un bel secrtaire stile Regina Anna, con cassetto segreto
e piccoli scomparti, dove Mrs Davison sbrigava la corrispondenza;
la sua collezione di scatoline conteneva francobolli di diverso
valore, come tanti tesori colorati; sopra un massiccio tavolo Giacomo
c'erano i periodici del mese, a pile, come in una biblioteca
scolastica. Sulla parete rivestita di legno sopra il secrtaire erano
appesi i lari e i penati di Mrs Davison: fotografie tardo-vittoriane
sbiadite della casa di famiglia nel Somerset, una semplice
residenza signorile che il suo avo, un uomo di chiesa, aveva lasciato
per trasferirsi in Canada. Il caminetto era piastrellato a graziose
figure araldiche bianche e azzurre, e accanto ad esso sedeva
Mrs Davison nella sua sedia imbottita, guardando il giornale, col
tagliacarte dal manico di porcellana posato sul suo ampio grembo
a pois. Helena! chiam con la sua voce sonora e sibilante, come
la sirena da nebbia di un maestoso transatlantico della classe Cunarder.
Helena apparve nel riquadro della porta. Harald  stato arrestato! O mio
Dio! disse Helena. Si  azzuffato con dei detective privati,
pare, continu la madre, tamburellando sul giornale col tagliacarte.
Lui e un certo Putnam Blake. Sai per caso chi ?
Helena sbianc. Fammi vedere, mamma! implor, sfrecciando
attraverso la stanza come per strappare alla custodia materna
il giornale e l'orribile notizia che conteneva. Harald e Norine
dovevano essere stati di nuovo sorpresi in uno dei loro amplessi
illeciti e la prospettiva di dover sottostare all'interrogatorio
della madre in proposito le scuriva le lentiggini dorate sugli zigomi.
Sua madre, continuando a tenerla sulla corda, la allontan. Cos
me lo sgualcisci tutto, Helena! la sgrid, ripiegando con calma
il giornale. Tutta presa dalla sua preoccupazione, a Helena parve
molto strano che Mrs Davison non sembrasse scioccata come
avrebbe dovuto essere; aveva invece un atteggiamento, se possibile,
di tranquillo e dignitoso allarme. Ti leggo io l'articolo, 
disse Mrs Davison. Eccolo qua, a pagina 5. E c' anche una fotografia.
Queste fotografie sui giornali sono cos sfuocate. Helena
avvicin la piccola testa color sabbia a quella grande e grigia
della madre, sfiorando con la guancia la reticella che conteneva gli
sbuffi di Mrs Davison. Non lo vedo, disse, scorrendo ansiosamente
i titoli, che riguardavano tutti controversie sindacali.
Eccolo l! disse la madre. Clienti manifestano in appoggio
a camerieri in sciopero. Due fermati. Helena si morse le labbra;
soffoc il proprio stupore e si lasci cadere su un poggiapiedi,
pronta ad ascoltare la lettura materna. Non so se sai, Helena,
che dei gruppi di camerieri dei primi alberghi di New York
hanno scioperato. Io e pap ne siamo informati per via del Savoy
Plaza. Il cameriere che serve la prima colazione a pap gli ha detto,
sar una settimana... Per piacere, mamma, la interruppe
Helena. Dimmi di Harald. E a questo punto Mrs Davison incominci
a leggere, nella sua tipica maniera fatta di pause e di enfasi:
I camerieri in sciopero all'Hotel Carlton Cavendish hanno ricevuto un
appoggio inatteso. Uno sciopero di solidariet dei clienti capeggiato da Putnam
Blake, pubblicista, 24 anni,  stato improvvisato nella Sala Rosa, a lume
di candela e al suono dell'orchestra. I clienti scioperanti erano in abito
da sera e tra di essi, oltre a Mr Blake, che  stato accompagnato alla stazione
di polizia della Cinquantunesima Strada Est, c'erano Dorothy Parker,
Alexander Woollcott, Robert Benchley e altri nomi noti dell'ambiente letterario.
Il segnale per l'abbandono della sala  stato un discorso di Mr Blake
che ha incitato i clienti seduti a manifestare in segno di solidariet coi camerieri,
il cui sindacato stava picchettando fuori dall'albergo. Il servizio 
stato interrotto per tre quarti d'ora. Mr Blake  stato accusato di disturbo
della quiete pubblica su denuncia di Frank Hart, vicedirettore del Carlton
Cavendish; con la stessa accusa  stato fermato Harald Petersen, 27 anni,
commediografo. Entrambi sono comparsi di fronte al magistrato in servizio
notturno, e provvisoriamente rilasciati su cauzione di 25 dollari ciascuno. Mr
Blake ha dichiarato ai giornalisti che lui e Mr Petersen intendono sporgere
querela contro Mr Hart e contro due detective ingaggiati dalla Carlton Cavendish
Corporation che, a suo dire, li avrebbero malmenati tentando di
sequestrarli nello scantinato dell'albergo. Mr Petersen ha dichiarato che sono
stati usati i pugni di ferro. Lui e il suo gruppo, ha spiegato Mr Blake, nell'abbandonare
la Sala Rosa quando hanno scoperto di essere serviti da camerieri
non appartenenti al sindacato si sono semplicemente avvalsi di un
proprio diritto; Mr Hart e i due detective avrebbero agito per impedire ai
simpatizzanti dello sciopero di lasciare la sala in maniera pacifica. Mr Hart
ha dichiarato che il gruppo di facinorosi aveva ordinato bibite e altre consumazioni
andandosene poi senza pagare. Mr Blake e Mr Petersen hanno negato;
tutti quelli del loro gruppo, circa trenta persone sparpagliate in tavoli
separati nella lussuosa Sala rosa appena rinnovata hanno detto avevano
lasciato un compenso adeguato per le bevande consumate prima di abbandonare
la sala in segno di solidariet; si erano comunque astenuti dalle
mance. Era possibile, ha aggiunto Mr Blake, che altri ospiti avessero lasciato
la sala da pranzo senza pagare, nella confusione che era seguita, dopo che
lui e Mr Petersen, sempre a sua detta, erano stati attaccati da una squadra
volante di camerieri non iscritti al sindacato e dai due detective. All'udienza
notturna Mr Blake e Mr Petersen erano accompagnati dalle mogli,
in abito da sera, e da un gruppo di amici in cilindro e marsina. Il processo
 stato fissato per il 23 marzo. Tra gli scioperanti, stando alle voci, c'era
un gruppo di ragazze del Vassar. Una manifestazione simile era stata organizzata
qualche settimana fa all'ora di pranzo all'Hotel Algonquin; a
capitanarla era stato il giornalista Heywood Broun. In quell'occasione non ci furono fermi.
Dio mio! disse Helena. Secondo te nella foto c' anche
Kay? Fammi vedere! La fotografia mostrava una scena tumultuosa
nella sala da pranzo dell'albergo; c'erano un tavolo e qualche
sedia rovesciati. Ma purtroppo, come diceva Mrs Davison, era
sfuocata. Non riuscivano a trovare Kay, ma credettero di individuare
Harald in un pallido e scolorito personaggio in smoking che
con un braccio alzato tentava di ripararsi da un minaccioso drappello
di camerieri. Mentre la madre cercava Dorothy Parker ( stata educata in convento, Helena; lo sapevi? ), Helena identific
Norine, al centro della foto, che fissava la macchina fotografica,
con addosso quello che sembrava un abito da sera generosamente
scollato in raso bianco e un diadema incrostato di pietre,
come se si trovasse in un palco all'opera; portava lunghi guanti
bianchi, presumibilmente di capretto glac, con le mani sbottonate
e arrotolate sopra i polsi. Un piccolo riquadro mostrava Putnam
nell'aula giudiziaria; non era facile dire se avesse un occhio
nero o se si trattasse di una sbavatura nella stampa. Era in marsina,
sembrava, ma non aveva pi la cravatta bianca.
Mrs Davison pos il giornale. Questa foto grande dimostra,
Helena, osserv tagliente, che era tutto combinato. Certo che
era combinato, mamma, ribatt Helena con impazienza. Il punto
era proprio quello. Dare visibilit alla vertenza dei camerieri.
 stato tutto organizzato, Helena, disse la madre. Devono
aver avvertito il giornale perch mandasse un fotografo. E per
quel Putnam Blake nella sua deposizione dichiara che se ne sono
andati quando hanno scoperto di essere serviti da camerieri non
appartenenti al sindacato. Nota l'incoerenza. Quella  solo una
cosa pr forma, mamma. Probabilmente sono stati i suoi avvocati
a consigliarlo di dire cos. Altrimenti potrebbe essere accusato
di associazione a delinquere o qualcosa del genere. Non  per prendere
in giro nessuno. Adesso chiamo pap in ufficio, disse Mrs
Davison. Magari si  perso l'articolo.  proprio come gli ha detto
il cameriere che gli serve la colazione al Savoy Plaza; elementi
esterni si sono introdotti tra i camerieri e li stanno manipolando.
Ho paura che Harald stia per infilarsi in un bel pasticcio, prendendo
parte a una farsa di questo genere. Non pensi che dovresti
telefonare a Kay? Helena scosse la testa. Non voleva parlarle
con la madre li accanto. Non adesso, disse. Sar al lavoro,
mamma. Be', almeno, replic Mrs Davison, non  finita anche
lei sul giornale. E Petersen  un nome comune. Mi meraviglio,
comunque, che il Times l'abbia scritto giusto. Speriamo solo
che da Macy's non scoprano questa storia; mi dispiacerebbe davvero
se Kay perdesse il posto.
Si alz per raggiungere il telefono, che era su un tavolino nell'angolo.
Fuori adesso, disse, mentre parlo con pap. Le
comunicazioni tra Mrs Davison e Davy Davison, anche sulle cose
pi banali, avvenivano sempre in camera caritatis. Dopo un po' Helena
venne riconvocata. Pap lo sapeva gi. Ha mandato a prendere
l'edizione di oggi. In caso sia gi arrivata. E il Tribune di
ieri e anche qualche giornale scandalistico. Pap si domandava se
l'ufficio di New York non potrebbe aiutare Harald a cavarsi da
questo impiccio. A trovargli un buon avvocato. Chi  questo Putnam
Blake? Non l'ho mai sentito nominare da Harald. E neanche
pap, Parlava col tono di chi ha subito un leggero affronto; Helena
non le ricord che non vedeva Harald da parecchi mesi. Ha
studiato al Williams, disse paziente. Lui e un altro gestiscono
un'organizzazione che si chiama Cause comuni raccolgono fondi
per i derelitti nelle controversie di lavoro. E sposato con Norine
Schmittlapp, del nostro anno.  quella col diadema e i guanti
lunghi. All'universit era sempre a capo di qualche manifestazione.
Appunto, disse Mrs Davison. Lo sapevo! Cherchez
la femme, ho detto a Davy Davison. Tieni bene a mente quel
che ti dico; vedrai che dietro tutta questa storia c' una donna
Helena si stup per la perspicacia della madre. Cosa intendi esattamente, mamma? chiese cauta.
Mrs Davison si tast la reticella dei capelli. Ho detto a tuo
padre che tutto questo can can mi ricordava le vecchie manifestazioni
delle suffragette. Quando si incatenavano ai lampioni, e quella
ragazza, Ines Vattelapesca, anche lei del Vassar, che ha percorso
su un cavallo bianco la Quinta Strada per manifestare a favore
del voto. Elegantissima. Se ne scriveva sui giornali, allora, quando
tu eri una beb. Adoravano farsi arrestare. Tuo padre non mi
ha mai permesso di prendere parte a quelle pagliacciate. Anche se
c'erano molte donne perbene Mrs McConnaughey e Mrs Perkin,
proprio qui a Cleveland attive nel movimento. Queste amiche
di Mrs Davison, una uscita dallo Smith e l'altra dal Wellesley, figuravano
di frequente nella sua conversazione e avevano torreggiato
sull'infanzia di Helena come due sante patrone laiche. Mrs
Davison sospir. Ma anche quelle chiassate delle suffragette erano
preparate, aggiunse con voce pi vigorosa e allegra, come per
reprimere i suoi rimpianti. Con la stampa invitata in anticipo.
No, appena ho visto l'articolo prese il Times e lo picchiett,
con un gesto significativo mi sono detta: Non  stato di certo
un uomo ad architettare tutto questo. Ma perch? chiese Helena.
Nessun uomo adulto, disse sua madre, si infiler mai
uno smoking se non  una donna a chiederglielo. Nessun uomo,
Helena, a prescindere dalle sue idee politiche, si infiler mai uno
smoking per andare a uno sciopero di solidariet, o comunque lo
chiamino, a meno che non sia stata una donna con le sue arti subdole
a istigarlo. Una donna che vuole vedere la propria foto sul
giornale. Non dirmi che Harald l'ha fatto per i begli occhi di Putnam.
No; probabilmente lei si rigira Putnam Blake e Harald intorno
al suo ditino. Quel diadema per esempio... probabile che volesse
mettersi quello. E quei guanti. Mi meraviglio non avesse un
ventaglio di piume di struzzo. Helena rise e diede un buffetto
affettuoso sul braccio rotondo della madre. Be', Helena, continu
Mrs Davison indispettita ma sentendosi chiaramente in ottima
vena, uno se la vedrebbe bene nel comitato d'onore di qualche
ballo di beneficenza. Scommetto che si  comperata tutto
l'armamentario per l'occasione. O l'ha trovato nel baule della nonna? 
Helena rise di nuovo; non poteva impedirsi di ammirare le
doti induttive della madre. Una a caccia di notoriet, disse Mrs
Davison, somministrando un colpetto finale al giornale. Cosa
studiava all'universit? Inglese, disse Helena. Si 
specializzata con Miss Lockwood. Giornalismo contemporaneo Mrs Davison
si batt la fronte con la mano. Ah, il mio spirito profetico! disse, annuendo.
...
.
...
Capitolo settimo.
...
.
...
Due sere prima (il pezzo letto da Mrs Davison era stato ripreso
dall'edizione serale del giorno precedente), a New York, Hatton,
il maggiordomo inglese dei Prothero, nella sua vestaglia imbottita
di seta cinese ricamata, color rosso cardinale e coi risvolti
moir, sedeva in una bergre nella sua stanza, all'ultimo piano della
casa di citt dei Prothero, e leggeva l'Herald Tribune, con la
radio accesa. Fumava la pipa, e aveva i piedi, infilati in calze di seta
e pantofole di pelle rossa, ben sistemati su uno sgabellino. La
vestaglia, le pantofole, la bergre, la radio tutto l'abbigliamento
e il materiale di scena di Hatton, tranne la pipa che stava fumando
li aveva ereditati da Mr Prothero, un maturo elegantone
appassionato di sport dell'et e della corporatura di Hatton. Hatton
era un po' pi alto, pi dignitoso, e meno paonazzo in viso:
uno dei domestici aveva sentito le signorine del Vassar dire che assomigliava
a Henry James, un romanziere americano e bon vivant
londinese entrato, si diceva, nei circoli pi esclusivi fatti che
Hatton aveva di persona scoperto nel suo giorno di libert, nella sala
di lettura della Society Library, non fidandosi per questo compito
dell'autista che effettuava per Mrs Prothero il cambio dei gialli,
appositamente scelti per lei ogni venerd dal bibliotecario capo.
(La biblioteca di Mr Prothero, come Hatton aveva fatto notare al
domestico pi giovane, era per cos dire una biblioteca da gentleman;
conteneva soprattutto volumi di sport rilegati in marocchino
e vitello storie di purosangue, annuari degli stalloni e delle
imbarcazioni da diporto, ricordi del mondo delle corse dei cavalli
e di caccia alla volpe e alcuni volumi pornografici dissimulati da finte copertine).
Il giornale che Hatton esaminava con diligenza era stato scorso
rapidamente da Mr Prothero la mattina, e girato al maggiordomo
pressoch intatto, cos come la vestaglia e le pantofole, che quasi
non mostravano segni di usura. Hatton, in effetti, era una sorta
di doppio o una copia appena ingrandita di Mr Prothero, e
questo non gli dispiaceva, perch sentiva di essere, nel complesso,
una versione migliorata rispetto al suo padrone americano: i completi
di Mr Prothero figuravano meglio su di lui per via della statura
pi alta; si godeva la lettura serale del giornale pi di quanto
Mr Prothero si godesse la sua veloce scorribanda mattutina nelle
pagine della borsa con gli occhi ancora rossi. Servendo Mr Prothero,
mentre gli passava la spazzola sulle spalle o gli aggiustava il fazzoletto
nel taschino, qualche volta non poteva non considerarlo
una sorta di suo manichino personale una mera forma imbottita
di filo e tessuto sulla quale indumenti e altri accessori venivano
provati e imbastiti dagli addetti alle prove per l'uomo che ne
era il reale e autentico destinatario. Si sarebbe addirittura potuto
dire che Mr Prothero gli mettesse in forma le scarpe. Non soltanto
lui succedeva a Mr Prothero nel vestiario, nella poltrona, nei
giornali e nell'apparecchio radio, tutta roba praticamente nuova;
ne faceva anche le veci nelle emergenze di casa, come nei casi di
temuto incendio, dato che Mrs Prothero, una signora enorme, delicata,
morbida come un guanciale ben imbottito o come il cuscino
di un sof, aveva il terrore del fuoco, e Hatton, addestrato
da lei a fiutare il fumo, spesso guidava famiglia e servit di sotto
al sicuro nel bel mezzo della notte (Mrs Prothero aveva anche
una gran paura dei predatori), mentre Mr Prothero dormiva.
L'incontro a notte fonda con Hatton, come un grande uccello purpureo
coi bargigli, nei corridoi o per le scale di quella casa alta,
aveva spesso disorientato gli ospiti di Miss Mary, di ritorno da un
ballo un po' alticci per lo champagne; Hatton sapeva che, vedendolo
senza livrea, lo scambiavano per Mr Prothero, che potevano
aver incontrato durante la serata mentre in biblioteca con un'identica
vestaglia si versava del whisky dalla caraffa. Hatton era
invece assolutamente astemio.
Hatton non era solo l'uomo, ma l'uomo di casa, un personaggio
degno della massima fiducia. Era in quella famiglia da anni,
fin da quando le ragazze erano piccole, e bench in passato avesse
coltivato in segreto l'idea di ritirarsi in Inghilterra coi suoi risparmi,
una volta in pensione, e di sposare una donna giovane,
aveva avuto la signorilit di perdere tutto quello che aveva nel crollo
della borsa, quattro anni e mezzo prima. Quelli di Wall Street
avevano tradito Hatton, e anche in questo aveva eclissato Mr
Prothero, che, dopo una breve battuta d'arresto nel '29, aveva attraversato
la depressione diventando sempre pi ricco senza alcuno
sforzo da parte sua ma grazie a un brevetto che aveva comperato
da uno che gli avevano presentato al Piping Rock Club dopo
una partita di polo. Questo tizio, che gli era sembrato un cialtrone,
si era ucciso poco tempo dopo tuffandosi in una piscina vuota.
Ma il brevetto, che aveva a che fare col processo di fabbricazione
dei nuovi materiali sintetici, si era rivelato una miniera d'oro.
Fare i soldi, confess Mr Prothero,  una cosa che devi avere
nel sangue. Adesso andava nel suo ufficio in centro quasi tutti i
giorni, per dare quello che lui definiva il tocco decorativo alla
ditta che gestiva il brevetto; lo avevano fatto direttore, anche se
non capiva, come diceva lui, cosa diavolo fabbricassero o concedessero
in licenza di fabbricazione, comunque fosse. Ma immaginava
suo dovere rimboccarsi le maniche, coi tempi che correvano.
La famiglia Prothero, da ambo i rami (Mrs Prothero era una
Schuyler), era lenta di comprendonio, e se ne faceva un vanto, come
fosse indice di buona razza; nessuno di loro, per quanto indietro
potessero risalire nella genealogia, aveva ricevuto un'istruzione
superiore, fino a quando era arrivata Pokey, o Mary, come
la chiamavano in casa; la sorella pi giovane, Phyllis, era stata buttata
fuori dalla Chapin al secondo anno, con sollievo di Mrs Prothero,
e dopo aver frequentato per qualche mese i corsi di Miss
Hewitt, al compimento dei sedici anni aveva potuto lasciare la
scuola, secondo la legge dello stato. Aveva ormai fatto il suo debutto
in societ e a diciannove anni era pronta per il matrimonio
proprio l'et giusta, pensava Mrs Prothero, anche se le spiaceva
perderla, perch era una donna sola e amava farsi accompagnare
da Phyllis nei suoi giri dal parrucchiere o al Colony Club, dove poteva
sedere nel salone mentre Phyllis e le amiche sguazzavano in
piscina. Mrs Prothero, poverina, come diceva concorde la servit,
era una donna di scarse risorse: a differenza della maggior parte
delle signore, non le piaceva trastullarsi in acquisti. Le prove dalla
sarta la affaticavano, perch non riteneva di poter stare in piedi
a lungo, avendo sofferto di gamba da latte dopo la nascita
delle bambine; le matine la facevano piangere (oggigiorno davano
commedie cos tristi!), e non era mai riuscita a imparare come
si facevano le dichiarazioni a bridge. Non nutriva alcun interesse
per l'arredamento, a differenza di tante altre signore; mobili, tappeti
e quadri nelle stanze di rappresentanza non avevano quasi subito
cambiamenti da quando c'era Hatton. Neanche la servit era
cambiata, tranne il domestico pi giovane e Annette, la cameriera
delle ragazze. Mrs Prothero aveva una carnagione pallida, di un
giallastro opaco del colore della tappezzeria e della passatoia per
le scale; i quadri del salotto rappresentavano ruminanti bianchi e
marroni, mucche e pecore accosciate in mezzo a campi marrone
scuro. Hatton approvava i quadri, che aveva sentito dire fossero
olandesi e di valore, come pure la smorzata tonalit marrone del
mobilio, ma le domestiche dicevano che quel posto aveva bisogno
di essere ravvivato. Disgraziatamente, era impossibile far s che
Mrs Prothero o le ragazze se ne accorgessero. Di recente Forbes,
che era stata la responsabile della nursery e adesso badava alla biancheria
e ai rammendi di grosso, aveva insegnato a Mrs Prothero il
piccolo punto, che era come avere un po' di compagnia in casa, diceva,
adesso che Miss Mary era via, alla Cornell, a studiare veterinaria
e non portava pi a casa gli amici nei fine settimana, come
quando era al Vassar, e che Mr Prothero si recava in ufficio, e Miss
Phyllis, che era stata un vero puntello per la signora, se ne andava
in giro con le ragazze della sua combriccola pranzi e t e sfilate di moda.
I Prothero ricevevano, ma solo a cena; a pranzo Mrs Prothero
non se la sentiva di sostenere la conversazione. Mr Prothero faceva
sempre il suo pasto di mezzogiorno al Brook o al Racquet o al
Knickerbocker, e le ragazze avevano disposizione di invitare le
amiche al circolo, per risparmiare lavoro in pi a Hatton. Cos la
metteva la signora, ma Hatton non si era mai tirato indietro di
fronte al lavoro, come lei avrebbe dovuto sapere. Era lui a pianificare
le cene di Mrs Prothero, sottoponendole i menu e la piantina
con la disposizione dei commensali, prima di scrivere i segnaposti;
il rebus di mettere a sedere sette od otto persone non era
mai stato risolto da Mrs Prothero, che alzava sempre uno sguardo
di vaga e allarmata sorpresa verso Hatton quando si trovava di
fronte un'altra signora, al capo opposto della lunga tavola, dov'era
abituata a vedere Mr Prothero. L'esistenza di Mrs Prothero era
troppo inattiva per giustificare una segretaria personale, incaricata
degli impegni mondani, tranne che nelle stagioni in cui avevano
debuttato le ragazze. Era Hatton a decidere sugli inviti da fare
o da accettare, era lui a informarla su chi veniva a cena o su dove
si recava in visita. Era lui a sovrintendere alle sue opere di
beneficenza e qualche volta, le sere in cui ricevevano, suggeriva
perfino un argomento di conversazione.
Non c' bisogno di dirlo, aveva anche l'abitudine di dare una
mano alle ragazze. Hatton, lei  un genio! esplodevano sempre
tra gridolini Miss Mary e Miss Phyllis quando facevano una
lista o assegnavano i posti a tavola sotto la sua consulenza. Un
intuito sociale infallibile, bofonchiava spesso Mr Prothero a proposito
del maggiordomo, con una strizzatina d'occhio e un particolare
guizzo del muscolo della guancia che gli dava l'aria di uno
colpito da paresi. Le ragazze si fidavano pi del giudizio di Hatton
che di quello di Annette o di Forbes anche in fatto di vestiti.
Salivano in camera sua in abito da ballo, gli piroettavano davanti,
e gli chiedevano se dovevano mettersi le perle o i brillanti di Mrs
Prothero o portare una sciarpa o un ventaglio. Era stato Hatton,
in alleanza con Forbes, a fare in modo che Miss Phillys portasse la
benda su un occhio e tenesse la macchinetta per i denti; se lui non
avesse dato man forte a Forbes, la povera Miss Phyllis adesso sarebbe
stata, come diceva Forbes, la copia sputata di Ben Turpin.
Tutta la famiglia adorava Hatton. Adoriamo tutti Hatton, 
dichiarava col suo sonoro bisbiglio Miss Mary, schermandosi la
bocca contratta, a un giovanotto che per la prima volta la accompagnava
a casa da un t danzante o a una signorina ospite da loro
per la prima volta; i lineamenti allenati del maggiordomo rimanevano
impassibili mentre faceva strada per le scale, anche se la finzione
di non sentire avrebbe dato del filo da torcere a un domestico
di livello inferiore, dato che entrambe le signorine non solo
erano cieche come talpe ma avevano la voce forte, atona, e non
ben controllata tipica dei sordi, cos che anche quando sussurravano
tutti si voltavano a guardarle e ad ascoltare cosa stavano dicendo.
Avevano ereditato questo tratto, altro indice di sangue blu, dalla nonna paterna.
A Hatton, anche se non ci faceva troppo caso, in parte per abitudine,
non dispiaceva che le signorine si dessero tanto da fare affinch
nessuno dei loro ospiti o dei loro invitati a cena trascurasse
di apprezzarlo. La lenta cerimoniosit delle sue maniere, il suo
portamento rigido e severo avrebbero dovuto parlare da s, ma era
una convenzione delle famiglie americane ricche, lo capiva, fingere
che il servizio fosse invisibile; questo era il loro piccolo espediente
per mostrare che erano abituati a essere serviti. Era una cosa
che offendeva l'orgoglio professionale di Hatton e che lo aveva
indotto a lasciare il suo ultimo posto. Con la famiglia Prothero,
che era pi all'antica, le sue doti e qualifiche eccezionali venivano
portate alla ribalta, e pi lui cercava di essere discreto, pi tutte
le teste si voltavano furtivamente a osservare il suo contegno quando
entrava o usciva da una stanza. Gli bastava chiudere una porta
senza rumore, o ritirarsi nell'office per sapere che la famiglia e
gli ospiti stavano parlando di lui. Notare Hatton era prova di grande
intimit coi Prothero un vanto, si potrebbe dire, in particolare
tra i giovani. Hatton  una meraviglia, si sussurravano l'un
l'altro sopra il brandy o il caff, quando le signorine avevano lasciato
la stanza, gli alti giovanotti che poi avrebbero ballato in cravatta
bianca e falde. Hatton  una meraviglia, dicevano a Mr
Prothero, a capotavola. Hatton non aveva bisogno di essere un
sensitivo (come a Miss Mary piaceva lasciare intendere) per indovinare,
con un'occhiata dallo spioncino dell'office, quale fosse il
filo della conversazione. Se le signorine del Vassar, al piano di sopra,
non sempre sapevano stare in societ, e il cameriere che serviva
il Benedectine e la crema di menta scendeva di tanto in tanto
per raccontare a Hatton qualche pettegolezzo, coi giovani gentiluomini
che sorseggiavano il brandy le cose andavano sempre allo stesso modo.
Come uno di famiglia, replicava Mr Prothero.  una specie
di istituzione, Hatton. E magnifico. Hatton non era certo
che gli facesse piacere essere descritto come uno di famiglia;
aveva sempre mantenuto le distanze, anche quando le ragazze ancora
sgambettavano. Eppure sentiva di essere un'istituzione della
casa ed era abituato a essere guardato dal basso in alto, come una
statua eretta su una colonna in qualche piazza di Londra. Con quest'aspirazione
in testa, aveva affinato un'assoluta immobilit di
espressione, che era uno dei suoi punti forti in questo monumento,
e lo sapeva, un aspetto sul quale veniva invariabilmente attirata
l'attenzione dei visitatori. I segnali che richiamavano l'attenzione
sul suo viso immoto, statuario, da parte delle signorine e dei
loro amici, Hatton li conosceva bene, e li accettava come una forma
di complimento, senza peraltro muovere un muscolo, nemmeno
interno. Quando gli chiedevano della famiglia che aveva servito
cos a lungo e con una tale apparente soppressione di s (Hatton
ci  devoto, aveva dichiarato Mrs Prothero in una delle poche
affermazioni certe in cui fosse mai uscita), rispondeva, con riserbo
che era un buon posto. Miss Phyllis, che era il brutto anatroccolo
non che gli altri della casa fossero dei cigni quand'era pi
giovane, lo tormentava per fargli dire che le voleva bene, ma Hatton
non rispondeva altro che:  un buon posto, signorina. Lo
stesso capitava col padrone quando era alticcio e Hatton lo accompagnava
a letto: Sta bene con noi, eh eh, Hatton, vero? dopo
tutti questi anni, eh? Forbes, un tozzo donnone di Glasgow
che era in famiglia fin dalla nascita di Miss Mary, a volte ricordava
a Hatton che esistevano posti migliori: un maggiordomo di
prim'ordine, diceva, non era tenuto a fungere da segretario mondano
e da cameriere personale, oltre a fare l'uomo antifurto e a essere
un allarme antincendio umano (questa era una spiritosaggine
di Forbes). Povert non sceglie, ribatteva freddo Hatton, appassionato
di proverbi, ma in realt intendeva il contrario: un maggiordomo
delle sue capacit poteva scegliere di sobbarcarsi mansioni
in pi senza pregiudizio per la propria leggenda. Anzi, ne
guadagnava. Hatton, grazie alle parole crociate, conosceva i miti
principali, e la sua mente a volte indugiava vagamente sulla storia
di Apollo al servizio di re Admeto non che collocasse Mr Prothero
tanto in alto. E tuttavia di tanto in tanto il paragone gli balenava
nella mente quando serviva a tavola; in quei momenti, mentre
passava di sedia in sedia, mormorando Sherry, signora? o 
Champagne, signorina?, si sentiva circonfuso di un'ampia aureola
o di un nimbo. Miss Mary, lo sentiva, si accorgeva del nimbo,
perch Hatton ne sorprendeva lo sguardo miope concentrato
su di lui sotto la fronte aggrottata, come se stesse osservando qualcosa
di insolito, e ne notava le narici vibranti, segno di vigile attenzione
che aveva probabilmente ereditato dalla signora; la signorina,
poveretta, non aveva senso dell'olfatto. Miss Mary credeva
ciecamente nella telepatia; aveva un sesto senso, insisteva,
che compensava quello mancante. Aveva deciso che lo aveva anche
Hatton. Le fischiano le orecchie, Hatton? gli chiedeva
quando accorreva a una scampanellata nella stanza dove lei e i suoi
amici facevano uno di quei giochi di lettura del pensiero, con le
carte, che aveva imparato al Vassar. Lui le spiegava che era compito
di un buon domestico leggere nel pensiero dei propri padroni
e anticiparne i desideri; per lui, aggiungeva con tono di rimprovero,
era il lavoro di tutti i giorni, non un gioco o un divertimento.
Come mai  diventato maggiordomo, Hatton? gli
chiedeva qualche volta, sedendosi sul suo letto. S, com' andata,
Hatton? diceva Miss Phyllis, accomodandosi sul poggiapiedi.
Ma Hatton evitava di rispondere. Queste sono faccende personali,
signorina. Secondo me, diceva Miss Mary, lei ha deciso
di fare il maggiordomo perch era un sensitivo. Selezione
naturale. Questo era fuori dalla sua portata, ma Hatton non permetteva
che si percepisse. Miss Mary si rivolgeva a Miss Phyllis.
Questo prova la mia tesi, Phyl. Non capisci? Darwin. La sopravvivenza
del pi adatto. La sua forte voce perentoria risuonava
nelle stanze della servit. Se Hatton non fosse un sensitivo
come maggiordomo sarebbe un fiasco. Ergo  un sensitivo. Come
volevasi dimostrare. Si grattava la testa e gli lanciava uno
sguardo vittorioso. Mica male come ragionamento, eh? Davvero
intelligente, signorina, concordava lui, domandandosi se
questo fosse quel Darwin che aveva scoperto l'anello mancante.
Ragazze! giungeva la voce di Forbes dal piano di sotto. Venite gi a fare il bagno.
La verit era che Hatton aveva fatto il maggiordomo perch
suo padre era a servizio. Ma anche lui si era convinto che ci fosse
dell'altro; come diceva Miss Mary, aveva avuto una vocazione o
una chiamata pi alta che gli aveva ordinato di assumere quell'ufficio.
Questa convinzione si era Plan piano insinuata in lui in America,
dove gli autentici maggiordomi inglesi non crescevano sugli
alberi. Ma lei  l'articolo originale, Hatton! gli aveva detto
una mattina con aria sorpresa un signore ospite nella casa di Long
Island. Era come un maggiordomo da teatro o uno di quelli che
potevi vedere nei film, sottintendeva senza dubbio quel signore.
A Hatton aveva fatto piacere sentirglielo dire; essendo un po' pi
giovane allora e, per cos dire, padrone di se stesso in un paese straniero,
aveva tentato di incarnare l'ideale del maggiordomo inglese
come l'aveva trovato nei film o nei romanzi gialli e nelle strisce
a fumetti che la cuoca leggeva sul giornale, perch da uomo saggio
sapeva trarre vantaggio da ogni sia pur minima occasione. E tuttavia
ora sentiva che l'applicazione da sola non sarebbe bastata.
Quando le signorine gli dicevano che era un genio, pensava che
avessero azzeccato la verit: dalla bocca dei fanciulli... Aveva
da lungo tempo accettato di essere il cervello della famiglia e i pesanti
oneri che ne derivavano. L'eterno modello del maggiordomo
inglese, che aveva sempre davanti agli occhi, anche nei momenti
di riposo e nel giorno di libert, esigeva gli attributi dell'onniscienza
e dell'ubiquit, come gli avevano insegnato al catechismo:
Dov' Dio? Dio  in ogni luogo. Hatton apparteneva alla
Chiesa anglicana, e non intendeva essere blasfemo, ma non poteva
non notare certe piccole analogie, come quando aveva osservato,
nei suoi precedenti servizi, che ci si aspettava che fosse anche invisibile.
Ripiegando il giornale, Hatton sospir. Uno dei doveri o talenti
del maggiordomo inglese classico, di cui lui era l'incarnazione
vivente, era essere ben informato su questioni che a prima vista
non sarebbero parse attinenti alle sue funzioni, ed essere anche
un vero esperto in fatto di nomi propri. Ecco perch in questo
momento stava leggendo l'Herald Tribune per conto della famiglia,
dopo aver dato una frettolosa occhiata agli omicidi sul giornale
popolare della cuoca; e aveva cominciato dalle rubriche mondane
e dalle pagine sportive appunto per poterle affrontare con la
mente ancora fresca. Hatton non era un appassionato di sport, salvo
che di corse dei cavalli e, quand'era in Inghilterra, di cricket,
ma il suo ufficio lo obbligava ad avere cognizione dei nomi propri
e delle genealogie di cani, gatti, barche, cavalli, giocatori di polo
e di golf, che comparivano sui giornali, insieme a ogni sorta di tabelle
e classifiche, perch erano soprattutto questi nomi e queste
cifre a essere richiesti in casa Prothero. Poi c'erano le cronache
mondane, per la signora e le ragazze. Quando un giovanotto si sposava,
era Hatton a cancellarne il nome dalla lista di Miss Mary, e
quando una signorina annunciava il proprio fidanzamento, era
Hatton a ricordare a Miss Mary o a Miss Phyllis di comperare il
regalo di nozze cosa che Miss Mary spesso trascurava di fare o di cui incaricava Annette.
Se Hatton apponeva un segnetto sulla pagina della cronaca
mondana con una penna verde significava: regalo, Miss Phyllis; se
lo faceva con la matita rossa significava: regalo, Miss Mary. Con
un altro sospiro, questa volta di soddisfazione, apr il giornale alla
pagina dei necrologi, una delle sue sezioni preferite. Ma pure qui
si insinuava la voce del dovere, anche se non per quella sera, constat
alla prima occhiata: non avrebbe dovuto avvertire Yvonne,
la cameriera personale di Mrs Prothero, di dare una controllata ai
vestiti da lutto della padrona, n preparare Mr Prothero ad accompagnare
un corteo funebre. Si mise comodo a leggere i necrologi.
Poi pass alle pagine finanziarie, che non gli interessavano
pi personalmente; non aveva fatto un solo investimento dal crollo
del '29; ma si teneva aggiornato sul mercato per seguire la conversazione
a tavola, dopo che le signore avevano lasciato la sala da
pranzo, le sere in cui i Prothero ricevevano. Nei recessi della sua
mente rimaneva sempre l'idea di riuscire a raccogliere qualche
informazione riservata da uno degli ospiti pi anziani, ma non aveva
ancora ritrovato il coraggio di chiamare il suo agente di borsa per un ordine.
Riaccendendo la pipa, studi la pagina degli spettacoli, per assicurarsi
che dessero ancora il film che aveva progettato di vedere
nel giorno di libert. Lesse la critica di Percy Hammond su una
pice che aveva debuttato la sera prima. Hatton non era mai stato
in un vero teatro, solo al music hall, ma gli interessava molto,
tra l'altro, perch aveva sentito dire che si usava far cominciare le
commedie con una scena tra un maggiordomo e una cameriera col
piumino per la polvere. Avrebbe dato non so cosa per poterne vedere
una. L'amica di Miss Mary, Miss Katherine del Vassar, aveva
promesso di procurargli dei biglietti una volta o l'altra per la sua
sera di libert, ma poi lui non ne aveva saputo pi niente. Era quella
che aveva sposato l'attore, o qualunque cosa fosse, comunque
uno del mondo del teatro; Miss Mary era andata al matrimonio.
Hatton non era mai andato matto per Miss Katherine; non era
esattamente dello stesso parere di Forbes, che la chiamava quella
deliziosa figliola. Forbes avrebbe cambiato musica se avesse visto
quello che aveva visto lui, scendendo una notte dabbasso, ancora
intento ad allacciarsi il cordone della vestaglia e senza dentiera
per la fretta, perch la signora aveva sentito un rumore: Hatton.
Per favore vada a vedere. Per una volta, la signora aveva ragione;
quei due erano nell'atrio d'ingresso, stesi sul pavimento, quella
deliziosa figliola e il suo fidanzato, che ci davano dentro.
Non gli era piaciuta la sua aria, quella sera a cena. Harald Petersen,
si chiamava, come un dannato vichingo; Hatton aveva fatto
particolare attenzione a come si scriveva il nome, mentre compilava
i segnaposti. Quando Miss Katherine stava per sposarsi,
Miss Mary, si ricordava Hatton, lo aveva consultato sulla possibilit
di usare la casa di citt per il ricevimento di nozze dell'amica,
visto che la famiglia, tranne Mr Prothero, per quell'epoca sarebbe
gi stata in campagna. Tenendo a mente quello che aveva visto
(Solo qualche bacetto, aveva detto Forbes; e per questo c'era
bisogno di stare sdraiata per terra con le gonne sollevate e col fidanzato
piantato sopra, sotto gli occhi di chiunque passasse per
la strada?), per non parlare dei biglietti, Hatton aveva detto di no,
che i mobili sarebbero stati gi tutti coperti dei teli per ripararli
dalla polvere, e trovare estranei in casa avrebbe disturbato il signore,
se quella sera fosse stato in citt. Lei  un tesoro, Hatton! 
aveva proclamato Miss Mary. Hatton non si era stupito di
leggere sul giornale l'estate passata che lo spettacolo in cui lavorava
Mr Petersen aveva chiuso, nonostante Miss Katherine avesse
detto che sarebbe rimasto su per anni; da allora non aveva pi
visto quel nome nelle pagine degli spettacoli, anche se tra le notizie
immobiliari aveva scoperto che dei Mr e Mrs Harold Peterson
avevano preso un appartamento dalle parti della Cinquantesima
Est, non lontano da Sutton Place. Erano sicuramente loro,
aveva detto Miss Mary, che ci era stata solo l'altro giorno. Non li
aveva pi avuti ospiti, per, da quando frequentava la scuola di
agricoltura; adesso se invitava a cena lo faceva pi con gente del
suo ambiente; si limitava a telefonare a Hatton per ordinare dodici
coperti e perch facesse lui stesso la lista e facesse in modo che
Miss Phyllis quella sera non rimanesse a casa. Ma in caso Miss
Katherine e Mr Petersen fossero di nuovo invitati, Hatton si era
fatto l'appunto mentale di chiamare lei signora aprendo la porta.
Buonasera, signora (non signorina) e un lieve discreto sorriso:
erano questi i piccoli particolari che contavano. Mi ha chiamato
signora; non  perfetto? avrebbe sussurrato al marito
miss Katherine. Hatton mi ha chiamato signora, Pokey; che te ne pare?
Hatton pass alla prima pagina, che aveva serbato per ultima;
gli piaceva la sensazione di esercizio intellettuale che gli davano le
notizie mondiali e i grandi fatti di cronaca nazionale. Una controversia
sindacale ne occupava una piccola parte da pi di una settimana;
i camerieri dei principali alberghi erano in sciopero. Per
Hatton era una questione di principio non schierarsi nella politica
americana; pensava che per uno straniero fosse contro la legge
interferire negli affari interni di un altro paese e di conseguenza
si asteneva dall'avere qualsiasi pensiero in proposito. Lei per chi
voterebbe, Hatton? gli aveva chiesto Miss Katherine all'epoca
delle ultime elezioni, mentre era ospite. Io non sono cittadino
americano, signorina, aveva replicato Hatton. Tuttavia, lo sciopero
dei camerieri si era guadagnato le sue simpatie, almeno fino
a un certo punto, perch erano suoi simili, anche se c'era un abisso,
e molto profondo, tra il servizio privato e quello che si sarebbe
potuto definire il servizio pubblico. Durante un breve periodo,
quando imparava il mestiere, aveva lavorato in un albergo di
Londra. Per questi motivi seguiva le notizie sullo sciopero e sapeva
dal Daily Mirror della cuoca che l'altra sera era successo qualcosa
al Cavendish un'altra manifestazione.
D'improvviso i suoi occhi grigi si spalancarono con squisita imperturbabilit;
diede una scrollata al giornale che aveva in grembo.
Quando ebbe finito di leggere l'articolo e dopo essere passato
a pagina cinque per la continuazione, torn a pagina uno, scelse
una matita blu sul suo tavolo e bord lentamente il pezzo. Le mani
gli tremavano leggermente per l'eccitazione repressa. Poi ripieg
di nuovo il giornale in modo da poterlo riporre su un vassoio che
avrebbe presentato a Mrs Prothero a colazione: Mi perdoni, signora;
ho ritenuto questo potesse interessare Miss Mary. Dopodich
si ritir mentalmente vicino al buffet, o meglio, nel locale di
servizio, a portata d'orecchio.
Hatton! si sent chiamare la mattina dopo dalla voce agitata
della padrona. Rientr con calma in sala da pranzo. Cos'
questo? Perch me l'ha portato? Mrs Prothero tremava in tutta
la sua sagoma soffice e informe. Perdoni se mi sono preso la
libert, signora, ma mi sono permesso di ritenere che uno dei signori
a cui l'articolo si riferisce sia il marito di Miss Katherine.
Si pieg in avanti e con l'indice roseo e curato indic alla padrona
il nome di Harald Petersen (scritto Harold Petersen). Miss
Katherine? chiese Mrs Prothero. Chi ? Com' che la conosciamo,
Hatton? Volt la testa distogliendo lo sguardo dalla foto
di gruppo di pagina cinque che lui tentava di mostrarle. La signorina
che  stata ospite qui durante le vacanze di Natale e in un
paio di altre occasioni quando Miss Mary era al Vassar. Si ferm,
aspettando che la torpida memoria di Mrs Prothero si mettesse in
funzione. Ma Mrs Prothero scosse la testa, una massa di tremuli,
opachi riccioli castano chiaro che, a dispetto di tutte le fatiche di
Yvonne e della pettinatrice, sembravano una parrucca da ballo in
maschera. Da che famiglia veniva? Non l'abbiamo mai saputo,
signora, replic Hatton con sussiego. Strong, la chiamavano.
Veniva da uno stato dell'Ovest. Non Eastlake? indag
Mrs Prothero, con una momentanea, incerta illuminazione.
Oh no, signora, Miss Elinor la conosciamo, ma anche quest'altra
era bruna, e carina, di una bellezza naturale. Forbes, se si ricorda,
l'aveva in grande simpatia. Una rosa dell'Highland, soleva
dire. Imit la erre arrotata di Forbes. Mrs Prothero emise
un debole gridolino. Oh cielo, s, disse. Mi ricordo. Molto
carina, Hatton. Ma piuttosto rozza. O lo era la persona che aveva
sposato? Com' che lo chiamava sempre? Il mio fidanzato?
sugger Hatton, con un sorriso sospeso. Proprio cos! 
esclam Mrs Prothero. E comunque, non dovremmo ridere di
lei. Mr Prothero recitava sempre una poesia quando era ospite
qui. Maud Muller, un giorno d'estate... E poi qualcosa sul
fieno. O Dio, come faceva? Mi aiuti, Hatton. Ma Hatton per
una volta fu colto alla sprovvista. Ecco! esclam Mrs Prothero.
Ascoltava e una gioiosa meraviglia, / le brillava negli occhi
nocciola dalle lunghe ciglia. Tennyson, immagino. Direi di s,
signora, replic Hatton dignitosamente. Ma non abbiamo mai
saputo chi fosse, lei, ricord Mrs Prothero con un sospiro. Mr
Prothero mi chiedeva spesso Chi  quella ragazza che  sempre
qui da noi? Quella Maud Muller. E io non sono mai stata in grado
di rispondergli. Viene da una famiglia di pionieri del West, mi
pare mi abbia detto. Inforc gli occhiali e scrut di nuovo il rettangolo
piegato del giornale. E adesso, Hatton, lei mi dice che
 in prigione. Cos'ha fatto? Furto in qualche negozio, immagino.
Penso, intervenne Hatton, sia stato il marito a essere arrestato.
Per qualcosa di legato a un conflitto sindacale. Mrs Prothero
agit la pallida mano grassoccia. Non mi dica altro, Hatton.
E la prego di non dire niente a Mr Prothero. Abbiamo avuto quell'uomo
a cena, me lo ricordo perfettamente. Rifletteva, con gli
scialbi occhi miopi che roteavano ansiosi dietro gli occhiali cerchiati
d'oro. La cosa migliore, Hatton, credo, sarebbe che lei
portasse quell'articolo in cucina e lo bruciasse nella stufa. Senza
dire niente alla cuoca, se pu. Persone nella nostra posizione non
possono permettersi, Hatton... Alz gli occhi al maggiordomo
come in attesa, perch completasse il suo pensiero.
Certo, signora, concord lui, prendendo il giornale piegato e posandolo sul vassoio.
Chi  senza peccato, Hatton... Come fa? Oddio,
no, non era questa. Dovrebbe essere al di sopra di ogni sospetto.
Shakespeare, vero? Il Giulio Cesare-. Sorrise. Siamo piuttosto
intellettuali stamattina, prosegu. Piuttosto intellettuali.Dobbiamo dare la colpa al Vassar di questo, vero, Hatton? Anche
se lei  sempre stato un gran pensatore. Hatton si inchin in
segno di riconoscenza e indietreggi di qualche passo. Badi a bruciarlo,
Hatton. Con le sue mani, gli ricord la padrona.
Quando il maggiordomo ebbe lasciato la stanza, Mrs Prothero
si lasci andare; si appoggi sul rotondo gomito azzurro latteo e
lasci che gli occhi le si riempissero di lacrime. Hatton la guardava
dallo spioncino dell'office. Sapeva cosa stava pensando. Stava
pensando al coraggio dimostrato di fronte al maggiordomo, non
lasciandogli capire quanto fosse sconvolta da quella brutta storia
sul giornale. Una vergogna. E quanto biasimava tutti, a partire dalla
scuola Chapin, che aveva brigato per mandare Miss Mary a quel
college che continuava a finire sui giornali non che gli altri fossero
meglio, ma se ne sentiva parlare di meno. Tutti quelli di cui
si fidava, a partire dalla scuola Chapin, si erano rivoltati contro di
lei, sulla faccenda dell'universit: la direttrice, come diavolo si
chiamava, che aveva aiutato Miss Mary a compilare i moduli per
la domanda di ammissione; Forbes, che le aveva prestato i soldi
per la tassa d'iscrizione, prendendoli dai suoi risparmi; quella ragazza,
la Hartshorn, che l'aveva aiutata a uscire di casa di nascosto,
tre giorni di fila a quanto pareva, per correre a sostenere gli
esami di ammissione; e Hatton, perfino Hatton, che, quando Miss
Mary era stata ammessa, aveva cercato di rabbonire lei e il marito,
dichiarando che a suo parere un anno o due di college non
avrebbero nuociuto in alcun modo alla signorina. Era come quel
caso avvenuto a Bar Harbour, di cui aveva sentito parlare appena
l'altro giorno al Colony Club. L'aveva raccontato a Hatton, solo
per mostrargli che non si era dimenticata. Una fuga d'amore, ecco
cos'era, da una porta sul giardino di una di quelle grandi case e
attraverso un'apertura nella siepe. Il personale come al solito, anche
l (s, aveva detto a Hatton come al solito, chiaro e tondo)
era andato contro i desideri della famiglia; il maggiordomo era addirittura
sgattaiolato fuori di notte con un paio di cesoie da giardino
e aveva aperto un varco nella siepe. E cosa importava se la
coppia, come si diceva, era poi stata sposata da un pastore che l'aspettava
in canonica? Anche lui, non era che un complice. Quanto
alla sua servit, aveva sempre sospettato che qualcuno Forbes,
o pi probabilmente Hatton avesse falsificato la firma sui
moduli della domanda di ammissione al Vassar; Miss Mary aveva
giurato di averlo fatto da sola, con una gran faccia tosta, ma Mrs
Prothero aveva comunque la sensazione che Hatton le avesse guidatola mano.
Hatton si allontan dallo spioncino; i singhiozzi della signora
incominciavano a crescere di volume, e cos suon per chiamare
Yvonne. Quando arrivava a quel punto, la signora diventava assolutamente
irragionevole. Si sbagliava di grosso a credere, e ancora
lo credeva, che lui avesse imitato la sua firma. Avevano mantenuto
il segreto anche con lui; non aveva saputo niente di tutta
la faccenda fino alla fine, e Miss Mary era stata ammessa. Adesso,
condivideva sostanzialmente l'opinione della signora sull'istruzione
superiore, anche se Mrs Prothero non era coerente: perch
regalare a Miss Mary un aeroplano se non voleva che tutte le
settimane se ne andasse avanti e indietro per imparare a fare il dottore
dei cavalli? Ma Miss Mary l'aveva sempre avuta vinta, tranne che con lui.
Strinse le labbra e and a dare un'altra sbirciatina a Mrs Prothero.
Adesso gli dispiaceva di averle mostrato quell'articolo, perch
quel che non sapeva non poteva farla soffrire, povera donna. Era
stato un eccesso di zelo a suggerirglielo, lo ammetteva: un certo
iper-perfezionismo, se era quello il termine, nell'adempimento del
proprio ufficio. Hatton, si disse, l'orgoglio precede la caduta.
Nella sala da pranzo, Mrs Prothero rifletteva sul fatto che,
grazie all'istruzione superiore, aveva avuto in casa un avanzo di galera.
Un avanzo di galera! ripet indignata, con un tremolio del
mento sfuggente, e cos forte che Yvonne, che stava scendendo le
scale, la sent. Stringendosi lo scialle e tenendosi al braccio di
Yvonne, si ritir di sopra nella sua camera e fece disimpegnare l'automobile
che alle undici avrebbe dovuto portarla dalla pettinatrice.
Nel frattempo Hatton, che aveva gi detto all'autista che non
c'era pi bisogno di lui, ritagliava l'articolo del giornale per incollarlo nel suo album.
A Boston, la mattina dopo, Mrs Renfrew e Dottie si trovarono
per uno spuntino al Ritz. Pranzavano presto per poi andare da
Bird's per gli inviti e le partecipazioni di matrimonio; pi tardi nel
pomeriggio avevano appuntamento da Crawford Hollidge per provare
degli abiti. Il vestito da sposa e il completo da viaggio di Dottie
venivano confezionati a New York, ma per la maggior parte
dei capi, soprattutto per quelli da campagna e per le semplici tenute
sportive, ce la si poteva tranquillamente cavare a Boston e
per met del prezzo. Dopo Crawford Hollidge, se rimaneva tempo,
si sarebbero fermate da Stearns' per guardare la biancheria e
confrontare i prezzi con quelli di Filene's. I Renfrew non erano
ricchi, solo abbastanza benestanti, e Mrs Renfrew economizzava
tutte le volte che poteva; le sembrava di cattivo gusto, coi tempi
che correvano, fare spese pazze quando gli altri dovevano fare rinunce.
Avevano fatto venire in casa la sarta per vedere se l'abito
da sposa di Mrs Renfrew, che lei aveva ereditato da sua madre,
poteva essere riadattato per Dottie, che moriva dalla voglia di indossarlo,
ma nelle cuciture non c'era abbastanza tessuto; Dottie,
scoprirono (ecco i frutti del progresso! ) era quasi dieci centimetri
pi forte di vita, seno e fianchi, pur non essendo particolarmente
formosa; era una questione di ossa pi grosse. Quella mattina la
testa di Mrs Renfrew era piena di misure di lenzuola e guanti e
vestiti; pensava anche ai regali per le damigelle. Portacipria d'argento
di Shreve Crump? Minuscoli accendini in lega preziosa? Sarebbero
state solo tre: Polly Andrews, naturalmente, e Helena Davison,
e la cugina di Dottie, Vassar 1931, di Dedharn, che avrebbe
fatto da dama d'onore. Dato che lo sposo era un vedovo, sia a
Dottie che a Mrs Renfrew sembrava meglio che le nozze fossero
semplici, solo con la dama d'onore e due damigelle al seguito. Dottie
avrebbe desiderato da morire avere Lakey, ma Lakey aveva
scritto, dalla deliziosa Avila, che quest'anno le sarebbe stato impossibile
rientrare. Nella lettera annunciava la spedizione di una
piccola Madonna di un primitivo spagnolo (perfetta per il Sudovest)
sostenendo che Dottie non avrebbe avuto alcun problema
a sdoganarla come pezzo d'antiquariato. Mrs Renfrew sperava che
Sam, il padre di Dottie, la cui ditta aveva a che fare con le dogane
fin dai tempi dei velieri, avrebbe provveduto; c'era talmente tanto da fare.
Recandosi all'appuntamento con Dottie, che era andata dal dottor
Perry per una visita di controllo, Mrs Renfrew si era fermata
al Chilton Club per farsi fare le mani, e in biblioteca aveva
sfogliato i quotidiani di New York di quella mattina, in caso tra le
pubblicit ci fosse qualcosa per Dottie che potesse essere ordinato
per posta. Il suo sguardo venne catturato dalla foto di un gruppo
di giovani in abito da sera, in una delle pagine interne, vicino
alla pubblicit di Peck & Peck. Torn indietro, in prima pagina,
all'inizio dell'articolo, che era ristampato dall'ultima edizione del
giorno prima. Quando vide il nome di Harald si ripromise immediatamente
di dirlo a Dottie a pranzo: Dottie magari avrebbe chiamato
Kay per avere i dettagli pi succulenti. Mrs Renfrew era una
persona allegra, vivace, che considerava sempre il lato divertente
delle cose; immaginava dovesse essere stata proprio una bella avventura
per quei giovani radicali mettersi tutti eleganti e andare
ad azzuffarsi col personale dell'albergo, quasi una bravata goliardica;
il marito di Kay, ne era certa, quando ci fosse stata l'udienza
sarebbe stato rilasciato dal giudice dopo un bel predicozzo, come
succedeva sempre ai ragazzi di Harvard quando si mettevano
nei guai con la polizia di Cambridge. A proposito, bisognava chiedere
a Sam di passare in municipio e pagare una multa per divieto
di sosta che lei e Dottie avevano preso l'altro giorno.
Era solo perch aveva tante altre cose per la testa, come i caratteri
tipografici, le misure delle lenzuola (ma Brook e Dottie
avrebbero dormito in un letto matrimoniale? Era cos difficile regolarsi
con un vedovo!), i vestiti delle damigelle (un grosso problema,
a meno che Helena non venisse da Cleveland in tempo per
la prova), che si dimentic completamente di parlare di Harald e
della rissa. Se ne ricord solo quando ebbero finito di pranzare,
mentre scendevano lungo Newbury Street, fianco a fianco, come
due sorelle, Mrs Renfrew nel suo castoro e Dottie nel suo visone.
Dottie! esclam. Quasi quasi me ne dimenticavo! Non indovineresti
mai cosa ho letto stamattina al Club. Uno dei tuoi amici
si  messo nei guai con la giustizia. Rivolse uno sguardo sagace
alla figlia, coi suoi azzurri occhi danzanti. Prova a indovinare.
Pokey, disse Dottie. Mrs Renfrew scosse la testa. Neanche
fuochino. Harald Petersen! ripet Dottie, dopo che la madre
glielo ebbe detto. Non sei stata leale, mamma. Non  esattamente
un amico. Cos'ha combinato? Mrs Renfrew rifer il fatto. Nel
bel mezzo del racconto Dottie si ferm di botto, tra Arlington e
Berkeley. Chi era l'altro? chiese. Mi chiedo chi potesse essere.
Non lo so Dottie. Ma c'era la foto sul giornale. Aveva un
bell'occhio nero. Non ti ricordi il nome, mamma? Mrs Renfrew
scosse afflitta la testa. Perch? Pensi di conoscerlo? Dottie
annu. Era un nome piuttosto comune, disse Mrs Renfrew,
riflettendoci su. Mi sembra che cominci per B. Non Brown? 
esclam Dottie. Potrebbe essere, rispose la madre. Brown,
Brown, ripet. Chiss se era Brown. Oh, mamma! disse
Dottie. Perch non l'hai ritagliato? Tesoro, disse la madre.
Non si possono ritagliare i giornali del Club.  contro il regolamento.
Eppure ti stupirebbe sapere quanti lo fanno. Anche con le
riviste. Che tipo era? disse Dottie. Sembrava un po' un artista, disse Mrs Renfrew.
aveva l'aria un po' sciupata. Forse era
per l'occhio pesto. Un signore, all'apparenza. Ma cosa diceva pi
l'articolo?  triste dirlo, Dottie, ma la memoria mi sta abbandonando.
Harald Petersen, commediografo, e l'altro era qualcosa
del genere. Non uno sterratore, comunque, aggiunse spiritosamente.
Pittore? sugger Dottie. Non mi pare proprio, disse sua madre.
Per tutto questo tempo, erano rimaste in mezzo al marciapiedi,
con la gente che le sfiorava passando. Faceva freddo; Mrs Renfrew
scost la manica della pelliccia e diede un'occhiata all'orologio.
Va' pure avanti, mamma, disse improvvisamente Dottie.
Ti raggiungo. Torno al Ritz a comprare il giornale. Mrs Renfrew
alz seria lo sguardo sulla figlia; non era allarmata, avendo
intuito da molto tempo che all'inizio dell'estate scorsa a New York
aveva avuto un piccolo dispiacere amoroso. Ecco perch l'aveva
mandata all'Ovest, a riprendersi. Vuoi che venga con te? disse.
Dottie esit. Mrs Renfrew le prese il braccio. Vieni, cara, 
disse. Aspetter nella sala delle signore mentre tu vai dal portiere a prenderlo.
Qualche minuto dopo, Dottie comparve con l'Herald Tribune;
il Times era finito. Putnam Blake, disse. Avevi ragione
sulla B. L'ho incontrato alla festa di Kay. Raccoglie fondi
per i lavoratori. L'altro giorno ci  arrivato un suo appello per qualche
cosa. E ha sposato Norine Schmittlapp, del nostro anno. La
puoi vedere nella foto grande. Loro quattro sono diventati molto
amici, quest'inverno. Dal tono piatto di Dottie, Mrs Renfrew
cap che non era lui. La povera ragazza pos il giornale in silenzio;
poi affond il mento nel palmo della mano e se ne rimase
a pensare. Mrs Renfrew estrasse il portacipria, in modo da non dare
l'impressione di osservarla. Mentre si incipriava il viso grazioso
e intelligente, considerava il da farsi. Dottie c'era ancora dentro,
come dicevano oggi le ragazze; questo era fin troppo chiaro.
I sentimenti solidali della madre, come tentacoli delicati, arrivarono
fino a lei; sapeva come ci si sente a struggersi dal desiderio
di vedere un certo nome, molto tempo dopo che l'uomo che lo portava  uscito dalla nostra vita per sempre. La semplice prospettiva
di vedere il suo nome e la sua fotografia avevano messo Dottie
di nuovo in violenta agitazione. E tuttavia Mrs Renfrew non sapeva
decidere se era pi saggio lasciare che Dottie sopportasse da
sola la propria delusione o aiutarla a confidarsi. Parlandone, il pericolo
era di soffiare sul fuoco e niente pi; se aveva la forza di
estinguerlo da sola, alla fine ne sarebbe uscita pi matura. E tuttavia
starsene l seduta fingendo di sistemarsi i capelli quando poche
sue parole avrebbero potuto essere un balsamo per l'anima della
figlia faceva fremere d'angoscia la piccola signora Renfrew.
Mrs Renfrew aveva completa fiducia nel giudizio di Dottie: se
considerava quest'uomo di New York, chiunque fosse, inadatto a
lei, doveva avere ragione. Certe ragazze nella sua posizione avrebbero
rinunciato a un bravo giovane perch povero e con madre e
sorelle a carico (Mrs Renfrew aveva conosciuto casi simili), ma
Dottie non l'avrebbe mai fatto; grazie alla religione, avrebbe trovato
la pazienza per aspettare. Qualunque fosse il motivo, il cuore
di Dottie l'estate prima aveva preso la sua decisione, e vi si era
attenuto splendidamente; il sospetto di Mrs Renfrew era che l'uomo
fosse sposato. C'erano alcuni casi (la moglie irrimediabilmente
pazza chiusa in un istituto e nessuna prospettiva di decesso) in
cui Mrs Renfrew le avrebbe consigliato una relazione, qualunque
cosa Sam Renfrew avesse minacciato, ma se fosse stata una cosa
del genere, Dottie glielo avrebbe di sicuro detto. No; Mrs Renfrew
non dubitava che Dottie avesse fatto la cosa pi saggia e coraggiosa
tagliando fuori quell'uomo dalla sua vita; la turbava solo il
fatto che forse si stesse sposando troppo in fretta, per ripiego,
prima che il sentimento precedente avesse la possibilit di spegnersi
naturalmente. Era tornata dall'Arizona felice e serena, sembrava
il ritratto della salute, ma con Brook ancora l all'Ovest e la
fatica dei preparativi per il matrimonio, incominciavano a dare
qualche segno di stanchezza e di nervosismo. La preoccupazione
che adesso si faceva strada in Mrs Renfrew era che Dottie, con davanti
ancora due prove dell'abito da sposa, si sarebbe trovata a
New York, esposta, praticamente a ogni angolo di strada, ai ricordi di quell'uomo.
Questi pensieri, nitidi come traiettorie di uccelli, attraversarono
la graziosa testolina incappellata di Mrs Renfrew, che sedeva,
vibrante di simpatia per la figlia, nel salone del Ritz riservato
alle signore. Si chiese quale sarebbe stato il consiglio del dottor
Perry o del dottor Leverett, il caro vecchio parroco; forse Dottie
sarebbe riuscita a parlare con uno di loro, in caso nutrisse qualche
serio dubbio sui propri sentimenti. Richiuse con uno scatto la borsa.
Com'era oggi il dottor Perry? chiese sorridendo. Ti ha
rilasciato un certificato di buona salute? Dottie alz la testa.
Vuole provare con delle applicazioni diatermiche, per la mia sciatica.
Ma dice che star meglio quando torner al sole... nei grandi
spazi aperti. Si sforz di sorridere con gli occhi castani. Mrs
Renfrew esit; non era il momento n il luogo, ma lei credeva negli
impulsi. Si guard intorno nel salone; erano sole. Dottie, 
disse, il dottor Perry ti ha detto qualcosa sul controllo delle
nascite? Il collo e il viso di Dottie arrossirono, conferendole un
aspetto aspro e riarso, come di zitella in pena. Annu brevemente.
Mi ha detto che sei stata tu a dirglielo, mamma. Era meglio se non
lo facevi. Mrs Renfrew immagin che il dottor Perry avesse avuto
una delle sue giornate di malumore e avesse offeso il pudore virginale
di Dottie; le ragazze fidanzate spesso avevano le reazioni
pi strane alla prospettiva della prima notte di nozze. Mrs Renfrew
avvicin un po' di pi la sedia. Dottie, disse. Anche se
tu e Brook avete in animo di avere dei bambini, magari non li volete
subito. C' un nuovo aggeggio, ho sentito dire, che  sicuro al
novanta per cento. Una specie di cappuccio di gomma che chiude
l'utero. Il dottor Perry te ne ha parlato? Non l'ho fatto finire, 
disse Dottie. Mrs Renfrew si morse le labbra. Tesoro, la incalz,
non devi avere paura. Il dottor Perry, sai, non  un ginecologo;
magari  stato un po' brusco. Ti mander da uno specialista,
che ti far sembrare tutto pi facile. E che risponder a qualsiasi
domanda gli vorrai fare... sul lato fisico dell'amore, intendo.
Preferisci andare da una donna? Credo che questo nuovo aggeggio
non sia ancora legale qui in Massachusetts. Ma il dottor Perry
pu organizzarti un appuntamento a New York, la prossima volta
che andiamo gi per una delle tue prove.
Mrs Renfrew ebbe l'impressione che Dottie rabbrividisse, in
risposta. Vengo con te, cara, aggiunse con tono brioso, se hai
bisogno di appoggio morale... Oppure potresti chiedere a una delle
tue amiche sposate. A Kay, o a Priss. Mrs Renfrew non riusc
a capire perch forse perch aveva nominato New York Dottie
scoppi a piangere. Io lo amo, disse singhiozzando, mentre le
lacrime le scorrevano ai lati del naso lungo e distinto. Lo amo, mamma.
Alla fine era venuto fuori. Lo so, cara, disse Mrs Renfrew
frugando nella borsetta di Dottie in cerca di un fazzoletto pulito
e asciugandole con delicatezza il viso. Non intendo Brook, disse
Dottie. Lo so, disse Mrs Renfrew. Che cosa devo fare? 
ripeteva Dottie, Che cosa devo fare? Vedremo, promise la
madre. Il suo obiettivo principale al momento era asciugare le lacrime
di Dottie e incipriarle la faccia e portarla a casa, prima che
qualche amica la vedesse l. Lasciamo perdere la prova, disse.
Il portiere port l'auto all'ingresso (lui e Mrs Renfrew erano vecchi
amici); Mrs Renfrew pos il suo piedino sull'acceleratore e nel
giro di pochi minuti furono a casa, su in camera di Dottie, con la
porta chiusa, dopo essere entrate cos piano che Margaret, la vecchia
domestica, non le aveva sentite. Si sedettero sulla dormeuse
di Dottie, cingendosi col braccio.
Ero convinta di esserne uscita. Ero convinta di amare Brook.
Mrs Renfrew annu, anche se non aveva ancora saputo niente dei
fatti, e neppure il nome del ragazzo. Vuoi sposarlo? chiese, andando
dritto al cuore della faccenda. Il problema non si pone
nemmeno, mamma, rispose Dottie con tono secco, quasi di rimprovero.
Mrs Renfrew tir un sospiro profondo. Vuoi vivere
con lui? si sent proferire coraggiosamente. Dottie seppell la faccia
nella piccola e forte spalla della madre. No, credo di no, 
ammise. Allora cosa vuoi fare, tesoro? le chiese la madre, accarezzandole
la fronte. Dottie riflett. Voglio rivederlo, si risolse.
Voglio rivederlo. Nient'altro, mamma. Mrs Renfrew la
strinse pi forte. Pensavo venisse alla festa di Kay. Ero certa che
ci sarebbe stato. E insomma, quando sono entrata, all'inizio volevo
solo che fosse l e venisse a sapere del mio fidanzamento e vedesse
il mio anello e quanto ero felice. Quel giorno mi sentivo meravigliosamente
bene. Ma poi, quando non  venuto, ho incominciato
a desiderare di vederlo solo per vederlo. Non per mostrargli
che per me non significava pi niente. Quella prima sensazione era
solo una specie di corazza, non credi? Penso di s, Dottie, disse
la madre. Oh,  stato terribile, disse Dottie. Ogni volta
che suonava il campanello, ero convinta fosse Dick pronunci il
nome con timidezza, guardando la madre con la coda dell'occhio
e poi quando non era lui ogni volta mi sembrava di svenire dal
dolore. E tutti quei nuovi amici di Kay erano veramente carini,
ma io quasi li odiavo, perch non erano Dick. Perch non  venuto,
secondo te? Era stato invitato? chiese Mrs Renfrew, pratica.
Non lo so e non potevo chiederlo. Ed era cos strano; nessuno
lo nominava. Non una parola. Con quel ritratto che aveva
fatto ad Harald appeso al muro, l davanti per tutto il tempo. Come
lo spettro di Banco o qualcosa del genere. Ero sicura che era
invitato e che non  venuto apposta e che tutti lo sapevano e mi
osservavano di nascosto. La tua grammatica, Dottie! la riprese
la madre, soprappensiero; i suoi occhi azzurro cielo si erano rannuvolati.
Kay sa di questa storia? chiese, premurandosi di farla
sembrare una domanda casuale, in modo da non dare l'impressione
di rimproverarla. Dottie annu in silenzio, senza guardare la
madre, che fece una piccola smorfia e poi si controll. Se lo sapeva,
tesoro, e sapeva che ti eri fidanzata, disse con tono gentile,
senza dubbio non l'aveva invitato. Per il tuo bene, Mrs Renfrew
stava gettando l'amo, ma Dottie non abboccava. Che crudelt, 
rispose, cosa che lasci Mrs Renfrew ancora pi disorientata. Non
devi essere ingiusta, tesoro, disse meccanicamente, solo perch
sei infelice. Tuo padre direbbe, aggiunse con un sorriso, che
Kay ha dimostrato di avere buon senso. E guard Dottie negli
occhi con aria indagatrice. Fin dov'era arrivata quella storia?
Mrs Renfrew aveva assoluto bisogno di saperlo, ma Dottie sembrava
non rendersi conto di aver lasciato la madre all'oscuro.
Allora pensi che non dovrei vederlo? chiese Dottie pronta.
Come posso dirlo, Dottie? protest la madre. Non mi hai
raccontato niente di lui. Ma credo sia tu a pensare che non dovresti
vederlo. Non ho ragione? Dottie fissava pensosa l'anello di fidanzamento.
Io penso che devo vederlo, decise. Cio, sento
che  destino che lo veda. Se non sono io per a prendere l'iniziativa.
Come se fosse stato stabilito, in qualche modo, che io lo veda
almeno una volta prima di sposarmi. Ma penso che non devo
cercare di vederlo. Capisci? Capisco, disse Mrs Renfrew, che
vuoi avere la rosa senza le spine, Dottie. Vorresti che il Signore facesse
s che tu avessi qualcosa che sai sarebbe sbagliato procurarti
da te, di tua volont. Un'espressione di sollievo e stupore illumin
il volto di Dottie. Hai ragione, mamma! esclam. Che
persona meravigliosa sei! Come hai saputo leggermi dentro. Noi
donne, sai, ci assomigliamo un po' tutte, la consol Mrs Renfrew,
e le strinse la mano. E per, disse Dottie, anche se 
sbagliato, non riesco a smettere di sperare. Neanche di sperare,
anzi. Di aspettare. Di sentire che in un modo o nell'altro lo rivedr.
Per strada. Oppure sull'autobus, o sul treno. Il giorno dopo
la festa di Kay, sono andata al Museo di arte moderna; con la scusa
di andare a vedere una mostra. Ma lui non c'era. E manca cos
poco tempo. Solo un mese. Meno di un mese. Mamma, in Arizona
non ho praticamente mai pensato a lui. L'avevo quasi dimenticato.
 stata la festa di Kay a riportare tutto quanto a galla. E da
allora in poi ho provato una sensazione stranissima. Che anche lui
stesse pensando a me. E non solo, mamma. Che mi stesse guardando,
con un certo scetticismo, ovunque andassi, come oggi dal
dottor Perry, o alle prove per i vestiti; ha degli occhi grigi cos emozionanti
e quando li socchiude... Esit e poi si interruppe. Tu
credi nella trasmissione del pensiero, mamma? Ti ricordi Peter
Ibbetson? Perch io sento che Dick ascolta i miei pensieri. E aspetta
-. Mrs Renfrew sospir. La tua fantasia  un po' troppo attiva,
tesoro. Le stai lasciando briglia sciolta. Oh, mamma, disse
Dottie, se solo tu lo vedessi! Piacerebbe anche a te. 
bellissimo, e ha sofferto tanto Tutto a un tratto, fece le fossette.
Come hai fatto a pensare che mi fossi potuta innamorare di
uno come Putnam Blake? Bianco come un lebbroso, e con quei capelli
che avrebbero cos bisogno di una bella lavata! Dick non 
uno di quei tipi poco puliti; viene da un'ottima famiglia discendenti
di Hawthorne. Brown  un ottimo nome.
Mrs Renfrew pos le mani sulle spalle della figlia e la scosse delicatamente.
Adesso voglio che tu vada a sdraiarti. E ti porto un
impacco freddo per gli occhi. Riposati fino all'ora di cena. O fino
a quando torna a casa pap. Era proprio come aveva temuto; parlare
di quell'uomo aveva rinnovato tutti i sentimenti che Dottie
nutriva per lui; dalle lacrime iniziali era passata ai sorrisi e alle fossette.
In bagno, mentre strizzava due asciugamani nell'acqua fredda,
Mrs Renfrew si chiese se alla fin fine non sarebbe stata una
buona cosa per Dottie rivederlo. Nel proprio ambiente, tra i propri
amici... Nonostante quel che aveva detto Dottie, sotto la scorza
doveva essere un tipo a posto. Se non fosse stata fidanzata,
avrebbe potuto invitarlo a una festicciola a New York, magari da
Polly Andrews. Oppure a una cena tranquilla con lei e sua madre
una sera, per poi andare a un concerto o a uno spettacolo, con un
uomo pi anziano in modo da fare due coppie? In sei sarebbe stato
ancora meglio meno palese. Dottie avrebbe potuto semplicemente
telefonargli e dirgli che sua madre aveva un biglietto in pi
e se prima voleva cenare con loro. Ma una ragazza fidanzata non
era libera di invitare chicchessia, anche con tutti gli chaperon di
questo mondo. E cos'avrebbe detto Brook alla madre di Dottie se
poi fosse successo qualcosa?
Mrs Renfrew strizz energicamente l'impacco, che si era intiepidito
mentre lei pensava, e lo mise di nuovo sotto il rubinetto
dell'acqua fredda. Per il bene di Dottie, lei doveva sapere fino a
che punto era arrivata quella storia. Se erano andati fino in fondo
e quel giovanotto le aveva risvegliato i sensi, la sua bambina era
nei guai. Certe donne, si diceva, non riuscivano mai a dimenticare
il loro primo uomo, soprattutto se era stato bravo; lasciava un
marchio indelebile. Si diceva persino che un bambino concepito
col marito legittimo avrebbe avuto i lineamenti del primo amante!
Quelle erano delle assurdit, ovvio, chiacchiere da comari, e
tuttavia questo pensiero le fece rimescolare un po' il sangue. Lei
aveva quarantasette anni e all'epoca della cerimonia di laurea di
Dottie da poco aveva avuto la venticinquesima riunione del proprio
corso (durante la quale era stata votata come la pi giovanile);
tuttavia nel suo cuore, temeva, era ancora una romantica; la
sua sciocca immaginazione si esaltava all'idea che un uomo che si
prendeva la verginit di una donna potesse farla sua per sempre.
Non riusciva a capire cosa volesse il cuore di Dottie. Dottie era indipendente;
aveva il suo conto personale alla State Street Trust.
Che cosa la tratteneva allora dal vedere quest'uomo, se lo desiderava?
Appoggi l'impacco sulla fronte di Dottie, tir bruscamente su
le tapparelle, e si sedette sul letto, con l'intenzione di fermarsi solo
un minuto, per sentirle il polso. Sembrava normale. Dottie, 
disse d'impulso, rimboccandole il copriletto. Io credo che tu debba
essere sincera con te stessa, in questa storia. Se ami Dick 
profer il nome con difficolt forse dovresti prendere tu l'iniziativa
e cercare di vederlo.  l'orgoglio a trattenerti? Ti ha offesa,
in qualche modo? C' stata qualche lite, o qualche incomprensione?
Lui non mi ama, mamma, disse piano Dottie. Io
lo eccito sessualmente e basta. Me l'ha detto lui. Mrs Renfrew
chiuse gli occhi un istante, sentendo scattare qualcosa dentro di
lei, in maniera abbastanza spiacevole, nel ricevere la conferma definitiva
di quello che aveva gi indovinato; poi prese la mano di
Dottie e la strinse con calore. Allora  stato il tuo amante. Lo
era stato solo per una notte, a quanto pareva, la sera che lei aveva
cercato Dottie al Vassar Club e Dottie non era rientrata. Era stato
allora. Ma lo conoscevi appena, disse Mrs Renfrew. Dick
 uno che non perde tempo, disse Dottie con un guizzo negli occhi
e un colpetto di tosse. E poi cos' successo? chiese Mrs
Renfrew con tono grave. Non l'hai pi sentito?  andata cos,
Dottie? La pena per la figlia le stringeva il cuore. Non so spiegare, 
disse Dottie. Non so neanch'io cos' successo. Sono scappata,
suppongo si possa dire cos. Mrs Renfrew schiocc la lingua
contro il palato.  stata una cosa molto dolorosa? Hai perso
tanto sangue, tesoro? No, disse Dottie. Non  stata
dolorosa in quel senso. In realt  stato eccitante e intenso. Ma
dopo... Oh, mamma, semplicemente non te lo posso dire, non posso
dire a nessuno cos' successo dopo. Le delicate supposizioni
di Mrs Renfrew erano ben lontane dal cogliere nel segno. Mi ha
fatto incominci d'un tratto a raccontare Dottie andare da una
dottoressa per farmi dare un anticoncezionale, uno di quei diaframmi
di cui parlavi tu. Mrs Renfrew era attonita; i grandi occhi
vivaci esaminavano il viso della figlia, come per ricomporlo.
Forse adesso si fa cos, azzard infine.  quello che ha detto
Kay, rispose Dottie. Descrisse la visita dalla dottoressa. Ma
poi cosa avresti dovuto farne? chiese Mrs Renfrew. Era questo
il problema, disse Dottie arrossendo. E raccont che era
rimasta seduta per quasi sei ore in Washington Square con tutto
l'armamentario contraccettivo sulle ginocchia. Allora ho capito
che non gli importava niente di me, se no non mi avrebbe messo
in quella situazione. Gli uomini sono strani, disse Mrs Renfrew.
Tuo padre... si blocc. Qualche volta penso che non
vogliano sapere pi di tanto su quell'aspetto della vita di una donna.
Distrugge un'illusione. Quella era la tua generazione, mamma.
No. La verit  che Dick non ha minimamente pensato a me.
Non devo essere sentimentale, e devo guardare in faccia la realt
come Kay. Ho lasciato tutto l'armamentario sotto una panchina a
Washington Square. Immaginati la faccia dello spazzino! Secondo
te cos'avr pensato? Mrs Renfrew non pot evitare di sorridere
anche lei. Adesso capiva che cosa aveva fatto piangere Dottie
al Ritz. Cos hai pensato, disse con tono gaio, che io e il
dottor Perry ti avremmo fatta tornare dalla stessa dottoressa. Come
rivedere lo stesso film. Oh, povera Dottie! Loro malgrado,
madre e figlia scoppiarono a ridere.
Mrs Renfrew si asciug gli occhi. In effetti, Dottie, disse,
 bizzarro che il tuo Dick non fosse a casa per tutto quel tempo:
Secondo te cosa stava facendo? Comunque, sono abbastanza
d'accordo con Kay che non ti avr mandato dal dottore solo per
prenderti in giro. Si  semplicemente dimenticato, disse Dottie.
Si sar fermato in un bar a bere qualcosa. C' anche questo,
mamma. Beve. Oh Signore, disse Mrs Renfrew.
Allora era proprio un tipo poco raccomandabile, ma quello, si
sa, era il genere che spezzava il cuore alle brave ragazze. Mrs Renfrew
si ricord dei bei giorni della guerra, con Dottie ancora con
le vestine corte e un nastro nei capelli, e Sam, a casa in licenza dal
campo di addestramento, che aveva battezzato uno della sua squadra
il sottomarino matrimoniale. Com'era attraente, anche, a
ballarci insieme, anche se a tutti gli uomini stava antipatico e alla
fine a forza di bere era finito in una casa di salute, dopo aver silurato
tre matrimoni felici! Lei annu. Hai ragione, Dottie, 
disse ferma. Se avesse avuto intenzioni serie con te, si sarebbe
reso conto dello shock che ti aveva provocato, e ti avrebbe rintracciata
tramite Kay. O forse c' qualcosa di buono in lui. Magari
ha deciso di lasciarti in pace, sapendo che ti avrebbe rovinato
la vita, se tu ti fossi innamorata di lui. Quando ti ha sedotta
aveva bevuto? Non mi ha sedotta, mamma. Questo  vieuxjeu.
E io sono innamorata di lui. Pensi che se lo sapesse...?  molto
orgoglioso, mamma. Non appartengo alla vostra classe, mi ha
detto. E stata una delle prime cose che mi ha detto. Se io andassi
da lui e gli spiegassi...?
Non saprei, Dottie, sospir Mrs Renfrew. Non era chiaro
neanche a lei se stava tentando di dissuadere Dottie dal cercare
questo Dick o il contrario. Pi di qualsiasi altra cosa, voleva guidare
Dottie a scoprire cosa sentiva veramente. C'era una prova
semplicissima. Tesoro, disse. Credo sia meglio rimandare il
matrimonio di qualche settimana. Ti dar il tempo di scoprire quali
sono i tuoi veri sentimenti. Intanto riposati, ti porto un altro impacco
freddo. Si alz e lisci il copriletto, sentendosi assai pi
di buon umore, man mano che le si chiariva come, per il momento,
quella fosse una via praticabile, e forse la miglior soluzione possibile.
Per fortuna, Dottie, mormor, non abbiamo commissionato
oggi gli inviti. Pensa, se io non mi fossi fermata al Club
per la manicure, stamattina, non avrei mai visto quel giornale, e
tu non mi avresti mai raccontato quello che mi hai raccontato, e
gli inviti sarebbero gi stati ordinati. C' mancato un pelo... E
i vestiti? disse Dottie. I vestiti andranno ancora bene tra un
mese, replic Mrs Renfrew. Daremo la colpa al dottor Perry.
A questo punto, la sua mente attiva e ottimista aveva fatto un passo
ulteriore: stava passando in rassegna le varie eventualit per il
caso che il matrimonio venisse definitivamente mandato a monte.
Lei e Sam avrebbero dovuto risarcire le damigelle per gli abiti, ma
non sarebbe stata una gran cifra; per via di Polly Andrews, avevano
scelto un modello poco costoso. E su qualche pezzo di argenteria
era gi stata incisa la cifra, ma alla vecchia maniera, con
le iniziali della sposa, per cui prima o poi sarebbero venuti buoni.
Non c'erano regali di nozze da restituire, salvo la Madonna di
Lakey, che poteva aspettare fino al suo ritorno. Quanto all'abito
da sposa, potevano tenerlo oppure passarlo a una delle cugine pi
giovani. Alla sua et, Mrs Renfrew aveva imparato a far fronte alle
delusioni; i giovani, aveva notato, trovavano molto pi difficile
adattarsi a cambi di programma.
Quando torn con un impacco fresco, all'inizio pens che Dottie
si fosse addormentata, perch aveva gli occhi chiusi e il respiro
regolare. Mrs Renfrew apr appena la finestra e appoggi con
delicatezza gli asciugamani bagnati sulla fronte di Dottie, notando
con tenerezza l'attaccatura a V dei capelli. Poi usc in punta di
piedi dalla stanza, ringraziando la propria buona stella per aver
trovato il rimedio giusto; non appena allontanata la pressione delle
nozze imminenti, Dottie era riuscita a rilassarsi. Ma proprio
mentre stava richiudendo la porta con la massima cautela, Dottie parl.
Non voglio che il matrimonio venga rimandato. Brook non
capirebbe mai. E una sciocchezza, Dottie. Diremo solo che il
dottor Perry... No, disse Dottie. No, mamma. Ho deciso.
Mrs Renfrew rientr nella stanza e si richiuse la porta alle spalle;
aveva sentito la vecchia Margaret, che era una ficcanaso, aggirarsi
nei paraggi. Tesoro, disse, gi prima avevi pensato di aver
deciso. Eri sicura di amare Brook e di poterlo fare felice. Sono
sicura di nuovo, disse Dottie. Mrs Renfrew avanz nella stanza
col suo passo leggero e preciso; da ragazzina zoppicava, e aveva
corretto quel difetto con ginnastica e golf. Dottie, disse con
fermezza,  crudele e immorale sposare un uomo che si ama solo
a met. Soprattutto un uomo pi anziano. E una sorta di tradimento.
L'ho visto succedere tra i miei amici. Prometti all'uomo
qualcosa che non puoi dare. Fintanto che l'altro rimane sul fondo
dei tuoi pensieri. Come una carta nascosta nella manica. Era piuttosto
agitata adesso, e la sua testa dorata, dai riflessi argentei, aveva
incominciato a tremare un po', come in ricordo dell'antica invalidit
che ai suoi tempi chiamavano debilitazione.
Con sua immensa angoscia, incominciarono a litigare, con toni
bassi, educati; Mrs Renfrew non avrebbe mai pensato che potesse
succedere, tra lei e Dottie. Lei stava dicendo a Dottie che
doveva rivedere Dick, anche solo per essere sicura. Se me lo ordini,
mamma, lo faccio. Ma dopo mi uccido. Mi butto dal treno.
Per piacere, Dottie, non essere melodrammatica. Sei tu che sei
melodrammatica, mamma. Lasciami solo sposare Brook in pace.
Sconcertata, Mrs Renfrew si rendeva conto della stranezza della
situazione, in cui i ruoli erano rovesciati, e la figlia si precipitava
verso un matrimonio decoroso mentre la madre la supplicava di
inseguire un indecoroso libertino. Questo era, a quanto pareva,
quell'abisso tra generazioni di cui avevano discusso alla riunione
del suo corso il giugno passato; una delle insegnanti dell'anno
di Mrs Renfrew aveva affermato che, in linea generale, la nuova
leva di giovani donne, e in particolare quelle istruite, era assai meno
idealista, meno disinteressata, di quanto non fossero state le loro
madri. Mrs Renfrew non ci aveva creduto, dicendosi che Dottie
e le sue amiche si sarebbero messe tutte a lavorare, la maggior
parte come volontarie, e che non erano impastoiate da nessuna delle
paure e delle costrizioni sociali che avevano gravato sulla sua generazione.
E tuttavia, ecco qui Dottie che era la dimostrazione
pratica di quello che quell'insegnante aveva sostenuto. Era un segno
dei tempi? Un risultato della crisi? Forse adesso le ragazze
avevano paura di assumersi dei rischi? Lei sospettava che Dottie,
con la sua salute fragile e il suo retaggio bostoniano, fosse terrorizzata
all'idea di diventare una vecchia zitella. Questo (non l'altro)
era il destino peggiore della morte per le compagne di Dottie.
E per il matrimonio, come lei aveva sempre cercato di inculcare
alla figlia, era una cosa seria, un sacramento. Dottie non
amava Brook; questa era una certezza al di l di ogni dubbio agli
occhi di Mrs Renfrew, e lei sentiva che lasciarla andare avanti senza
riflettere, sapendo quel che sapeva, significava, da parte sua,
passare sopra un peccato molto grave. Dottie rispettava Brook, almeno?
Se s, lei avrebbe dovuto esitare.
Tu non vuoi fare un sacrificio, disse Mrs Renfrew con voce
triste e la testa che riprendeva a tremare. Non vuoi neanche
aspettare un mese per non fare del male a un uomo che non  pi
nella prima giovinezza. Non vuoi sacrificare il tuo orgoglio per rivedere
Dick e vivere con lui, se lo ami, e riportarlo sulla retta
via. Ai miei tempi le donne, donne di qualsiasi sorta, erano disposte
a fare dei sacrifici in nome dell'amore, o di qualche ideale,
come il voto o il diritto al mantenimento del proprio cognome di
ragazze. Si facevano cacciare dagli alberghi per essersi presentate
come Miss e Mr quando invece erano legittimamente sposate.
Guarda le tue insegnanti, guarda a cosa hanno rinunciato. O
le donne che fanno il medico, o le assistenti sociali. Quelli erano
i tuoi tempi, mamma, disse Dottie, paziente. Adesso non 
pi necessario fare sacrifici. Nessuno deve scegliere tra sposarsi e
fare l'insegnante. Ammesso che sia mai stato cos. Sono state le
pi bruttine del tuo anno a diventare insegnanti, ammettilo. E tutti
sanno, mamma, che non si pu riportare un uomo sulla retta via;
finir solo per trascinarti con s. Ci ho pensato tanto, quando ero
all'Ovest. Il sacrificio  un'idea sorpassata. Un'autentica superstizione,
mamma, come le pire delle vedove in India. Quello a cui
adesso punta la societ  la piena realizzazione dell'individuo.
Oh, sono d'accordo, sono completamente d'accordo, disse
Mrs Renfrew. E per  tanto poco quello che ti chiedo, Dottie.
Porta pazienza con la tua vecchia genitrice. Aveva infilato questa
battuta di famiglia in un nervoso tentativo di conciliazione.
Non  necessario, mamma, ho le idee perfettamente chiare. Il
fatto che io abbia fatto l'amore con Dick non significa che devo
rivoluzionare la mia vita. Anche lui la pensa cos. Bisogna mettere
le cose al loro giusto posto. Lui mi ha iniziato, e io gli sar sempre
grata per averla resa una cosa cos fantastica. Ma se lo rivedessi,
forse non sarebbe pi cos fantastico. Rimarrei coinvolta...
Meglio che resti un ricordo. Inoltre, lui non vuole il mio amore.
Ci pensavo mentre tu eri in bagno. Non posso lanciarmi tra le sue
braccia. Spesso funziona, disse Mrs Renfrew, sorridendo. Gli
uomini gli uomini infelici, e soli, soprattutto, continu con tono
grave, reagiscono a un cuore fedele. Una fede salda, Dottie,
smuove le montagne; dovresti averlo imparato, dalla tua religione.
Dove tu andrai, io andr... Dottie scosse la testa scura.
Prova tu, mamma, a restare seduta in un parco pubblico con un
irrigatore e tutto il resto sulle ginocchia. E comunque non saresti
contenta se io vivessi con lui. Sono solo parole, perch vuoi che io
paghi il fio. Rimandare il matrimonio e sconvolgere i programmi
di tutti, solo perch passi un intervallo di tempo decente. Di
lutto per Dick. Non  cos? I suoi occhi castani si accesero di un
vago sorriso canzonatorio, mentre si rivolgeva alla madre.
Mrs Renfrew prese in considerazione l'accusa. Era vero, doveva
confessarlo, che lei non voleva che Dottie vivesse con Dick.
Ma le sarebbe piaciuto che fosse Dottie a volerlo. E per, come
dirlo? Forse Dottie aveva ragione, e lei stava solo comportandosi
in maniera convenzionale, volendo rimandare il matrimonio. Forse
era il perbenismo bostoniano che aveva dentro a ritenere che
Dottie dovesse fare un qualche gesto verso il passato. E tuttavia,
questo bastava a spiegare il profondo, doloroso senso di delusione
che sentiva... nei confronti di Dottie? Le sembrava, guardando la
cosa nel modo pi indulgente possibile, che Dottie fosse tentata
dalla ricchezza di Brook e dalla splendida vita all'aria aperta che
poteva offrirle, di cui aveva dipinto un quadro cos vivido e indimenticabile
il deserto e le miniere d'argento e le escursioni a cavallo
per le montagne. Anche tu, Dottie, la rimprover, parlavi
soltanto per parlare quando hai detto di amare Dick. Io mi
basavo solo su quello che tu mi avevi detto. Io non credo che tu
lo ami. Ma credo che ti piaccia dirlo. Perch se non lo facessi sarebbe
un'onta e una degradazione troppo grande. Per piacere,
mamma! esclam Dottie con tono di sufficienza.
Mrs Renfrew si diresse alla porta. Cerca di riposare, disse.
Vado a sdraiarmi un po' anch'io. I suoi occhi azzurro chiaro
erano pieni di lacrime quando si lasci andare sulla sua dormeuse,
di fronte alla finestra agghindata di graziose tende svizzere ricamate
che dava su Chestnut Street. Di certo lei non aveva sposato
Sam Renfrew per i soldi o per quella che adesso chiamavano sicurezza,
e tuttavia si sentiva come se lo avesse fatto e come se un
qualche orribile schema si stesse riproducendo con Dottie. Forse
le avevano trasmesso dei falsi valori, malgrado tutti i loro sforzi di
fare il contrario? Lei e Sam si erano sposati per amore, e prima
di lui non c'era stato nessun altro, eppure lei si sentiva come se,
tanto tempo prima, avesse avuto un amante a cui aveva rinunciato
per questa casa e la State Street Trust e il golf e il Chilton Club,
e come se adesso tutto questo dovesse ricadere su Dottie e su quel
pover'uomo l in Arizona. I peccati dei padri. Queste erano tutte
sciocchezze belle e buone, lo sapeva, e Dottie molto probabilmente
avrebbe imparato ad amare Brook, tanto pi che i suoi sensi erano
stati risvegliati; quello, almeno, era il lato positivo di tutta questa
triste faccenda o cos poteva essere, se Brook fosse stato attento
e premuroso. Anche il clima dell'Arizona era proprio quello
che aveva ordinato il dottore a Dottie. Non riusc a trattenere
qualche lacrima, per, e la tampon col fazzoletto di bel lino irlandese
e pizzo che la vecchia Margaret le aveva regalato per Natale.
L'idea di un amante perduto, a cui aveva rinunciato, bussava
alla sua memoria come un picchio. A chi stava mai pensando,
si chiese con pudore. Al sottomarino matrimoniale?
...
.
...
Capitolo ottavo.
...
.
...
Libby MacAusland aveva un elegante appartamento al Village.
I suoi a Pittsfield le davano una mano con l'affitto. Il lavoro che
le era stato promesso da un editore, poco prima che si laureasse,
non si era del tutto concretizzato. L'uomo con cui aveva avuto il
colloquio, che era uno dei soci, le aveva fatto visitare gli uffici,
le aveva dato alcuni libri che pubblicavano, e l'aveva presentata a un
redattore che stava fumando la pipa nel suo sancta sanctorum. Mr
LeRoy, un giovane corpulento con un paio di baffi scuri e sopracciglia
folte, si era mostrato molto disponibile finch c'era il socio,
ma poi, invece di sistemarla immediatamente a una scrivania
(Libby aveva adocchiato una stanzetta vuota nella redazione),
le aveva detto di tornare dopo una settimana o gi di l. Poi
aveva aggiunto che le avrebbe dato dei manoscritti da leggere a
casa per farle fare una prova. Pagavano cinque dollari per leggere
un manoscritto e scrivere un riassunto e un giudizio, e Libby,
secondo Mr LeRoy, poteva farne tre alla settimana, che era come
avere un impiego a mezzo tempo anzi meglio. Se la mettessimo
in ufficio, aveva detto, potremmo darle solo 25 dollari per
un orario pieno. E dovrebbe pagarsi trasporto e pranzi. Quando
le chiese se aveva bisogno del lavoro, Libby lasci intendere
che s, ne aveva bisogno: aveva pensato che se lui l'avesse creduta
in difficolt economiche le avrebbe trovato pi manoscritti da leggere.
Comunque, questi non erano affari suoi. La sua preparazione
era perfetta per un posto nell'editoria: leggeva correntemente il
francese e l'italiano, aveva fatto revisione di testi, correzione di
bozze e per un periodo aveva sostituito il redattore capo della rivista
letteraria del Vassar, per non dire dei corsi di scrittura di racconti
e di poesia, e della sua buona padronanza della dattilografia.
Insomma possedeva tutti gli strumenti del mestiere. Ma, conscia
della concorrenza, Libby si dava un gran daffare con le schede per
Mr LeRoy, battendole con interlinea tripla su un tipo di carta
vergatina celeste che veniva ancora prodotta in una delle cartiere di
Pittsfield e spillandole tra copertine di cartoncino blu. La presentazione
dei suoi elaborati al Vassar era famosa. Ai suoi saggi
settimanali aggiungeva sempre una pagina col titolo e un colofon
il suo stemma, lo stesso che usava per l'ex libris e poi li inseriva
in una copertina di cartone; la sua calligrafia era particolare,
con e alla greca e maiuscole infiorettate. Miss Kitchel l'aveva
notata subito in composizione inglese, come quella signorina di
animo artistico dalla bella grafia italiana. Le sue effusioni, come
usava chiamarle Miss Kitchel che era un tipo esuberante 
erano state pubblicate nel Florilegio degli studenti del primo anno,
e lei era stata invitata, ancora matricola, a lavorare nella redazione
della rivista letteraria. Il forte di Libby era la descrizione.
Il motto sotto la sua foto nell'annuario era: Questa promettente
bellezza seppe creare (una citazione da Carew).
La sorella della madre aveva una villa a Fiesole e Libby ci aveva
trascorso un anno da bambina, frequentando una deliziosa scuola
femminile di Firenze tenuta da vecchie gentildonne, e in seguito
innumerevoli estati per l'esattezza, due: Libby era incline all'esagerazione.
Parlava un italiano impeccabile, con un raffinato
accento toscano, e moriva dalla voglia di frequentare il terzo anno
all'estero, all'universit di Bologna, perch aveva letto un affascinante
romanzo intitolato The Lady of Laivs, che narrava di
una colta dama del Rinascimento che si era addottorata in giurisprudenza
a Bologna, e poi era stata violentata e fatta fuori da uno
dei Malatesta (Libby aveva partecipato come sostituta a un dibattito
sulla censura con gli studenti del primo anno della Wesleyan).
Ma aveva temuto che stare lontana dal college per un anno le potesse
costare la corona cui ambiva: contava di essere eletta presidente delle studentesse.
Libby giocava a pallacanestro (come centrocampista) e aveva
un gran seguito tra le pi bietolone della classe; era la presidente
del Circolo Italiano e lo era stata delle studentesse del secondo
anno. Era anche attiva nella chiesa della comunit. Ma nella corsa
per diventare presidente delle studentesse era stata sbaragliata,
a quanto risult, dai pezzi grossi del gruppo della torre nord, il genere
hockey, scarpette da ginnastica e gran tifose del Vassar, che
erano riuscite a conquistare tutte le cariche dell'ultimo anno. Le
avevano chiesto di unirsi a loro alla fine del primo anno, ma lei aveva
pensato che la conventicola di Lakey fosse pi chic. Apr gli occhi
quando Lakey e le altre non vollero nemmeno fare campagna elettorale per lei.
Sembrava destino di Libby (finora) incominciare alla grande
con le persone e che poi queste per qualche ragione che le riusciva
incomprensibile perdessero interesse per lei Mi rifuggono
coloro che un tempo mi cercarono. Col gruppo era successo cos.
Libby adorava Schiavo d'amore e Katherine Mansfield ed Edna
Millay ed Elinor Wylie e quasi tutto di Virginia Woolf, ma non
riusciva pi a discutere di libri con nessuno, perch Lakey andava
dicendo che aveva gusti sentimentali. Paradossalmente era la pi
popolare del gruppo all'esterno e la meno popolare all'interno. Per
esempio, aveva inserito Helena il tipo di persona che nasconde
le proprie qualit nel comitato editoriale della rivista letteraria;
poi Helena con tutta tranquillit aveva fatto un voltafaccia e si era
messa con la minoranza che voleva pubblicare letteratura sperimentale.
Lei e l'arcinemica, Norine Schmittlapp, avevano collaborato
a una Lettera aperta al direttore, sostenendo che la rivista
del college non rappresentava pi la scrittura del Vassar ma
era diventata il feudo di una scialba camarilla letteraria. Libby,
consigliata dagli insegnanti, si era lasciata trasportare dalla corrente
e aveva pubblicato un numero sperimentale; il vento era
girato a suo favore quando una delle poesie di quel fascicolo si era
rivelata un falso, scritto da una graziosa matricola come parodia
della poesia moderna. Ma nel numero immediatamente successivo
si era scoperto che un racconto per cui lei si era battuta era un
plagio, parola per parola, di uno uscito su Harper's. La cosa era
stata messa a tacere, per non pregiudicare l'avvenire della ragazza,
dopo un colloquio del preside con Harper's, ma qualcuno
(probabilmente Kay) a cui Libby l'aveva detto in gran confidenza,
l'aveva tradita, e subito la cricca ribelle si era premurata di
diffondere la notizia. Una cosa era, dicevano, venire generosamente
ingannati da un'abile falsificazione, e un'altra pubblicare
come scritto originale il triviale furto da una rivista stantia di
second'ordine. Libby per la verit non capiva l'ultimo pezzo della
frase: farsi pubblicare un racconto o una poesia da Harper's
era una delle sue pi grandi ambizioni. E udite, udite, ragazze,
e tenetevi forte, finalmente un anno fa, lo scorso inverno era successo.
Ormai erano quasi due anni che viveva a New York, prima con
altre due ragazze di Pittsfield a Tudor City e ora da sola, nell'elegante
appartamento che si era trovata. Era assetata di successo, e
i suoi genitori erano bendisposti; il fratello era sistemato, alla
buon'ora, con un posto alla cartiera, e la sorella aveva sposato un
Harkness. Cos Libby era libera di spiegare le ali.
Mr LeRoy le aveva dato pile di manoscritti per iniziare. Si era
dovuta comperare una valigetta da donna da Mark Cross per trascinarli
avanti e indietro vitello nero, molto chic. Ce l'hai fatta,
Libby! rantolavano basite le compagne di stanza di Tudor
City quando la vedevano entrare barcollando col suo carico. E per
soprammercato, si era trovata delle recensioni letterarie da fare
per la Saturday Review of Literature e la Herald Tribune
Books nientedimeno. Le compagne di stanza erano verdi d'invidia
perch loro frequentavano solo la scuola per segretarie di
Katherine Gibbs. La sua famiglia era esultante: per questo le avevano
fatto prendere l'appartamento. Libby cullava ovviamente l'idea
di una carriera letteraria, come il fratello aveva riferito al quartier
generale quando era tornato a casa dopo essere stato a trovarla
a New York. Pap le aveva fatto incorniciare una riproduzione fotostatica
del primo assegno, che ora era appesa sopra la scrivania
di Libby, con un rametto d'alloro del giardino di famiglia, come
emblema del suo incoronamento a laureata.
L'idea delle recensioni era tutta di Mr LeRoy: Potrebbe provare
a recensire qualcosa, le aveva detto un giorno che lei aveva
chiesto come fare carriera pi in fretta. Cos, con questa pulce nell'orecchio,
si era presentata da Miss Amy Loveman e Mrs Van Doren
(Irita, la moglie di Carl), ed entrambe le avevano offerto un'occasione.
Le restava solo pi da sfondare al New York Times.
La maggior parte dei manoscritti che Mr LeRoy le dava erano
romanzi: le biografie (che Libby adorava) le teneva per gli esperti,
e non l'aveva ancora messa alla prova con un libro francese o
italiano era troppo agli inizi, probabilmente. Libby scriveva lunghi
riassunti dell'intreccio, perch non voleva che la responsabilit
della decisione ricadesse tutta su di lei, e lavorava fino a tarda
notte alle sue esegesi critiche, proponendo suggerimenti costruttivi.
Era impaziente di passare alla revisione dei testi, che era
la parte pi affascinante dell'editoria non la semplice redazione,
ma la riscrittura creativa. Anche quando sedeva sulla scranna di
giudice, cercava di leggere in maniera creativa, mettendosi nei panni
di una casalinga di Darlen o di una modesta segretaria. Era pacifico,
ragionava, che lo scopo degli editori era raggiungere il pubblico
e non compiacere Libby MacAusland. E cos cercava di considerare
ogni romanzo come un potenziale best seller. Era anche
quello che pensava la direttrice della Herald Tribune Books:
aveva detto a Libby, col pi dolce degli accenti del Sud: Qui crediamo, Miss MacAusland, che in ogni libro ci sia qualcosa di buono
che dovrebbe essere portato all'attenzione di ogni lettore.
Eppure Mr LeRoy aveva incominciato a guardarla cogitabondo
quando lei gli portava le schede di lettura. Non poteva essere
per come vestiva, perch si faceva scrupolo di vestire nel modo che
immaginava adatto al suo ruolo: ordinata ma non appariscente,
gonna semplice e camicetta, qualche volta col davanti plissettato
o con al collo un antico cammeo della bisnonna Ireton montato a
spilla effetto generale un tantino vittoriano, come la provetta
copista di un romanzo di Howell (Libby amava le parole d'altri
tempi). Se mai avesse avuto un lavoro fisso in un ufficio, avrebbe
appuntato dei polsini di carta su quelli veri. Nei giorni freddi indossava
un maglione e una gonna, con una collana di grani d'oro
o le sue perle, che non erano orientali, solo coltivate, ma per quel
che ne sapeva Mr LeRoy potevano anche essere state acquistate
in un negozietto. Doveva essere qualcosa nelle sue schede, temeva.
Una volta Mr LeRoy le aveva fatto capire che non occorreva
dilungarsi tanto a descrivere un romanzo che stava bocciando. Ma
lei aveva risposto che era pi che felice di svolgere bene il proprio
compito: il lavoratore deve meritarsi la paga.
Lo sorprendeva spesso a leggere qualche rivista: New Masses,
aveva notato, o un'altra intitolata Anvil o un'altra ancora
dal nome curioso di Partisan Review, che aveva provato a
leggere nella libreria di Washington Square. Di qui le era venuta
l'idea di far scivolare parole come lavoratore nella conversazione,
per rammentargli che anche lei era una degli oppressi. Correva
voce che nel mondo dell'editoria ci fosse pi di qualche sinistrorso.
Fosse come fosse, Mr LeRoy non era certo un Lord Chesterfield,
seduto l in maniche di camicia, flemmatico e pingue, la
sedia inclinata dietro la scrivania, che si accarezzava i baffi, e Libby
a volte aveva l'impressione che non fosse abituato alle donne molto
femminili. Lei aveva un modo di piegare la testa da un lato e
protendere il mento con interesse, le labbra leggermente aperte,
come chi ascolta musica, che pareva imbarazzarlo, perch ogni volta
che lo faceva Mr LeRoy si bloccava nel mezzo di una frase, corrugava
la fronte e aggrottava le sopracciglia.
Non c' bisogno che li legga da cima a fondo, osserv un
giorno all'improvviso, tenendo in equilibrio la sua cartellina blu
con due dita e aspirando dalla pipa. Alcuni consulenti li annusano
e basta. Libby scosse con enfasi la testa dorata col basco alla
marinara. Non mi dispiace farlo, caro signore, esclam. E
mi piacerebbe sfatare la leggenda che i manoscritti non vengono
letti dagli editori. Pu giurare sulla Bibbia che questi sono stati letti.
E lei non dovrebbe avere niente in contrario visto che il tempo che ci dedico  mio.
Mr LeRoy si alz da dietro la scrivania e si mise a camminare
avanti e indietro con la sua pipa. Se sta sul serio cercando di guadagnarsi
da vivere con questo lavoro, Miss MacAusland, disse,
deve trattarlo come un lavoro a cottimo e razionalizzare il suo
tempo come qualsiasi lavoratore che si suda il pane. Non mi dica
che puzzo di sudore, sorrise lei. Uso Odo-ro-no. Lui non
ricambi il sorriso. Sul serio, continu lei, mi piace farlo. Sono
una di quelle poche infelici mortali che non riescono a mettere
gi un romanzo finch non sanno come va a finire. Le parole
hanno un potere magico su di me. Anche le parole peggiori nel peggiore
ordine. Io stessa scrivo, sa? Scriva un romanzo per noi, 
propose lui di punto in bianco. Lei scrive benissimo. Libby si
accese una sigaretta. Si disse cauta che non doveva lasciarsi sviare
con le lusinghe verso una carriera di scrittrice. Non sono ancora
pronta. La costruzione  la mia debolezza fatale. Ma sto imparando.
Leggere quei manoscritti mi ha insegnato molto. Quando
verr il mio momento e aprir la vecchia Remington e scriver
Capitolo primo, far tesoro dei loro errori. Lui torn alla scrivania
e scosse la cenere dalla pipa. Lei ci dedica il suo tempo,
Miss MacAusland, come dice. Ma la funzione del primo lettore 
di far risparmiare tempo al secondo. E a se stesso. Quello che sta
facendo  antieconomico. Ma devo pur rendermi il lavoro interessante, 
protest Libby. Tutti i lavori dovrebbero essere interessanti.
Anche i lavori manuali. Udite, udite! aggiunse gioviale,
nel modo che aveva imparato al Vassar. Il pubblico rumoreggia, 
mormor, quando Mr LeRoy rest zitto.
Libby spense la sigaretta. La sua linea di condotta, di solito,
era di fermarsi un quarto d'ora, come per una visita, ma spesso era
difficile, con Mr LeRoy, durare cos a lungo. Adesso veniva il momento
che lei paventava. Alcuni negli uffici si alzavano per far intendere
che il colloquio era terminato, ma Mr LeRoy rimaneva seduto
alla scrivania o comunque passeggiava avanti e indietro senza
posa. A volte faceva come se si fosse dimenticato il motivo per
cui lei era venuta, che era avere un rifornimento fresco di manoscritti.
Lasciava che si infilasse il cappotto e i guanti senza dar segno
di notare che era pronta per gli addii e senza un solo sguardo
al cassetto della scrivania dove, Libby aveva scoperto, venivano
tenuti i manoscritti che arrivavano. Libby, avvilendosi a una freddura,
lo chiamava il cassetto delle squinternate perch la suspence
nell'attesa che lo aprisse la faceva ogni volta impazzire. Talora
doveva ricordarglielo, ma in genere aveva visto che se aspettava
abbastanza lui se ne ricordava. Ogni volta, tuttavia, sentiva
che la sua intera carriera era appesa a un filo, per un lasso di tempo
che con ogni probabilit era solo un minuto d'orologio, ma che
misurato col battito del suo cuore sembrava un'eternit. Finalmente
lui pescava un paio di manoscritti e li gettava sulla scrivania:
Ecco, dia un'occhiata a questi. O, scrutando nel cassetto,
diceva tossendo: Pare non ci sia un granch questa settimana,
Miss MacAusland. Mentre, invece, Libby, inarcando il collo, vedeva
bene che il cassetto era praticamente pieno. Un giorno o l'altro,
temeva e se lo raccontava come una favola sarebbe rimasto
chiuso. Lei si sarebbe messa il cappotto (semplice, blu scuro,
col collo di velluto) e sarebbe uscita nelle strade invernali con la
valigetta vuota; dopo di ci non avrebbe pi potuto vedere Mr LeRoy
il suo orgoglio non glielo avrebbe permesso.
In effetti, Libby dopo un incontro con Mr LeRoy di solito riparava
da Schrafft's per un latte al malto. In quel giorno infausto,
usc scossa e vacillante dall'ufficio, con un solo misero manoscritto
a ricompensa delle proprie fatiche. Oscurit totale, gelo e desolazione.
La funzione del primo lettore  di far risparmiare tempo
al secondo. Sventagliandosi con la lista delle bevande, si costrinse
ad affrontare la verit: da mesi la stava scaricando per gradi,
preparandola al colpo di grazia finale, allusione dopo allusione, come
uno scrittore che prepara il lettore! Quanto sarebbe stato pi
gentile se le avesse detto semplicemente: Temo che non ci siamo,
Miss MacAusland. Mi spiace. Nulla sarebbe stato pi semplice.
Lei avrebbe capito. In fin dei conti, gli editori non potevano mica
distribuire i manoscritti per beneficenza. Grazie per la sua
franchezza, Mr LeRoy, gli avrebbe detto. Prendiamo un t insieme, una volta.
Dopo un po', sorseggiando il latte al malto, Libby inizi a rendersi
conto di che razza di solipsista fosse: era tutto nella sua mente.
Il guaio era che aveva analizzato i colloqui dal proprio punto di
vista, che era di segreta e folle apprensione concentrata su quel
cassetto. Ma dal punto di vista di Mr LeRoy si trattava di ordinaria
amministrazione. Lei era una dei tanti lettori tra cui lui doveva
spartire i manoscritti. E non poteva inventarsi manoscritti dal
nulla, se gli autori non li mandavano. E poi, doveva essere giusto:
non poteva favorire lei a scapito di lettori pi vecchi che probabilmente
con quel lavoro ci campavano. Si capiva che era un giusto
dalle sopracciglia, che gli conferivano un'eterna aria di perplessit.
Se oggi le aveva parlato in modo tanto burbero, era perch
cercava di insegnarle il mestiere, invitandola a limitare il suo
istinto artigianale, che era troppo creativo per le leggi del mercato.
Probabilmente non aveva il pi vago sentore dei tumulti di
speranza e paura che suscitava nel giovane petto di lei. Dava per
scontato che Libby fosse l in pianta stabile. Quando aveva detto
che non c'era molto questa settimana, la sottolineatura nella mente
di lui era su questa settimana. E quello che lei si era detta poco
fa era verissimo: niente sarebbe stato pi facile per Mr LeRoy
che dirle che era stata ritenuta inadeguata se era questo che pensava.
Probabilmente lo diceva ogni giorno a qualche poveraccio.
Ogni volta che rifiutava un manoscritto. Perch non ci aveva mai pensato?
Le venne in mente che sarebbe stato un esercizio affascinante,
da un punto di vista narrativo, raccontare la storia del loro rapporto
prima dal suo punto di vista e poi da quello di Mr LeRoy.
Ovviamente ne sarebbe emerso un radicale contrasto. L'obiettivo
era mostrare come siamo tutti chiusi nei nostri mondi. Il cassetto
fatale, poteva intitolarlo. O Il cassetto segreto, che avrebbe reso l'idea
di vite celate e chiuse e avrebbe evocato cassetti misteriosi di
vecchi scrittoi, come quello della mamma a casa. Tamburellando
con le dita sul bicchiere, Libby chiam la cameriera irlandese e si
fece prestare una matita; incominci a fare annotazioni sul retro
del menu. Aveva un'ispirazione che voleva cogliere al volo. E se
l'eroina (non importa il nome) fosse stata affascinata, per tutta l'infanzia,
da un cassetto segreto nello scrittoio della madre (nonna?),
che non era mai riuscita ad aprire? Avrebbe infuso una sorta di
profondit poetica alla storia e sarebbe servito a spiegare la psicologia
della protagonista: la casa vittoriana di granito all'ombra della
cartiera, le siepi alte, l'araucaria in giardino, il chioschetto o la
pergola dove la bambina solitaria prendeva il t, e il scretaire Regina
Anna nel corridoio buio in cima alle scale, dietro la ringhiera
curva... Pi tardi, quando, ormai giovane donna, incontra l'editore,
le si poteva fare immaginare ogni sorta di cose tremende,
come farle sospettare che il prezioso cassetto in realt  stracolmo
di manoscritti e che la bella ragazza che ha visto aspettare fuori
con una cartellina sotto braccio  una rivale che vuole ottenere i
favori di Mr LeRoy. Si sarebbe poi scoperto che la ragazza  in
realt una scrittrice il cui manoscritto viene affidato a Libby da
giudicare. Questo sarebbe emerso attraverso la storia raccontata dal punto di vista di Mr LeRoy.
La testa di Libby era piena zeppa di spunti per racconti. Di solito
li annotava sul diario. Ogni scrittore dovrebbe tenere un diario,
diceva Mrs M. A. P. Smith. Libby scriveva il suo con assiduit
da tre anni, registrando impressioni, parole nuove e sogni. E titoli
per racconti e poesie. Il cassetto! esclam. Doveva chiamarsi
cos, naturalmente la prima regola per scrivere bene era eliminare
gli aggettivi. Libby fece segno alla direttrice di sala. Non
le dispiace se prendo questo? chiese, mostrandole il menu e indicando
la valigetta. La donna ovviamente ne fu felice: tutti amano
gli scrittori, aveva scoperto Libby. I vecchi camerieri francesi
al Caf Lafayette ormai le davano sempre lo stesso tavolo quando
capitava, toute seule, la domenica pomeriggio, a leggere o prendere
appunti al tavolo di marmo e a guardare gli strani tipi che giocavano
a scacchi o leggevano i giornali, arrotolati su un bastone di legno come usa in Francia.
Libby non era tutto lavoro e niente divertimento; riusciva a divertirsi
favolosamente senza spendere pi di quanto le passassero
i suoi. D'inverno, andava a sciare sui Berkshire partecipando alle
escursioni a tariffa ridotta che partivano dalla stazione centrale di
New York nei fine settimana; i treni erano pieni di sciatori e in
quel modo aveva fatto parecchie nuove amicizie. Restavano quasi
tutti stecchiti quando sentivano che era nel mondo della carta
stampata. Lo scorso inverno aveva incontrato un giovane di vaga
bellezza che insegnava inglese in una scuola privata e che, come
venne fuori in primavera, conosceva un posto carino per i picnic
che si poteva raggiungere in metropolitana per cinque centesimi:
Pelham Bay Park; si prendeva il Lexington Avenue Express fino
al capolinea e poi si usciva e si camminava. Libby preparava un
pranzo al sacco di tramezzini al cetriolo, uova sode e grosse fragole
succose, e insieme si portavano anche un volume di poesia rilegato
in pelle da leggere ad alta voce dopo mangiato, distesi su un
plaid in un angolino riparato che si affacciava sull'acqua. Libby
impazziva per i poeti cavalieri e lui adorava gli elisabettiani, soprattutto
Sidney e Drayton (Poich non v' rimedio, baciamoci
e poi addio. E finita ormai, nulla pi avrai di me...). Aveva detto
a Libby che lei corrispondeva esattamente all'immagine che si
era fatto di Penelope Rich (Penelope Devereux, cio, la sorella del
conte di Essex), la Stella di Astrofile Stella di Sidney. Stella
aveva capelli biondi e occhi scuri, da cui saettavano sguardi fatali,
come quelli di Libby. La combinazione di occhi scuri e capelli
biondi per gli elisabettiani era il non plus ultra della bellezza femminile.
Quella primavera, Libby non vedeva l'ora che sui salici rifiorissero
i gattici e che riprendessero quei picnic. Lui faceva sempre
collegamenti molto interessanti, che a volte la introducevano
a mondi di lettura del tutto nuovi. Per esempio, quando la primavera
precedente un sabato mattina era venuto a prenderla a casa,
in Tudor City, per andare al loro picnic, con le scarpe pesanti e
una borsa per i libri di quelle che usano gli studenti, lei era in cucina
che spalmava il burro sul pane per i tramezzini. Al che si era messo a recitare:
Werther provava per Lotte una passione,
che a dirla le parole sarian vane.
Sapete voi com'era cominciata?
La vide imburrar del pane.
Alle ragazze che vivevano con lei gli occhi erano quasi schizzati
fuori dalle orbite, tanto furono colpite, visto che avevano frequentato
solo lo Smith e l'Holyoke. Quella era una parodia di
Thackeray dei Dolori del giovane Werther di Goethe, che Libby era
subito corsa a divorare in biblioteca. Spesso si domandava, puntandosi
l'indice sulla fronte a indicare una profonda riflessione, se
questo delirante giovanotto potesse essere innamorato di lei, anche
se non aveva un soldo bucato, a parte lo stipendio di insegnante.
Quel Natale l'aveva portata a pattinare al Central Park
due volte, le uniche occasioni in cui le aveva messo un braccio attorno
alla vita, per sostenerla sul ghiaccio, ma purtroppo aveva
avuto il raffreddore per gran parte dell'inverno e cos si limitava
a fare le sue lezioni, poi beveva una limonata calda e via a letto.
Ma Libby aveva altri corteggiatori un giovane attore che aveva
conosciuto da Kay, che la portava a teatro nei posti economici
con biglietti scontati che prendevano al botteghino di Gray's nelle
viscere della terra, sotto il palazzo del New York Times; si
fermavano sempre fuori a leggere il nastro luminoso di notizie (l'elegante
paragone era di Libby) che scorreva attorno alla sede del
Times. E un giovanotto della facolt di Musica di Yale che la
portava ad ascoltare jazz a Harlem. E poi c'era il ragazzo ebreo
che aveva conosciuto sul treno degli sciatori, che aveva la esse blesa
e le ciglia ricurve (di un'ottima famiglia che aveva cambiato legalmente
cognome), che la portava a ballare al Plaza: studiava
scienze politiche e aveva fatto lo scrutatore per il Partito democratico
alle elezioni per il Congresso dell'autunno passato. Conosceva
dei giovani avvocati del centro di Manhattan, ex fiamme della
sorella, che a volte la invitavano all'opera o a un concerto alla
Carnegie Hall; o alla Little Carnegie Playhouse, dove davano film
stranieri e si poteva prendere una tazzina di caff gratis e giocare
a ping-pong nel ridotto. Libby era fantastica a ping-pong, come si
poteva intuire dalla statura e dalle lunghe braccia; il fratello le aveva
insegnato un servizio micidiale. La domenica a volte andava a
messa, con un ragazzo buchmanita di sua conoscenza ad ascoltare
Sam Shoemaker, che era pastore al Calvary; al college, era stata
un'entusiasta dell'Oxford Group.
NOTA: buchmanita: Seguace di Frank Buchman (1878-1961), riformatore religioso americano, ispiratore del movimento per il riarmo morale e fondatore dell'Oxford Group. FINE NOTA.
Praticamente accanto a casa sua c'era il Fifth Avenue Cinema,
locale dove pure si potevano vedere film stranieri e prendere un
caff; ci andava per lo pi con altre ragazze Kay, quando Harald
lavorava (aveva ricominciato), Polly Andrews, Priss, quando Sloan
era all'ospedale (che tristezza: aveva perso il bambino al sesto mese
di gravidanza), e alcune ragazze della vecchia compagnia della
torre nord, che aveva rivisto sul treno degli sciatori. Sulla sua lista
per le serate senza uomini c'erano anche due ragazze che aveva
incontrato nella sua scellerata carriera di lettrice: la segretaria
di redazione della Saturday Review of Literature Libby ci teneva
a farlo sapere e la segretaria del direttore della Herald Tribune
Books. Una di loro era andata allo Smith, classe 1930, e
l'altra a Wellesley, idem, e tutte e due vivevano da sole al Village
e avevano preso Libby in enorme simpatia. La ragazza della Tribune
abitava in Christopher Street, e lei e Libby spesso si trovavano
per un cocktail da Longchamps della Dodicesima Strada e
poi qualche volta andavano o da Alice MacCollister's sull'Ottava,
o al Jumble Shop, dove c'erano camerieri filippini e un sacco di artisti
e scrittori che questa ragazza le indicava. Libby di solito cercava
di essere lei a offrire da bere. Sono io che ti ho invitata, 
insisteva allegramente. Aveva fatto venire entrambe le ragazze a
una festa col vin brul che aveva dato in gennaio, a cui aveva anche
invitato i loro capi, che purtroppo non erano potuti venire.
Kay diceva che in teoria non si doveva ricevere capo e segretaria
nella stessa occasione: abbassava il tono dell'invito. Secondo Kay,
Libby avrebbe dovuto chiedere anche a Mr LeRoy di venire, ma
lei non ne aveva avuto il coraggio. Mi immagina in una soffitta, 
disse. Non voglio distruggere la sua illusione. E poi non so neanche
se  sposato o no. Una magra scusa, MacAusland, aveva
replicato Kay.
Libby era troppo signora (preferiva il termine antiquato gentildonna)
per approfittare di una conoscenza di lavoro. Be', quando
stava facendo amicizia con le ragazze della Trib e della Saturday
Review, ficcava appena la testa nella loro stanza e faceva
un cenno con la mano fino a che non era sicura di essere la benvenuta.
Adesso, ovvio, faceva le sue incursioni senza chiedere permesso
per scambiare due chiacchiere e dare un'occhiata ai nuovi
libri, cos da sapere, quando toccava a lei, cosa chiedere al redattore:
era una buona cosa richiedere un libro specifico. Alcuni lettori
seguivano religiosamente il Publisher's Weekly. C'era una vera
e propria scienza su come farsi dare libri da recensire: Libby in
tutta onest pensava che avrebbe potuto scrivere un articolo sull'argomento.
Prima di tutto, si doveva sapere che i direttori avevano
il loro giorno in cui ricevevano i recensori, proprio come
le padrone di casa. Il marted era il giorno della Tribune e il
mercoled della Saturday Review. Anche al Times era il marted,
ma finora Libby se ne era solo rimasta a sedere in anticamera,
ignorata, fin quando il fattorino veniva a dirle che per quella
settimana non c'era niente. I direttori delle rassegne librarie erano
come re (o regine), immaginava sempre, che tenevano udienza,
attorniati dai loro cortigiani, mentre i postulanti aspettavano ansiosi
nell'anticamera e i valletti (cio i fattorini) trottavano avanti
e indietro. E, come i re, avevano potere di vita e di morte. Ormai,
di vista, conosceva abbastanza bene gli altri recensori, o
clienti, come li avrebbero chiamati gli antichi romani: donne
bohmien di mezza et occhialute o con troppo rossetto e orecchini
a pendaglio e valigette e cartelle consunte; giovani brufolosi
con abiti che sembravano fatti di carta. E le scarpe! Con le mezze
suole e i lacci rotti tenuti insieme da nodi sfilacciati: a Libby si
spezzava il cuore quando osservava le scarpe e le caviglie rosse e
screpolate che emergevano da miseri calzini di finto filo di Scozia.
Tutto questo le ricordava le visite dall'oculista (doveva portare gli
occhiali da vista): anche l aspettavi per ore e vedevi tanta povera
gente con problemi di cataratta pazientemente accampata. Tra i
lettori c'era molta gelosia e invidia: i giovani con l'acne e i denti
cariati la squadravano sempre con sprezzo da capo a piedi e poi,
alla lettera, sibilavano se veniva fatta passare prima di loro. E tuttavia
molti di questi sedicenti lettori erano disonesti: invece di stilare
le schede, il loro obiettivo era di uscire di l con un pacco di
volumi sotto il braccio e spacciarli a qualche modesto venditore
di libri usati senza nemmeno guardarli. Il che era ingiusto nei confronti
dei lettori onesti e ancor pi nei confronti dell'autore e dell'editore:
tutti i libri che venivano pubblicati meritavano la cortesia
di una recensione. Questi razziatori, come li chiamava
Libby, si diceva avessero invaso riviste come New Republic e
Nation, dove non ci si preoccupava affatto di recensire ogni libro
che usciva. Si diceva anche che in queste riviste prima di riuscire
ad avere accesso al responsabile delle recensioni dovevi passare
sotto le forche caudine dei comunisti strani personaggi di
ogni sorta, marinai tatuati direttamente in arrivo dal porto, scaricatori
e vagabondi e tipi eccentrici e barbuti dei self-service del
Village, nessuno dei quali faceva un bagno da settimane. Era l'effetto
della letteratura proletaria, che al momento furoreggiava.
Anche su al Vassar si tenevano corsi sopra questa tendenza; Miss
Peebles ne aveva tenuto uno dopo quello sulla Molteplicit nella
narrativa contemporanea. Kay diceva che Libby avrebbe dovuto
provare a Nation e a New Republic, perch tra le persone
pensanti, come suo padre medico, godevano di ottima fama ma
Libby aveva risposto: Mon ange,  la fame delle pulci che me ne fa
stare lontana!
Le schede dei libri, inoltre, erano solo un mezzo per raggiungere
uno scopo: facevano conoscere il tuo nome nei giri editoriali,
dove si leggevano tutte le recensioni, anche le pi brevi. Ed era
l che Libby avrebbe fatto strada, costasse quel che costasse, e nonostante
le crisi di sconforto, quando le sembrava di non poter pi
affrontare un altro luned nero a osservare Mr LeRoy che si accarezzava
i baffi leggendo i suoi giudizi. Il luned era il suo giorno
fisso con Mr LeRoy, un giorno che aveva stabilito lei e a cui
non derogava mai, a meno che non fosse vacanza: gli uomini sono
creature abitudinarie.
Dopo la sinistra seduta in cui lui l'aveva cos spaventata, Libby
aveva deciso di mettere un'altra freccia al suo arco. Lei scrive
benissimo... Questo le aveva fatto ronzare nella testa l'idea di proporsi
per tradurre; l'idea originaria in realt era stata di Kay. Kay
aveva detto che Harald aveva detto che il problema di Libby era
specializzarsi in qualcosa: altrimenti, si sarebbe trovata a dover
competere con tutti quelli che ogni giugno si laureavano in inglese
e che erano stati i poeti o i redattori della rivista letteraria del
loro anno. Libby doveva usare le sue lingue straniere specie il
suo italiano, visto che era vissuta in Italia per ritagliarsi un proprio
ambito. Doveva offrirsi di fare un capitolo di prova gratis e
poi, se fosse piaciuto, di tradurre tutto il libro, dedicando alla bisogna
un'ora al giorno. L'esercizio letterario avrebbe giovato al
suo stile e, nel contempo, sarebbe diventata un'esperta, una sorta
di specialista. Altri editori le avrebbero mandato libri italiani da
leggere e i direttori delle riviste si sarebbero rivolti a lei per le recensioni
degli autori italiani; avrebbe conosciuto studiosi e professori
e sarebbe diventata un'autorit. In una societ tecnologica,
diceva Harald, era tutta questione di avere gli strumenti adatti.
Non che Libby si vedesse molto bene come traduttrice: la revisione
dei testi era molto pi interessante, perch si lavorava con
la gente. E poi, il progetto di Harald, come la maggior parte delle
sue idee, era troppo a lungo termine per stimolare la sua immaginazione.
D'altronde, sentiva che non poteva lasciare che il rapporto
con Mr LeRoy segnasse il passo. A poco a poco le apparve
chiaro che quello poteva essere un modo di entrare nel ramo dei
libri stranieri. Pagavano di pi (7 dollari e 50) per leggere i libri
stranieri, aveva scoperto. Cos la volta dopo, appena vide Mr LeRoy,
non aspett nemmeno che desse una scorsa ai manoscritti nel
cassetto: prese il toro per le corna e disse che voleva che lui le desse
da valutare un romanzo francese o italiano: voleva vedere come
se la sarebbe cavata con la traduzione. Far la scheda e poi
se vogliamo pubblicare il libro, le far un capitolo di prova.
Mr LeRoy, pens Libby, si contorse, piuttosto a disagio per
quel noi, che lei aveva buttato l di proposito per darsi un tono
professionale. Ma per una singolare coincidenza, proprio quel giorno
gli era stato restituito un romanzo italiano dal suo abituale specialista,
un professore della Columbia, con una relazione che terminava
cos: Suggerirei di chiedere un altro parere. Era destino,
evidentemente, che Libby capitasse li in quel momento, ed era
chiaro che anche Mr LeRoy la pensava allo stesso modo. Okay, 
disse. Se lo porti a casa. Riflett. Il suo italiano  abbastanza
buono? Fluentissimo. Non le sarebbe convenuto, avvert, imbarcarsi
nella carriera di traduttrice se non padroneggiava la lingua
alla perfezione: la velocit era essenziale. Libby lasci l'ufficio
un po' scoraggiata: aveva colto nell'atteggiamento di Mr LeRoy
che quella era la sua ultima possibilit.
Tornata a casa si rese conto della trappola che lui le aveva teso:
i dialoghi nel libro erano in gran parte in dialetto siciliano.
Libby, abituata al toscano puro, per poco non svenne. In realt,
non era neppure sicura che si trattasse di siciliano: i personaggi
sembravano contadini e piccoli proprietari terrieri, e il paesino in
cui vivevano poteva essere ovunque. Pens di precipitarsi al Vassar
a consultare Mr Rosselli, ma, ahim, era in congedo sabbatico,
e gli altri membri del dipartimento, che non erano cos suoi
amici, probabilmente avrebbero detto in giro che era dovuta tornare
al college in cerca di aiuto. Una vocina le diceva di restituire
il libro a Mr LeRoy e ammettere che era troppo difficile per lei,
ma non riusciva ad accettare l'idea: questo gli avrebbe fornito il
pretesto per dirle che aveva chiuso.
Libby si mise in posa in mezzo al soggiorno, una mano appoggiata
alla fronte, l'altra protesa a reggere il libro con fare drammatico:
Perduto, perduto, tutto  perduto, esclam, addio,
dolce fanciulla. Poi barcoll fino al divano e riapr il libro 521
pagine! Il volume le cadde dalla mano pallida e inerte, e le pagine
sventagliarono tristemente. Uno dei grandi vantaggi di vivere per
conto proprio era che potevi parlare da sola quanto volevi e rivolgerti
a spettatori immaginari, percorrendo tutta la gamma delle
emozioni. Si alz dal divano, scuotendo la testa, e and a contemplarsi
allo specchio, scrutando i propri lineamenti come per
l'ultima volta. Poi, cambiando umore, si diede una mossa e and
a dare un po' di lattuga alle cocorite, ricordandosi che aveva ancora
una settimana per assolvere il compito. Coraggio! si disse
con voce squillante, piazzandosi il cappello in testa e dirigendosi
a passi decisi da Alice MacCollister per mettere qualcosa sotto
i denti, e l vide una ragazza sua conoscente che cenava con un
uomo. Fermandosi al tavolo dei due prima di uscire, Libby confid
subito i problemi che aveva con questo romanzo italiano, e
glielo mostr, visto che se l'era portato con s insieme al dizionario
tascabile per lavorarci durante la cena. Ti abbiamo vista! 
disse la ragazza Mamma mia, come devi sentirti importante con
un lavoro cos! Potrei non avercelo per molto, profetizz
Libby: Cinquecentoventuno pagine di siciliano strettissimo. E
io che sono stata nutrita a Dante!
Non riusc a terminare la relazione prima della domenica seguente,
tardi, nonostante fosse rimasta a casa quasi tutto il fine settimana
e non avesse neanche fatto il cruciverba del Times. Il riassunto
della trama risult breve. Alcune caratteristiche dell'azione
l'avevano sconcertata, nonostante avesse svolto un duro lavoro
con l'atlante e i dizionari della biblioteca pubblica. Aveva descritto
il libro come uno studio dei problemi agrari dell'Italia moderna,
visti sullo sfondo di un passato feudale. Don Alfonso, il protagonista,
rappresentante del vecchio ordine,  in lotta col sindaco del
villaggio, che rappresenta il progresso e l'innovazione. I contadini,
che sono tratteggiati con vigore e parlano un idioma ricco e pittoresco,
che sa di stalla e fienile, sono divisi tra il punto di vista
di don Alfonso e quello del sindaco, don Onofrio. La figlia di don
Onofrio, Eufemia,  trascinata nella lotta politica e viene pugnalata
accidentalmente durante un tumultuoso comizio di piazza. I
contadini la considerano una santa e vogliono venerarne le spoglie.
Il parroco interviene. Compaiono i carabinieri e l'ordine, alla
fine,  ripristinato dopo che si  compiuto un miracolo sulla
tomba di donna Eufemia. Questo succede proprio mentre si celebrano
le esequie di don Alfonso, l'ultimo della sua stirpe, il che
suggerisce un intenzionale simbolismo. C' molto folclore curioso,
ben presentato: in particolare l'arazzo, o meglio il mosaico di
credenze pagane, superstizione cristiana e animismo primitivo, che
risplende oscuramente nelle menti dei contadini, come in un'antica
chiesa male illuminata e infestata dai pipistrelli, col pavimento
sconnesso costellato di consunte e infossate tombe di crociati
normanni e col chiostro incorniciato di pilastri mutili razziati dai
templi greci. La tendenza politica dell'autore non  abbastanza
definita. Da che parte si schiera nella lotta? Con don Alfonso o
col sindaco? Non lo dice, ma per noi lettori sarebbe importante
saperlo. Il posto assegnato al miracolo tende a farci pensare che
parteggi per il sindaco: ergo, con l'Italia dei giorni nostri e col Duce.
I carabinieri appaiono come virtuali liberatori. Se tentiamo di
sbirciare nel calderone di minestra bollente che  questa storia, siamo
respinti dal vapore di un linguaggio pungente e ustionante. Ma
la sottoscritta, in ogni caso, non si  potuta sottrarre al sospetto
che l'autore abbia fatto un'apologia dello stato corporativo. Per
questo motivo, esprimerei un'opinione negativa sulle possibilit
di successo che questo libro avrebbe qui da noi.
Libby aveva spesso sentito la sua zia di Fiesole dire che Mussolini
faceva un gran bene agli italiani; lei stessa da bambina si era
entusiasmata per le parate delle camicie nere in piazza della Signoria.
Ma aveva cercato di vedere il romanzo dal punto di vista
di Mr LeRoy, per via dell'Etiopia e di Hail Selassi e della Societ
delle Nazioni, e, nel complesso, era soddisfatta del suo parto,
quando il luned glielo consegn, soprattutto per come era riuscita
a suggerire che il libro fosse ambientato in Sicilia senza nominare
espressamente l'isola, in caso si fosse sbagliata.
Se ne stava l seduta con le dita intrecciate mentre lui scorreva
rapido la scheda. Sembra proprio un melodramma ributtante,
comment lui, alzando gli occhi dalle prime frasi. Libby non
reag. Lui continu a leggere e all'improvviso le lanci un'occhiata
interrogativa da sotto le folte sopracciglia. Pos la cartellina azzurra,
tir distrattamente il cordino di seta, sollev un afflitto
sopracciglio, come se avesse una nevralgia del trigemino, e si accese
con calma la pipa. Ohi ohi! comment; stava ridacchiando.
Ma che libro ha letto? chiese, e le porse la relazione del
primo lettore: ... un classico troppo poco noto del liberalismo
militante italiano in cui si mescolano piet cecoviana e distacco
ironico... L'autore, che si  assicurato una posizione nella letteratura
italiana con questo solo romanzo,  morto nel 1912...
Libby rimase senza parole. Suono di risa cavernose, disse
infine, azzardandone uno scroscio. Posso spiegare, continu.
Non importa, disse lui. Capisco perch si  ingannata: probabilmente
gli usi e costumi non sono cambiati molto in Italia negli
ultimi cinquant'anni. Mi ha rubato le parole di bocca! 
esclam Libby con impeto, quasi schizzando dalla sedia per il sollievo.
Il tempo nel Mezzogiorno  rimasto immobile. E proprio quello che stavo per dire. Ho pensato che l'autore stesse cercando di
mettere in risalto l'arretratezza. Era parte della sua tesi, appunto.
Oh, ha mai sentito niente di pi buffo? Ma vuol dire che dovr rifare
la scheda. Alla luce di recenti scoperte ah ah. Se me la
rid... Rivolse con ansia il viso acceso verso di lui, rendendosi
conto di essere diventata orrendamente nervosa, che era l'effetto
che avevano su di lei i silenzi pensosi di Mr LeRoy.
Lui sospir. Miss MacAusland, disse, voglio dirglielo con
franchezza: penso farebbe meglio a cercarsi un altro genere di lavoro.
Ha mai pensato di provare con un agente letterario? O con
un rotocalco femminile? Ha un vero talento per la scrittura, mi
creda, e molta grinta. Ma non  tagliata per l'editoria vera e propria.
Ma perch? disse Libby piuttosto calma: ora che il fendente
era stato sferrato, sentiva un autentico sollievo: era solo curiosa
di cosa lui avrebbe detto non preoccupata. Mr LeRoy tir
una boccata dalla pipa: Non so se sar in grado di spiegarglielo,
ho provato a chiarirmi io stesso cosa c' che non va: lei semplicemente
non ha il bernoccolo o magari il buon senso o il fiuto per
pescare un manoscritto adatto alla pubblicazione; diciamo pure
che non  abbastanza cinica. Lei  essenzialmente una simpatizzante.
Ecco perch la vedo bene con un agente letterario. Continua
a dirmi che vuole lavorare con gli autori. Bene,  quello che
fanno gli agenti, lavorano a stretto contatto con loro, soprattutto
se si tratta di roba per riviste; li incoraggiano, li pungolano, dicono
che cosa tagliare, li tengono per mano, li portano fuori a pranzo.
Ma lo fanno anche gli editori, si infil Libby prontamente.
Si era spesso immaginata, con un tailleur e un cappello alla moda,
portare fuori a pranzo gli autori, spesata, e discutere del loro
lavoro bevendo il caff. Sono voci parecchio esagerate, disse
Mr LeRoy. Forse lei pensa che io pranzi ogni giorno con autori
famosi al Ritz. A dire il vero, mangio da solo al distributore automatico
almeno due giorni la settimana: sono a dieta. Oggi, ho pranzato
con un agente una donna in gambissima. Guadagna tre volte
quello che guadagno io. Le sopracciglia ben arcuate di Libby
manifestarono sorpresa e incredulit. E un'altra cosa, Miss
MacAusland. Si sporse in avanti. L'editoria  roba da uomini. La
pubblicazione di libri, intendo. Mi nomini una donna, a parte
Blanche Knopf, che ha sposato Alfred, che abbia sfondato nell'editoria:
le trova ai margini, nella pubblicit e nell'attivit promozionale;
oppure a rivedere i testi o correggere le bozze. Vecchie
zitelle per lo pi, con una matita dietro l'orecchio e la dispepsia.
Abbiamo una fuoriclasse qui, Miss Chambers, che  con
noi da vent'anni. Penso che sia uscita anche lei dal Vassar. O forse
dal Bryn Mawr. Un tipo acido, con un naso lungo e sottile che
t'immagini debba sempre avere una goccia sulla punta, un golf abbottonato,
occhiali con montatura metallica: una brava persona,
intelligente, degna, e sottopagata: una schiava ai remi, detto senza
offesa. No: l'editoria  una faccenda da uomini, a meno che non
ci si arrivi per matrimonio: sposi un editore, Miss MacAusland, e
gli faccia da padrona di casa. O entri in rapporti con un agente. O
si faccia strada nel mondo della carta patinata.
Che bel quadretto mi sta dipingendo, disse Libby pensosa,
il mento appoggiato alla mano. Mi chiedevo... Lascerebbe che
le facessi un'intervista per la rivista delle ex alunne del Vassar? 
Mr LeRoy alz la mano: non penso che sarebbe in linea con la
politica aziendale, disse scontroso. Oh, ma non dovrei per forza
fare il suo nome, se non vuole. Potrei solo prendere qualche appunto
adesso. O meglio, Se lei fosse libero un giorno o l'altro per
un cocktail...? Ma lui scart la proposta con malagrazia. Abbiamo
una riunione del settore vendite questa settimana, Miss
MacAusland. E la settimana prossima, vediamo un po'... diede
un'occhiata al calendario da tavolo: la settimana prossima sono
fuori citt. Si schiar la voce. Pu scrivere quello che vuole naturalmente,
ma preferirei non essere coinvolto. Capisco, disse Libby.
A quel punto fece per alzarsi, ma di colpo si rese conto che stava
accettando docilmente di essere scaricata senza aver sentito una
spiegazione soddisfacente. Mr LeRoy aveva parlato solo in termini
generali, senza dirle con franchezza dove aveva mancato, in modo
da avere la possibilit di correggersi. E se non pensava a qualcosa
in fretta, non avrebbe avuto scuse, tipo l'intervista, per rivederlo.
Cosa si faceva in casi come quello?
Si accese una sigaretta. Non potrebbe farmi provare con qualcos'altro?
Scrivere soffietti editoriali, per esempio: sono sicura che
sarei in grado di farlo. Lui la interruppe: Concordo pienamente
che potrebbe scrivere risvolti e quarte di copertina accettabili; ma
 una delle attivit di routine di questo mestiere, e non d nessun
lustro: ci provano tutti; lo faccio io stesso, lo fanno tutti i redattori,
lo fa la mia segretaria, lo fa il fattorino. Le cose stanno cos,
Miss MacAusland: non abbiamo nessun lavoro per il quale lei sia
qualificata in maniera particolare. Lei  una degli innumerevoli
laureati in lettere che a giugno escono a fiotti dalle universit, tutti
col pallino di entrare nell'editoria. Le loro famiglie li mantengono
per un po', un anno  pi o meno il massimo. Fino a quando
le ragazze trovano qualcuno che se le sposa e i maschi si trovano un altro lavoro.
 la sua opinione, disse Libby,  che io sia solo una di
questi, una di queste orde anonime. Lei  pi perseverante, 
disse lui, con uno sguardo all'orologio e un sospiro. E mi dice
che la sua famiglia non la mantiene. Il che rende la sua perseveranza
pi formidabile. E pare proprio che lei abbia una qualche
misteriosa relazione con la letteratura. Le auguro buona fortuna
E con ci si era alzato in piedi e le stava stringendo con vigore la
mano attraverso la scrivania. La sigaretta accesa le cadde sul tappeto.
Oh, la mia sigaretta! Che orrore! url. Dov'? Non
si preoccupi, disse lui. La troveremo. Miss Bisbee! chiam,
rivolto alla segretaria, che prontamente infil la testa nella stanza.
C' una sigaretta accesa qui dentro da qualche parte. La trovi,
per favore. E si assicuri che Miss MacAusland riceva il suo assegno
per posta. Afferr il cappotto di Libby e lo resse perch
lei se lo infilasse; la segretaria era ginocchioni a setacciare il pavimento;
a Libby girava la testa per lo shock e la confusione. Fece
un passo indietro e ragazze, ve lo immaginate piomb in deliquio
tra le braccia di Mr LeRoy!
Doveva essere stata colpa del surriscaldamento dell'ufficio. La
segretaria di Mr LeRoy dopo le disse che era diventata verdognola
e aveva la fronte imperlata di sudore freddo. Proprio come quel
giorno d'estate quando era svenuta all'improvviso di fronte alla
Nascita di Venere mentre con la zia visitava gli Uffizi. Ma Gus LeRoy
(diminutivo di Augustus) era convinto che fosse stato per via
della fame Libby aveva confessato di non aver mangiato nulla
per pranzo. Insistette per darle dieci dollari di tasca sua e in aggiunta
un dollaro per il tass. Il mattino dopo poi l'aveva chiamata
e le aveva detto di andare a trovare un agente letterario che aveva
bisogno di un aiuto. Cos adesso, udite udite, aveva questo lavoro
super a 25 dollari la settimana, a leggere manoscritti e a
scrivere agli autori e a pranzare coi redattori. Lei e Gus LeRoy erano
amicissimi per la pelle: era sposato, dopo tutto l'aveva saputo dal suo capo.
...
.
...
Capitolo nono.
...
.
...
Gus LeRoy incontr Polly Andrews a una festa da Libby nel
maggio dell'anno successivo. Era il 1936, e met del gruppo era
sposata. Della vecchia cricca, Libby aveva invitato solo Priss, che
non era potuta venire, e Polly e Kay; le altre le aveva pi o meno
perse di vista. Stava servendo un May bowle, un punch freddo primaverile
fatto con Liebfraumilch e fragole fresche e stellina odorosa.
C'era un negozio speciale dove la si poteva trovare, essiccata
e importata dalla Germania; era nella Seconda Avenue, sotto la
sopraelevata, una vecchia e polverosa ditta tedesca con la vetrina
zeppa di vasi e vecchie bilance da speziale e mortai e pestelli. Polly
non poteva non trovarlo, disse Libby al telefono; era giusto dietro
l'angolo, da dove abitava lei, e poteva fermarsi a prendere la
stellina per Libby quando voleva, tornando dal lavoro. Se gliela
portava il giorno prima della festa, sarebbe stato pi che in tempo;
bastava stesse in infusione una notte. Polly lavorava come tecnica
al Cornell Medical Center, dove si occupava soprattutto di
esami per il metabolismo basale, che era la prima cosa che si faceva
in ospedale al mattino, quando i pazienti si svegliavano. Ma il
pomeriggio smontava presto, al contrario di Libby, e per tornare
prendeva spesso la sopraelevata della Seconda Avenue abitava
nella Decima Strada, vicino a St Mark's Place, quasi all'angolo opposto
rispetto a St Mark's-in-the-Bouwerie, dove il pastore, il dottor
Guthrie, celebrava funzioni bellissime, anche se Polly non ne
approfittava mai e passava la domenica mattina a dormire.
L'erboristeria era a nove isolati da casa di Polly; e Polly, che
alla sua maniera morbida, sorridente e ostinata poteva essere pungente,
non manc di farlo notare potevi scommetterci quando
si present con la stellina a casa di Libby. Ma erano nove isolati
corti, tesoro, ribatt Libby, e poi per Polly era stata un'occasione
per prendere una boccata d'aria e fare un po' di movimento. Quando
sent la descrizione dell'amica della farmacopea esposta nel negozio
tutte quelle vecchie erbe e semplici e specifici in grandi vasi
di vetro col tappo e i nomi latini scritti in illeggibili caratteri gotici
a Libby dispiacque di non esserci andata lei, in tass. Ma per
premiare Polly delle sue fatiche, Libby l'aveva invitata a cena in
un posto appena aperto al Village, dopodich erano tornate a casa
e avevano incominciato a preparare il botole e a organizzare tutto
per la festa. Polly aveva la passione dei fiori (quella sera con la
sanguinella di montagna di Libby fece meraviglie), e in cucina era
molto efficiente. Libby l'aveva convinta a preparare il famoso pt
di fegatini di pollo di Mr Andrews, una ricetta che lui aveva portato
dalla Francia, e, dopo aver investito tanto nei fegatini, le stette
accanto mentre Polly li saltava in padella e laboriosamente li
passava al setaccio. Non li hai fatti andare troppo poco? sugger.
Kay dice che lei cuoce sempre tutto quindici minuti di pi
di quanto richiede la ricetta. Libby era scandalizzata dalla quantit
di burro fresco di latteria che Polly poi ci incorpor, oltre al
brandy e allo sherry chiaro che la famiglia Andrews era in bancarotta.
Ma Polly era carina a farlo, e tenace nel fare di testa sua,
una volta che iniziava qualcosa. Tutti gli Andrews erano cos. Mr
Andrews, Polly disse, ci teneva moltissimo a preparare di persona
il brodo e a farlo bollire fino a ottenere la gelatina, ma, grazie al
cielo, questa volta lei accondiscese a usare il consomm Campbell
per spalmare lo stampo; altrimenti sarebbero rimaste in piedi fino
all'alba. Gi cos, quando se ne and, Libby era completamente
sfinita. Solo per passare i fegatini al setaccio ci era voluta quasi
un'ora. Non se ne parlava nemmeno che Polly la aiutasse a lavare
i piatti; il pomeriggio seguente sarebbe venuta una domestica di
colore a pulire e a servire durante la festa.
Per fortuna, per tornare, Polly riusc a prendere l'autobus dell'Ottava
Strada; era una bella scarpinata da casa di Libby, appena
a est della Quinta Avenue, e poi si doveva passare davanti a
un'infilata di magazzini e depositi dall'aria piuttosto sinistra. L'appartamento
di Polly, pur essendo in un isolato abbastanza decoroso,
non era bello come quello di Libby, che aveva i soffitti alti
e un caminetto e finestre che arrivavano fin quasi a terra. In effetti
chiamare quello di Polly un appartamento era una sorta di eufemismo.
In realt si trattava di una stanza ammobiliata con bagno,
con un divano letto, che Polly aveva coperto con una bella
trapunta patchwork di casa sua, con qualche consunta sedia vittoriana
e un buffo tavolo con un ripiano di marmo e gambe a zampa
di leone, un fornelletto a due fuochi e qualche ripiano foderato
di tela cerata blu elettrico in un angolino nascosto da una tenda
bianca, e un frigo che perdeva. Almeno era pulito; la famiglia
presso cui alloggiava era di professionisti (la moglie era anche lei
del Vassar, classe 1918), e Polly aveva fatto amicizia con gli altri
due affittuari due rifugiati, un russo bianco e un ebreo tedesco
socialista e aveva sempre qualche storiella buffa da raccontare
su di loro e le loro violente discussioni. Polly era un'anima pia; tutti
quelli che incontrava le raccontavano i loro problemi e probabilmente
si facevano prestare dei soldi. I suoi per, povera ragazza,
non potevano permettersi di mandarle neanche un centesimo.
Sua zia Julia, che viveva tra Park Avenue e la Settantaduesima, le
aveva regalato delle stoviglie di porcellana e uno scaldavivande,
ma non si rendeva conto di come Viveva il resto del mondo; tanto
per cominciare, aveva problemi di cuore e non poteva salire le scale
di Polly. Ai suoi tempi St Mark's Place era una bella zona, e non
sapeva che le cose erano cambiate. E comunque, l'appartamento
di Polly sarebbe stato del tutto adeguato se lei non avesse avuto
l'abitudine di farsi invadere dagli estranei. L'ebreo tedesco, per
esempio, Mr Schneider, era sempre li a farle piccoli regali, marzapane
colorato a forma di frutta (una volta gliene aveva portato
uno a forma di salsicciotto, cosa che non si sa bene perch l'avesse
tanto deliziata), zenzero ricoperto di cioccolata, un minuscolo
vasetto col trifoglio del St Patrick's Day, e in cambio Polly lo aiutava
con l'inglese, in modo che potesse trovare un lavoro migliore.
Questo significava che quasi ogni sera lui le bussava alla porta.
Libby lo aveva visto una sera un nanerottolo, in pratica, con
una zazzera di capelli grigi crespi e un accento marcato, ma vecchio
abbastanza (Libby fu felice di constatare) per essere il padre
di Polly, se Mr Andrews non fosse stato lui stesso vecchio abbastanza
per essere suo nonno. Da Polly trovavi gli ospiti pi bizzarri,
la maggior parte vecchi come Matusalemme: Ross, la cameriera
della zia Julia, che, bisognava ammetterlo, era una macchietta,
l seduta col suo lavoro a maglia, dopo che aveva portato a Polly le
bistecche di agnello del macellaio di Park Avenue della zia; il russo
bianco, povero diavolo, a cui piaceva giocare a scacchi con Polly;
l'uomo del ghiaccio. Be', forse era un tantino esagerata, ma
Polly aveva una storiella buffissima sull'uomo del ghiaccio italiano,
un vero troglodita, che un giorno lo scorso marzo era entrato
col ghiaccio in spalla ripetendo tacks, e lei gli aveva offerto delle puntine da disegno e lui aveva scosso la testa dicendo No, no, signora, tacks!
NOTA: . La pronuncia di tacks, che vuol dire puntine,  la medesima di tax, che vuol dire tassa. FINE NOTA.
Venne fuori, credetelo o no, che aveva dei problemi
con la dichiarazione dei redditi, che estrasse dalla tasca posteriore
dei pantaloni con la mano callosa solo Polly poteva avere
un uomo del ghiaccio che pagava le tasse. Naturalmente, lei si
era seduta e l'aveva aiutato coi calcoli e le trattenute e le persone
a carico. Eppure, quando una delle amiche le chiedeva qualcosa,
succedeva che arrossisse e dicesse: Libby, ma puoi farlo benissimo da sola.
Di aspetto era un delicato raggio di sole molto chiara, con
capelli biondissimi, color paglierino o della seta grezza, con grandi
occhi celesti, e una pelle nivea, azzurrognola, come il latte scremato;
aveva un mento morbido, pieno, con in mezzo una sorta di
fossetta o di spaccatura, braccia bianche e piene, e una fronte aperta
e spaziosa. Alcuni pensavano che assomigliasse ad Ann Harding,
l'attrice del cinema, ma non era cos alta. Aveva preso a portare i
capelli in trecce puntate intorno alla testa maestosa; pensava fossero
pi in ordine, per l'ospedale, cos raccolti. Il guaio era che la
invecchiavano. Quando Priss aveva avuto l'ultimo aborto, al New
York Hospital, in una camera semiprivata, Polly faceva un salto a
trovarla tutti i giorni, cosa facile per lei, dato che lavorava l; a vederla
in camice bianco e scarpe basse e con quelle trecce da matrona,
l'altra paziente pens che avesse almeno ventisei anni. Aveva
partecipato alla Daisy Chain (e con lei faceva quattro del gruppo
Libby stessa, Lakey, Kay e Polly il che era una specie di
record), ma Libby non era mai stata d'accordo sulla bellezza di
Polly. Era troppo placida e scialba, a meno che non sorridesse. Kay
le aveva assegnato il ruolo della Vergine nello spettacolo natalizio
dell'ultimo anno, che lei aveva diretto, ma questo era stato per tirarla
un po' su dopo che aveva rotto il fidanzamento col ragazzo
della tara ereditaria. In effetti, dietro una facciata placida, Polly
era piuttosto emotiva ma molto divertente, davvero una compagna
deliziosa, con un modo originale di vedere le cose. Tutti gli
Andrews erano originali. Polly si era specializzata in chimica, contando
di fare il medico, ma quando Mr Andrews aveva perso tutto,
naturalmente aveva dovuto rinunciare; per fortuna l'ufficio
per l'orientamento professionale del college l'aveva piazzata al
New York Hospital Cornell Medical Centre. Tutto il gruppo
sperava che incontrasse qualche irresistibile giovane dottore o patologo
che volesse sposarla, ma finora non era successo, o almeno
nessuno ne sapeva niente. Sulle proprie faccende Polly era molto
riservata. A volte sembrava non vedesse nessuno tranne la zia e
quei suoi strani coinquilini e altre ragazze che lavoravano, alcune
delle quali piuttosto deprimenti del tipo, come diceva Kay, con
alle finestre bulbi di narciso bianco che crescevano in sottovasi
comprati ai grandi magazzini. Questa capacit di fare amicizie poco
brillanti, soprattutto del suo stesso sesso, era la faiblesse di Polly.
Quelle che si specializzavano in chimica al college erano un perfetto
esempio di questo, degnissime persone, senza dubbio, ma
purtroppo le studentesse di scienze nell'insieme (e anche di questa
osservazione bisognava rendere merito a Kay) rappresentavano
pi o meno il livello pi basso del Vassar. Di loro, come diceva
Kay, non ci si sarebbe ricordate nella riunione del decennale:
casi patetici con problemi alla pelle e peli superflui, occhiali spessi,
e sempre soprappeso o sottopeso e nomi come Miss Hasenpfeffer.
E di loro che ne sarebbe stato? Sarebbero tutte tornate a
casa e diventate colonne della loro comunit e avrebbero mandato
le proprie figlie a studiare al Vassar per perpetuare la loro specie
oppure si sarebbero date all'insegnamento o alla medicina, e
un giorno magari avresti perfino sentito parlare di loro? La dott.
Elfrida Katzenbach  al Rockefeller Institute Congratulazioni,
Katzy, avresti letto sul giornalino delle ex allieve e Chi era questa?
ti saresti domandata. Per astronomia e zoologia era un po'
diverso Pokey si era specializzata in zoologia e, visto che i miracoli
non finiscono mai, l'anno prima, detto fatto, aveva sposato
un poeta, una specie di lontano cugino che stava facendo un corso
di perfezionamento a Princeton la loro famiglia aveva comperato
loro una casa l, ma Pokey faceva ancora la pendolare con
Ithaca in aereo e aveva sempre intenzione di diventare veterinaria.
Comunque, astronomia e zoologia erano diverse non cos aride,
pi descrittive; e botanica anche. Quanto a grigiore, subito dopo
le studentesse di fisica e di chimica venivano quelle di lingue;
Libby era scampata a quel destino per un pelo. Sarebbero tutte
tornate a casa dove avrebbero insegnato francese o spagnolo al liceo
e avevano dei nomi come Miss Peltier e Miss La Gasa. Polly
aveva le sue seguaci anche tra loro, che venivano perfino invitate
a passare qualche giorno a Stockbridge, per parlare francese con
Mr Andrews. Polly era democratica (tutti gli Andrews votavano
per Roosevelt, essendo imparentati coi Delano), anche se Lakey
diceva sempre che la sua democrazia era tutta di superficie e che
sotto sotto Polly era una snob feudale.
Comunque fosse, Libby vedeva Polly tutte le volte che poteva
e la invitava quasi sempre alle sue feste. Il guaio era che Polly, per
quanto fosse di compagnia meravigliosa se si era da soli con lei,
nelle riunioni pi numerose non brillava. Aveva una voce molto
bassa, come quella del padre, che in pratica sussurrava le sue miti
osservazioni. Se non spiegavi qual era il suo milieu familiare (un
nido di gentiluomini con qualche rotella fuori posto; le sorelle di
Mr Andrews erano tutte state ritratte da Sargent), la gente tendeva
a trascurarla o a chiedere, dopo che se n'era andata, chi fosse
quella ragazza bionda taciturna. Ecco un'altra cosa; se ne andava
sempre via presto a meno che non le si desse qualche compito
per farla sentire utile, come parlare a una persona noiosa.
Bastava dirle di andare in soccorso di qualche babbeo che se ne
stava impalato in un angolo, e Polly lo avrebbe impegnato in un'animata
conversazione e scoperto in lui ogni sorta di cose meravigliose
che nessuno aveva mai sospettato. Ma se le dicevi che qualcuno
era una preda ghiotta, non faceva il minimo sforzo Temo
di doverti presentare le mie scuse, Libby (tutti gli Andrews parlavano cos).
Ma nell'istante in cui iniziava un gioco, fosse poker o attacca
la coda all'asino, Polly era nel suo elemento, felice di distribuire
gettoni o ritagliare pezzi di carta o preparare bende per gli occhi;
era sempre lei il giudice o l'arbitro, quella che decideva le regole
e faceva filare tutti. Anche l, si riconosceva la famiglia Andrews.
Avendo perso il loro patrimonio e attraversato tante difficolt, si
tenevano allegri con sciarade e giochi. Chiunque fosse loro ospite
in quella vecchia bizzarra fattoria, coi suoi grandi caminetti e soffitte
e ripostigli, dopo la cena era inesorabilmente destinato a stare
sotto e rapidamente informato di tutte le regole, e peggio per
chi non le imparava in fretta. Certe sere nel granaio, con le stufe
a cherosene per tenersi caldi, facevano delle sciarade, molto complicate,
in costume. Altre sere giocavano all'assassino, anche se
questo metteva Mr Andrews in forte tensione, scoprirono, perch
a quanto pareva all'ospedale aveva avuto degli attacchi violenti, e
nei giorni pi bui tremava se doveva tagliare lui la carne, a tavola.
Qualche sera giocavano a cache-cache, che era solo la versione
francese del buon vecchio nascondino con regole leggermente
diverse che avevano imparato nel loro chteau in Francia. Oppure
a fantasmi, che la famiglia aveva ribattezzato cocuzza perch
Mr Andrews qualche volta scoppiava in un pianto silenzioso
o rideva in modo strano quando sbagliava a rispondere e gli toccava
dire sono un terzo di un fantasma; cos adesso invece dicevano
sono un terzo di una cocuzza, per dire zuccone. Poi
giocavano a geografia, e l Mr Andrews era un asso, avendo viaggiato
tanto e conoscendo tutte le Y e le K come Ypres, che lui chiamava
Wipers, e Yazd e Kyoto e Knossos. E a una nuova versione
di fantasmi che loro chiamavano il gioco della vecchia
volpe austriaca (Sei una vecchia volpe austriaca? No, non sono
Metternich). Alla famiglia di Polly, cos intelligente, questi
giochi a indovinare piacevano quasi pi di tutto, insieme alle sciarade,
ma ne facevano anche di sciocchi, come  arrivato un bastimento
carico di... E nelle giornate di pioggia c'erano gli scacchi
e la dama e parcheesi; avevano dovuto rinunciare al monopoli
(qualche amico gentile gliene aveva regalato una scatola), sempre
perch a Mr Andrews, povero caro, faceva tornare alla mente i
suoi investimenti. Quando dovevano prendere una decisione comune,
come dove mandare il giovane Billy all'universit o cosa cucinare
per la cena di Natale, ricorrevano solennemente alle sortes
virgilianae, con la vecchia Eneide di Mr Andrews; l'idea era che i
ragazzi diventavano membri votanti della famiglia quando erano
in grado di tradurre il latino pensa un po'! Poi i bambini organizzavano
cacce al tesoro, che avevano per premio puntaspilli e calendari
fatti in casa e un singolo bulbo di amarillide, al posto di
giocare a caccia alla volpe, tanto non si potevano pi permettere i
cavalli, ma solo qualche mucca e qualche gallina; un inverno si erano
dati all'allevamento del maiale. Polly una volta andava a caccia
montando all'amazzone, e aveva ancora la sua tenuta da cavallerizza
e gli stivali e la bombetta, che si port appresso a Princeton
quando Pokey si ricord di invitarla (Pokey aveva le sue scuderie
e i suoi fine settimana di caccia); aveva dovuto rinunciare alla giacca,
perch era un po' ingrassata rispetto a quando aveva diciotto anni,
ma dicevano che era sempre graziosissima, con la sua pelle
bianca e i capelli biondi, con l'abito nero da cavallerizza con la
gonna lunga e il fazzoletto al collo. Il nero era il suo colore.
Durante la settimana si vestiva in modo molto semplice, con
vecchi maglioni e gonne scozzesi e scarpe basse. Ma per la sera,
come oggi, aveva un bel vestito di crespo nero, con una profonda
scollatura merlettata, e una fascia in vita con le frange, e aveva due
cappelli neri a tesa larga, uno per l'inverno e uno per l'estate. Quello estivo, che portava oggi, era di paglia traforata guarnita di pizzo
nero. Il crespo dell'abito era un po' stinto (ahim, col crespo
nero succedeva), ma faceva risaltare il collo bianco bel tornito, il
mento morbido e il petto; si era acconciata i capelli in un grosso
nodo basso, sul collo, che le donava molto di pi. Harald Petersen
disse che sembrava un Renoir. Ma Libby pensava piuttosto a un
Mary Cassatt. Quanto a lei, era in taffett marrone accollato (il
marrone era il suo colore) con orecchini di topazio per far risaltare
i riflessi dorati dei capelli e degli occhi. Pensava che Polly, a cui
non rimaneva pi neanche un bel gioiello, avrebbe potuto appuntarsi una rosa bianca sul corpetto.
Libby aveva dosato con attenzione gli ospiti; un po' di Vassar,
un po' di editoria, la sorella e il marito, appena tornati dall'Europa,
un po' di Wall Street, un po' di teatro, una scrittrice, un tipo
dell'Herald Tribune, una tizia del Metropolitan. E cos via,
non aveva invitato tutti quelli dell'ufficio, perch non era quel genere
di festa. Un bel pot-pourri, comment la sorella, socchiudendo gli
occhi ametista, ma lei era sempre stata critica sulle aspirazioni di
Libby. Proprio un'arca di No! sogghign il marito. Mostraci
il tuo serraglio, Lib! Non mancava mai di prenderla in giro per
via della sua vita letteraria. Libby di solito stava al gioco, ma
oggi aveva altro per la testa. Voleva che la sorella e il marito facessero
colpo sulla sua ultima fiamma. Si chiamava Nils Aslund;
lo aveva incontrato lo scorso inverno in treno, andando a sciare.
Lui faceva salto con gli sci da Altman's ed era un autentico barone
norvegese! Il cognato, che stava ingrassando in maniera eccessiva,
quasi soffoc per un grumo del pt di Mr Andrews, quando Nils
fece il suo ingresso, con addosso un magnifico completo fumo di
Londra, e si chin a fare il baciamano alla sorella si faceva solo
con le donne sposate, aveva spiegato a Libby. Aveva maniere squisite
e una figura meravigliosa e ballava divinamente. Perfino la sorella,
dopo avergli parlato per un po', dovette ammettere che era
un tipo raffinato. Parlava un inglese quasi perfetto, con appena
una traccia di accento straniero; aveva studiato letteratura inglese
all'universit, e pensate, prima di conoscere Libby aveva letto
la sua poesia su Harper's e se ne ricordava. Avevano gli stessi
interessi; Libby era quasi certa che le avrebbe chiesto di sposarla,
che era in parte la ragione per cui aveva deciso di dare questa festa.
Voleva che lui la vedesse nel suo ambiente: ecco il perch dei
fiori di sanguinella, ragazze. Non l'aveva mai fatto salire in casa,
prima; con questi europei, non sapevi mai che idea si facevano.
Ma a una festa, con qualcuno della famiglia presente, era diverso.
Dopo, l'avrebbe invitata fuori a cena, ed era l, si aspettava lei, se
tutto andava per il verso giusto, che glielo avrebbe chiesto. Anche
suo cognato doveva aver fiutato qualcosa. Allora, Lib, disse,
ha un lavoro redditizio? Libby gli rispose che si occupava delle
piste da sci da Altman's; era venuto in America per studiare
economia. Un posto un po' strano per iniziare, comment il
cognato con aria perplessa. Perch non Wall Street? E sogghignando
aggiunse: Be', certo che sei in gamba a pescarli. Ma
detto sul serio, Lib, questo socialmente lo mette sullo stesso piano
di un giocatore di golf professionista. Libby si morse il labbro.
Aveva temuto questa reazione, da parte della famiglia. Ma
represse l'irritazione e il disappunto; se lei accettava Nils, decise,
poteva porre come condizione che si trovasse un altro lavoro.
Forse potevano aprire un rifugio nei Berkshire; un'altra ragazza
del Vassar e il marito l'avevano fatto. E un'altra coppia aveva un
ranch all'Ovest. Era solo questione di aspettare fino alla morte
di suo padre, e allora sarebbe tornato a casa ad amministrare i domini aviti...
Con tutto questo in testa, non fa meraviglia che Libby, nel clou
della festa, si fosse dimenticata di tenere d'occhio Polly e di assicurarsi
che stesse socializzando. Quando le cose si calmarono un
po', non si pu immaginare la sua sorpresa nel trovarla immersa in
una fitta conversazione con Gus LeRoy, il quale, arrivando, aveva
detto di potersi fermare solo un attimo. Libby non scopr mai
chi li aveva presentati. Erano in piedi vicino alla finestra, che guardavano
le cocorite di Libby. Polly dava loro da mangiare pezzetti
di fragola dal bicchiere (i poveri pennuti sarebbero finiti ubriachi
fradici di Liebfraumilch), e Gus LeRoy le parlava alla velocit della
luce. Libby diede di gomito a Kay. I seni biancoazzurri di Polly
erano piuttosto in evidenza, e questa era probabilmente la fonte
di attrazione, e i suoi capelli paglierini, che tendevano a essere indocili,
tanto erano sottili, sfuggivano un po' dalle forcine dietro, sulla nuca.
Libby incominci a raccontare a Kay la storia di Gus LeRoy.
Il suo barone gironzolava l accanto, e lei gli fece segno di unirsi a
loro. Stiamo profetizzando una storia d'amore, spieg. Gus
veniva da Fall River dove i suoi avevano una tipografia. Lui e la
moglie erano separati, e avevano un figlio di circa due anni e mezzo,
Augustus LeRoy IV. La moglie insegnava in una scuola progressista
ed era iscritta al Partito comunista; aveva una relazione
con uno della sua cellula e per questo Gus l'aveva lasciata. Fino
adesso, era stato anche lui piuttosto sinistrorso, ma non si era mai
iscritto al Partito, e aveva portato alla casa editrice vari autori importanti
che simpatizzavano per i comunisti, ma adesso i comunisti
lo snobbavano perch voleva divorziare dalla moglie e fare il
nome dell'altro uomo, cosa che loro chiamavano tattica scissionista
o qualcosa del genere. Nils  un socialdemocratico, aggiunse
con un sorriso. No, no, disse il barone. Da studente,
s. Adesso sono neutrale. Non neutro. Esplose nella sua risata
gioviale, da bambino, e guard di sottecchi Libby. La ragione per
cui Libby aveva saputo di tutto questo, continu lei, fulminandolo
con uno sguardo di rimprovero, era che proprio nel suo ufficio
c'era una comunista dichiarata; una ragazza molto bruttina, un armadio,
che non aveva di meglio da fare che ubriacarsi da sola, la
sera, o andare alle riunioni del Partito. Questa ragazza, o donna
(doveva avere quasi trent'anni), conosceva la moglie di Gus LeRoy.
Donne brutte, si capisce! disse il barone, con un'espressione
sprezzante. Per quelle  come la chiesa. Libby esit. La
storiella che le era balenata per la mente era un po' spinta, ma a
Nils sarebbe servita da antifona. Mi permetto di dissentire, caro
signore. Dovreste sentire la cosa orribile che  successa l'altra
sera a questa ragazza. Tutto un altro paio di maniche rispetto alla
Girls' Friendly Society o alla Altar Guild of St Paul. E a me tocca
sobbarcarmi il suo lavoro finch non la dimettono dall'ospedale.
Quattro denti rotti e una mascella fratturata. Questo ci ha guadagnato,
a essere comunista. Picchettaggio! esclam Kay. Hai
sentito che Harald l'altro giorno ha organizzato dei picchetti? 
Libby scosse la testa. Tutto un altro paio di maniche, ripet Libby.
Questa ragazza non vi dir il nome in quanto comunista 
molto vicina ai lavoratori. Punto due: beve. Dovreste sentire l'alito
che ha, certe mattine. Be', una sera in realt  passato pi
di un mese; vi ricordate quell'ondata di freddo a fine marzo? insomma,
stava tornando a casa in tass, dopo aver alzato un po' il
gomito in qualche bar, e ha attaccato bottone col tassista incominciando
a commiserarlo per la sua dura sorte, naturalmente, e
tutti e due hanno accennato a quanto faceva freddo. Lei aveva notato
o almeno cos l'ha raccontata che lui non aveva un cappotto
n un giaccone. Cos, come tra compagni, lo ha fatto salire
per un bicchiere, per scaldarsi un po' Kay trattenne il respiro;
Libby annu. Vari altri ospiti si avvicinarono per ascoltarla; la sua
abilit di narratrice era famosa. Forse aveva pensato che essere
cos bruttina fosse una specie di protezione, prosegu Libby.
Ma lui aveva altre idee per la testa. E supponeva ce l'avesse anche
lei. Cos, dopo aver bevuto le ha fatto delle avances. Lei, spaventatissima,
lo ha respinto. L'unica cosa che poi si ricorda  di
essersi risvegliata sul pavimento in una pozza di sangue, coi denti
sparsi dappertutto e la mascella rotta. Lui se l'era squagliata, ovviamente.
Ma l'ha... No, disse Libby. Pare di no. E non
ha rubato niente. La borsetta era ancora l vicino a lei, per terra.
Il mio capo voleva che andasse alla polizia. E anche quelli
dell'ospedale. Hanno dovuto ricucirle la mascella con del filo di ferro,
e ci vorranno anni per pagare le cure dentistiche. Ma lei non ne ha
voluto sapere di fare una denuncia.  contro i principi comunisti,
sembra, chiamare la polizia contro un lavoratore. E lei, con le
mascelle bloccate,  riuscita a dire che era stata colpa sua. Giustissimo, 
comment Nils con tono fermo. Era lei in torto. Oh
be', io non sono per niente d'accordo, esclam Kay. Se ogni volta
che qualcuno ti fraintende avesse il diritto di spaccarti i denti...
O se ogni volta che cerchi di essere carina la cosa viene presa
in un altro senso... Le ragazze non dovrebbero tentare di fare le
carine coi tassisti. disse Nils. Ecco la vecchia Europa che
parla, replic Kay. Io sono sempre gentile coi tassisti.
E non mi  mai successo niente.
Davvero, mai? disse la sorella di Libby,
guardando Kay con una cert'aria di commiserazione. Be', per
la verit, disse Kay, una volta uno ha tentato di infilarsi vicino
a me sul sedile dietro. Oddio! disse Libby. E tu che cos'hai
fatto? L'ho convinto a non farlo, disse Kay. Il barone rise
di gusto; evidentemente aveva capito che Kay era una polemista
inveterata. Ma Kay, figlia mia, tu che cos'avevi fatto per
incoraggiarlo? disse Libby. Nulla di nulla, disse Kay. Stavamo
parlando, e tutto a un tratto lui mi ha detto che ero bella e
che gli piaceva il profumo che avevo addosso. E ha fermato l'auto
ed  sceso. Un uomo di buon gusto. Non credi, Elizabeth? 
Nils parlava di Kay, ma coi suoi ardenti occhi azzurri guardava
dritto in fondo a quelli di Libby, fino a farle tremare le ginocchia.
Dopo, la discussione si fece generale. Kay voleva raccontare
del picchettaggio di Harald. C'era la sua foto sui giornali, dichiar.
Libby sospir, per la sorella e il marito. Ma la storia si rivel
avvincente, per niente una delle solite solfe. A quanto pareva
Harald stava curando una regia per un gruppo di sinistra, gi
in centro. Era una di quelle cose in cui ci si spartiscono gli utili,
tipo cooperativa, ma in realt manovrate dai comunisti, dietro le
quinte, come a tempo debito aveva scoperto Harald. Era una pice
sul mondo del lavoro, e il pubblico era formato quasi esclusivamente
da comitive di simpatizzanti sindacali. Cos quando Harald
ha scoperto che i comunisti che stavano nell'amministrazione
falsificavano i conti, ha organizzato gli attori e li ha convinti a
fare un picchetto tutt'attorno al teatro. Il tipo dell'Herald Tribune 
si gratt la mascella. Me lo ricordo, disse guardando
Harald con curiosit. Il vostro giornale ha minimizzato tutta la
faccenda, disse Kay. Anche il Times. Per via degli inserzionisti? 
sugger la scrittrice. Harald scosse la testa e si strinse
nelle spalle. Va' avanti, se proprio devi, disse a Kay. Be',
quel tipo di pubblico non avrebbe mai forzato il picchetto, ovviamente,
anche se non avesse coinvolto la maggioranza degli attori.
Cos quelli dell'amministrazione hanno dovuto accettare su due
piedi di mostrare i libri contabili ogni settimana a un comitato di
attori, presieduto da Harald. Allora sono rientrati tutti in teatro.
E lo spettacolo  andato avanti! concluse Harald, con uno svolazzo
ironico della mano. Cos ce l'ha fatta, osserv Nils. Molto
interessante. In pratica, disse Kay, gli attori prendevano ancora
solo i 40 dollari di minimo sindacale, perch lo spettacolo non
andava bene. Ma in linea di principio, disse Harald asciutto,
 stata una famosa vittoria. Il suo viso scheletrico aveva un'aria triste.
Non beveva, not Libby; forse l'aveva promesso a Kay. Poverino,
il suo dramma alla fine non era stato messo in scena, perch
la moglie del produttore di colpo aveva chiesto il divorzio, proprio
mentre stavano assegnando le parti, e aveva ritirato i suoi soldi;
c'era una causa in corso, a cui lo spettacolo di Harald era in qualche
modo legato. Harald non era mai stato particolarmente amato
dalla famiglia di Libby. Dicevano che non faceva che andare a
letto con altre donne, e che Kay o non lo sapeva oppure non gliene
importava, tanto era ancora dominata da lui sul piano intellettuale.
Ma oggi aveva assolutamente stregato Nils, parlandogli un
po' in norvegese e recitando qualche verso di Peer Gynt (che va pronunciato
Per Ghint), cui Nils si era unito. Un tipo delizioso,
Petersen, disse Nils a Libby. Hai degli amici davvero simpatici.
E perfino la sorella osserv che era un brutto che piace.
Per tutto quel tempo, Polly e Gus LeRoy erano rimasti in piedi
vicino alla finestra, senza prestare orecchio alla conversazione.
I loro bicchieri di vino erano vuoti. Polly era molto morigerata, a
causa dei casi di alcolismo in famiglia (uno dei suoi zii era entrato
a cavallo, da ubriaco, nel Copley Plaza, a Boston), ma in genere
faceva un'eccezione per il vino e per i liquori stravaganti come il
Goldwasser e quello che aveva una pianta che cresceva dentro la
bottiglia. Libby fluttu verso di loro e prese i bicchieri per riempirli.
Credo lui la stia invitando a cena, rifer poi a Kay. E,
bada bene a quel ti dico, lei gli dir di no. Trover qualche assurda ragione per tornarsene a casa.
E infatti, di l a poco, Polly present le sue scuse chiedendo
se poteva avere un po' di bollile da portare a casa per quel Mr
Schneider. Libby alz le braccia al cielo. Ma perch? voleva
sapere.  perfettamente in grado di girare l'angolo e andare da
Luchow se vuole un bicchierino di punch di maggio. Perch devi
portarglielo tu? Polly arross. Temo sia stata una mia idea. Quando
ho portato a casa la stellina odorosa gli ho detto del botole. E lui
e Mr Sherbatyeff hanno avuto una violenta discussione patriottica
su cosa mettere nei punch al vino bianco. Mr Sherbatyeff  per
la scorza di cetriolo, usc nel suo rapido sorriso ironico.
Comunque, mi sono offerta di portarne a casa un assaggio del tuo. Se
ne hai a sufficienza, Libby. Libby diede un'occhiata alla coppa
del punch, facendo i calcoli; ce n'era ancora un terzo, e gli ospiti
si stavano assottigliando. Domani non  pi buono, aggiunse
Kay, senza tatto. Le fragole andranno a male. A meno che tu
non le scoli... Se hai una bottiglia del latte posso metterlo l, 
insistette Polly, oppure in un vecchio vasetto di maionese
Libby si morse le labbra. A differenza di Polly, lei non aveva tutta
quella pazienza con persone del tipo del rifugiato tedesco che
aveva nostalgia del suo antico paese e delle buone vecchie usanze
tedesche. Lei e Polly ne avevano gi discusso in passato, e Polly
aveva detto che era il loro paese, ma Libby aveva replicato che
avrebbero dovuto adattarsi all'America. E, in tutta franchezza,
pensava fosse piuttosto sconveniente che un ebreo tedesco fosse
un tale fanatico dei prodotti della Germania; in fondo c'era gente
che riteneva che anche gli americani avrebbero dovuto boicottare
i prodotti nazi. Anche Libby probabilmente sarebbe stata criticata
per aver servito del Liebfraumilch alla sua festa. Gus LeRoy,
not, aveva recuperato il cappello ed era l in piedi in attesa di salutarla, immaginava.
Aveva paura che la sua irritazione si notasse. Ecco, aveva
voglia di dire, Polly ha la possibilit di andare con lei fuori a cena
in qualche posto carino e invece torna a casa da quei suoi coinquilini
per una sciocca promessa che ha fatto! Non  irragionevole?
Inoltre a nessun uomo, neanche a un sinistroide snob piacerebbe
una donna che se ne va in giro portando roba da bere in
vecchie bottiglie del latte avvolte in sacchetti di carta. Libby si rivolse
a Polly: Non puoi portarlo a casa in autobus. Spander.
Gus LeRoy fece un passo in avanti. La accompagno io in tass, Miss MacAusland.
Libby si sventagli. Vieni in cucina, disse a Polly. Doveva
parlarle a quattr'occhi. Senti, Polly, disse, a me non secca
darti il bowle. Dopotutto sei stata tu a procurarmi la stellina odorosa.
Ma ti prego, ti prego, evita di portare Gus in quella tua specie
di stanza e di presentarlo a tutti quegli strambi personaggi. Fallo
per me, se non vuoi farlo per te, Quello che Libby intendeva
era che la vita bizzarra della pensione in cui viveva Polly era un
argomento divertentissimo se si trattava di discorrerci sopra tra
ragazze mangiando un boccone, ma che un uomo, a sentirsela raccontare
o peggio a vederla coi suoi occhi, avrebbe semplicemente
pensato che eri alla ricerca disperata di qualcuno, se l'alternativa
era ricadere l dentro. A un uomo, qualsiasi uomo, piaceva immaginare
che tu fossi corteggiata da ogni sorta di affascinanti rivali...
Libby aggrott la fronte. No, non era esattamente questo il
suo pensiero. Cosa c'era in quei pensionanti, in quella casa con la
facciata di pietra scura, perfino nella passatoia sulle scale, nel piccolo
vassoio di Polly coi bicchierini da liquore picchiettati di pagliuzze
luccicanti e con l'orlo dorato che si stava scrostando, nella
giacca da camera di Mr Sherbatyeff, cosa c'era in tutto questo
che avrebbe mandato all'aria i piani di qualsiasi ragazza con qualsiasi
membro normale del sesso opposto, come le diceva il suo istinto
femminile? Quasi che una visita a quella casa svelasse qualcosa
di orribilmente personale su Polly, una sorta di odore. L'odore della
povert? Ma magari a Gus LeRoy quello sarebbe piaciuto. No;
l'odore di chi ha visto giorni migliori. Ecco cos'era. Era quello che
tutte quelle cose la casa, i coinquilini, e Polly stessa, purtroppo
avevano in comune. L'aver visto giorni migliori, non saper pi fare
le distinzioni fondamentali, non nutrire pi nessuna vera ambizione.
E anche aggrapparsi a certe forme funeree di felicit, come
le palle aromatiche che Polly confezionava come regalo di Natale
arance trapunte di chiodi di garofano e spolverate di radice
macinata di iris fiorentina da appendere negli armadi legate con
dei nastri o con le quali profumare i cassetti. In effetti, quelle palle
aromatiche erano sciccosissime, un regalo originale che non costava
quasi niente. Libby si era segnata la ricetta nell'apposito quaderno
rilegato in pelle di Firenze e aveva intenzione di chiedere a
Polly di aiutarla a confezionarne qualcuna, per il prossimo Natale.
Ma per qualche ragione Libby avrebbe potuto farlo senza problemi,
e invece Polly...? Era strano, ma Libby avrebbe potuto perfino
vivere in quella casa di stanze in affitto, anche se certo non
l'avrebbe fatto; avrebbe potuto dire che stava raccogliendo materiale per una storia...
Non era nei miei piani, Libby, rispose Polly, piuttosto piccata.
Comunque, lasciamo perdere il botole. Ti prego. Adesso
non fare la difficile, disse Libby. Ida, scusi, chiam la cameriera,
porti a Miss Andrews quel piccolo shaker di vetro. Lo
riempia dalla coppa del punch, e controlli che sia pulito, per piacere.
Forse Miss Andrews gradisce anche un po' di pt. Davvero
non ne vuoi? si volt rapida verso Polly. E adesso cosa fai?
Ti porter fin sotto casa... A forza di interrogarla, Libby stabil
che Polly aveva intenzione di depositare il botole a casa sua e che
poi lei e Gus LeRoy sarebbero andati a cena in quel famoso ristorante
yiddish appena dietro casa di Polly il Caf Royal, dove andavano
tutti i divi dell'Yiddish Theatre e i giornalisti della stampa
ebraica. Di chi  stata l'idea? Sua? Mia, ho paura, disse
Polly. Non  certo un posto tranquillissimo. Sciocchezze, replic
Libby.  perfetto. Piuccheperfetto. Polly aveva avuto
davvero una bella pensata, dato che con Gus era cos difficile parlare,
scegliendo un posto dove non potevi far altro che guardare
gli altri avventori senza doverti sforzare di fare conversazione. Lei
stessa era andata in brodo di giuggiole quando Polly l'aveva portata
l, una sera, a guardarsi intorno senza ritegno, curiosando, e
a farsi dire chi erano tutte le celebrit (ognuno di loro era un nome
per i correligionari, il che dimostrava la vanit della fama),
esplodendo in deliziati gridolini all'arrivo del cibo, fino a quando
Polly le aveva detto di smettere, sostenendo che essere guardati
come delle attrazioni da circo li avrebbe infastiditi, quando era palese
a chiunque che era proprio questo il motivo per cui erano venuti
qui: per esibirsi. No,  perfetto, disse con aria pensosa
puntandosi l'indice sulla guancia. E cosa ordinerete? Quel fantastico
bortsch rosso che abbiamo preso noi, con dentro la patata
lessa...? Non ci ho pensato, Libby, disse Polly, prendendo dalle
mani della cameriera lo shaker riempito. Ida adesso te lo incarter.
Va' alla mia toilette adesso e sistemati un po' i capelli.
Sospinse con dolcezza alcune forcine argentate di Polly dentro il
nodo di capelli all'attaccatura del collo ben tornito e poi fece un
passo indietro per esaminare il profilo: Polly avrebbe dovuto tener
d'occhio il mento. Serviti pure di profumo dal mio spruzzatore
Mentre Polly se ne andava, seguita da Gus LeRoy che cincischiava
imbarazzato coi baffi per poi, all'improvviso, balzare
avanti e sistemarle sulle spalle seminude la stola di vecchia volpe
argentata della zia Julia, Libby si fece avanti e strapp a Polly la
promessa di tornare la sera dopo a riportare lo shaker, perch forse
ne avrebbe avuto bisogno; cos, Libby avrebbe potuto sentire il seguito.
Kay e Harald si congedarono; andavano a mangiarsi un hamburger
prima dello spettacolo. Harald andava tutte le sere al teatro,
per controllare i locali e assicurarsi che gli attori recitassero
ancora le loro parti secondo la sua regia. Qualche volta Kay lo accompagnava
e aspettava in uno dei camerini. All'odore del cerone, 
spieg Libby, scalpita. Non puoi tenerla lontana da dietro
le quinte. All'universit faceva la regista. Ci fu uno di quei
silenzi che calano verso la fine di una festa. Alcuni ospiti
indugiavano, senza rendersi ovviamente conto che Libby doveva uscire a
cena con Nils. Oh, rimanete ancora un po', insist con la tipa
del Metropolitan, che si risedette obbediente; Libby odiava la sensazione
di una stanza che si svuota troppo in fretta, come se ognuno
avesse paura di essere l'ultimo ad andarsene. Fuori era ancora
chiaro, una perfetta serata di maggio. I fiori bianco-verdi della sanguinella
impallidivano nell'angolo ombroso; le alte bottiglie di vino
del Reno proiettavano bagliori verdi e oro sul drappo di damasco
che ricopriva il tavolo del punch; la stanza era pervasa di un
profumo di fragole e mughetti Nils gliene aveva portati un mazzetto.
Ida era pronta ad andare via, con la sua borsa a tracolla nera;
Libby la pag e in un accesso di follia primaverile le disse di
portarsi a casa il pt rimasto. Sei generosa, disse Nils. Con
la cameriera e con la tua amica. La ragazza del Liebfraumilch.
Cos anche lui aveva notato il seno di Polly in bella mostra. Libby
fece una risata incerta. Il modo in cui era stato pronunciato generosa
l'aveva messa un po' a disagio. La donna del Metropolitan
Museum si sporse in avanti: A proposito di Liebfraumilch,
qualcuno di voi ha presente quel buffo Tintoretto della National
Gallery? La via lattea? Un'idea davvero lambiccata. Nessuno
cap. Quando rimaniamo soli? mormor Nils all'orecchio di Libby.
La cosa si verific prima di quanto Libby si aspettasse. Tutto
a un tratto, gli altri ospiti, vedendo che lui le sussurrava qualcosa,
si alzarono e se ne andarono. L'attimo prima erano l, l'attimo dopo
erano scomparsi. Lui si volt verso di lei. Prendo lo scialle, 
disse lei in fretta. Ma lui le prese la mano. Non ancora, Elizabeth.
Perch lasci che ti chiamino con quell'orribile soprannome?
Non ti piace? Mi piace Elizabeth, dichiar. Mi piace molto.
Troppo. La tir verso di s, le fece piegare la testa e la baci.
Libby rispose; aveva sognato questo momento cos spesso che sapeva
esattamente come doveva essere la sua testa che si arrovesciava
all'indietro, come un calice, per ricevere le labbra di lui, le
narici vibranti, gli occhi chiusi. Le labbra di Nils erano morbide e
calde, a differenza di quello che aveva immaginato, perch aveva
sempre pensato a lui in maglione da sci, bello e gelido, coi capelli
biondi scarmigliati dal vento sotto la visiera del berretto. La pelle
sottile del viso era tesa, sugli zigomi arrossati, e lei avrebbe supposto,
con tutta quella vita all'aria aperta, che avesse labbra rigide
e coriacee. Sfregava la bocca avanti e indietro sulla sua, delicatamente.
Poi le prese il mento, la guard negli occhi e la baci
con passione, togliendole il fiato. Libby vacill un po' e si liber.
Elizabeth! disse, e di nuovo la tir a s e la baci con grande
dolcezza, mormorando il suo nome. Nel giro di un minuto o di
ore, davvero non avrebbe saputo dirlo sent i denti grandi di lui
premere con forza contro la sua bocca chiusa. Lei di nuovo si
stacc, vacillando ancora. Tent di ridere. Non parlare, disse
lui. Lei tir la catenella della grande lampada da tavolo di ottone,
perch si stava facendo buio, appoggiandosi al tavolo col palmo di
una mano, mentre con l'altra si riavviava nervosamente i capelli.
Lui le si avvicin e le circond le spalle col braccio, in modo che
potesse abbandonarsi a lui, la fronte contro la sua guancia; lei calcol
che era circa dieci centimetri pi alto una differenza perfetta.
L in piedi, immobile, Libby si sentiva benissimo; il tempo
volava. Poi lui la gir piano verso di s, e prima che lei se ne rendesse
conto le aveva infilato la lingua in bocca e la spingeva contro
la sua. Aveva una lingua molto decisa e puntuta. Dammi la
lingua, Elizabeth. Dammi un bacio con la lingua. Piano e con riluttanza,
lei alz la punta della lingua e tocc la sua; un fremito di
fuoco le guizz dentro. Le loro lingue giocarono insieme nella bocca
di lei; lui tent di attirare la lingua di Libby, succhiandogliela,
dentro la propria bocca, ma lei non lo permise. Un campanello d'allarme
la avvert che si erano gi spinti troppo in l. Questa volta
lui lasci di buon grado che si scostasse; lei fece un sorriso vitreo.
Dobbiamo uscire, disse Libby. Nils fece scorrere la sua bella
mano curata su e gi sulla manica di taffett stretta e lunga. Bella
Elizabeth. Deliziosi muscoli ben torniti. Sei una ragazza forte,
non  vero? Forte e passionale. Libby si sent cos lusingata che
gli consent di baciarla ancora un po'.
Poi lui si allontan, abbass le veneziane e la guid verso il divano.
Vieni qui, Elizabeth, disse disarmante, Leggiamo un po'
di poesia e beviamo un sorso di vino. A questo Libby non poteva
opporsi; lasci che prendesse l'Oxford Book dallo scaffale della
poesia e che riempisse fino all'orlo di Liebfraumilch due bicchieri
da una bottiglia nuova, che stapp. Venne a sedersi vicino a lei
sul divano. Skoal, disse lui. Fanciulla del Reno! Libby ridacchi.
Shakespeare, se ne usc lei repentinamente, mor di
un'indigestione di vino del Reno e aringa marinata. Nils sfogli
il libro, aggrottando la fronte; i versi preferiti di Libby erano sottolineati,
e i margini erano picchiettati di punti esclamativi e interrogativi.
Ah, eccola qui! esclam. E incominci a leggere
ad alta voce. Il pastore appassionato alla sua bella, Vieni a vivere
con me e sii il mio amore / E proveremo tutti i piaceri... Eccetera;
Libby si sentiva un filo imbarazzata; quella poesia era cos trita e
ritrita la sapeva a memoria da quando aveva sedici anni.
Quando fin, si sporse verso di lei e la baci famelico. Oh,
ma scommetto che non conoscete la risposta, signore, disse lei
ridendo e divincolandosi. La pastorella risponde, Sir Walter
Raleigh. E incominci a recitare a memoria.
Se giovani fossero il mondo e l'amore, / e verit ci fosse sulla lingua di ogni pastore... /
allora queste delizie mi muoverebbero forse / a vivere con voi ed
esser vostra. La voce le manc, mentre lui la fissava. Le tue
labbra di corallo e gli occhi ambrati... Come faceva? La conclusione
era che Raleigh, parlando a nome della pastorella, rifiutava
il gentile invito del pastore. Dammi il libro, lo supplic.
Nils chiese in compenso un altro bacio pi lungo. Quando le cedette
il libro Libby era stremata. Le accarezzava i capelli mentre
lei scorreva l'indice, in cerca di Raleigh; le pagine rimanevano fastidiosamente
attaccate una all'altra. Tentava di ignorare la sua
mano, che aveva raggiunto la nuca e giocava col colletto, e di concentrarsi
sulla ricerca della poesia. Tutto a un tratto, sent aprirsi
uno degli automatici sul dietro del vestito.
A quel lieve rumore, tutte le facolt di Libby si allertarono; la
spina dorsale le si irrigid. Strabuzz gli occhi. Deglutiva e il pomo
d'Adamo si muoveva su e gi. Libby si stava rendendo conto
che Nils aveva intenzione di sedurla. Il libro le cadde in grembo
aprendosi da solo. Doveva essere l'approccio europeo. Quei baroni
e conti ricorrevano a manovre cos ovvie che uno pensava che
non le avrebbero mai tentate. Oh, povero Nils, come stava precipitando
nella sua stima. Se solo avesse capito quanto appariva antiquato!
Subdolamente si apr un altro automatico. Libby non sapeva
se ridere o arrabbiarsi. Come mostrargli il suo errore, senza
ferirlo, in modo da poter ancora andare a cena con lui? I suoi sensi
avevano smesso di palpitare, come un orologio che di colpo non
ticchetta pi; il suo sangue era assolutamente muto. Lui, come accorgendosi
della variazione di temperatura, le fece voltare la testa
verso di s e la fiss negli occhi. Libby deglut di nuovo. Quando
la tir a s e la baci, lei tenne i denti stretti. Questo avrebbe dovuto
dargli un segnale. Fanciulla di ghiaccio, disse lui con tono
di rimprovero. Basta, Nils, disse lei, tentando di suonare
pi amichevole di quanto non si sentisse. Piant decisa i piedi sul
pavimento, chiuse il libro, e fece per alzarsi. Ma tutto a un tratto
lui la strinse in una morsa d'acciaio e la spinse di spalle sul divano.
Baciami, disse brusco. No, non cos. Dammi la lingua.
Libby ritenne pi saggio assecondarlo. Era spaventosamente forte;
lei si ricord con orrore di aver sentito raccontare che gli atleti
avevano pulsioni sessuali incontrollabili, e anche qualcosa sugli
scandinavi, che sarebbero stati i pi feroci dongiovanni. Chi gliel'aveva
detto... Kay? Questo bacio le fece male; lui le mordeva le
labbra. Per favore, Nils! grid, spalancando gli occhi, per vedere
quelli di lui che la guardavano come due capocchie di spillo
azzurre, le labbra sollevate sui denti come un animale selvaggio in
procinto di caricare. Si era trasformato in un'altra persona, e il suo
aspetto trasudava crudelt. Libby sarebbe stata affascinata, se non
avesse avuto tanta paura. Lui la bloccava sul divano col peso del
proprio corpo, mentre con le mani cercava di accarezzarla. Pi lei
si divincolava, pi lui si faceva determinato. Nella lotta, gli automatici
sul dietro del vestito si aprirono; un gancetto del reggiseno
si stacc. Poi sent un inquietante rumore di stoffa che si lacerava
il vestito nuovo di zecca comperato ai saldi di primavera da
Bendel's! Con una mano le lacer il corpetto strappandolo dalla manica,
che rimase a ciondolare sul braccio; con l'altra le teneva inchiodato
il polso, che torceva quando lei tentava di muoversi. Seppell
la testa nel collo di Libby e incominci a sollevarle la gonna.
Libby gemeva di terrore. Pens di gridare aiuto, ma non aveva
mai parlato con quelli degli altri appartamenti, e non sopportava
l'idea di farsi trovare da estranei coi vestiti a brandelli in quello
spaventoso disordine. Pens confusamente a Polly e ai suoi coinquilini,
che l'avrebbero soccorsa in un attimo se qualcuno avesse
tentato di torcerle un capello. Si chiese se poteva svenire, ma chiss
mai cosa poteva succedere mentre lei era in stato d'incoscienza?
I dottori al Vassar dicevano che una donna non poteva venire
costretta contro la sua volont. Consigliavano alle ragazze di sferrare
un calcio o una ginocchiata nei testicoli. Quando ci prov,
mirando col ginocchio a quello che sperava fosse il punto giusto, Nils
scoppi in una solenne risata e le diede uno schiaffetto in faccia.
Cattivella. L'aspetto pi doloroso era la sua trasformazione.
Sei vergine? disse all'improvviso, bloccandosi proprio nel
mezzo del suo rio disegno. Libby annu muta. La sua sola speranza,
le pareva adesso, era affidarsi alla sua misericordia. Oh, che
impiastro! disse lui, allentando la stretta. Che impiastro sei,
Elizabeth! Fece una smorfia. Libby, dovrei dire. Si liber
con uno scossone. Libby non si era mai sentita cos ferita in tutta
la sua vita. Se ne stava l stesa, senza fiato, col vestito stracciato,
coi grandi occhi castani terrorizzati fissi pietosamente su di lui.
Lui le abbass brusco la gonna sulle culottes di raso di seta. Non
sarebbe divertente neanche violentarti, disse. E su questa frase
si alz dal divano e and in bagno. Libby rimase sola con l'Oxford
Book of English Verse. Lo senti urinare senza nemmeno far scorrere
l'acqua e chiudere la porta. Poi, fischiettando, lasci l'appartamento.
Lei sent lo scatto del chiavistello, e i suoi passi gi per le scale, e fu tutto.
Si alz barcollando e and dritta allo specchio. Sembrava il naufragio
dell'Hesperus. Inoltre, aveva fame; Nils non aveva neanche
aspettato il dopocena. E lei aveva dato il pt a Ida. Sei generosa, 
ripet a se stessa allo specchio. Bella Elizabeth. Era
presa in un vortice di stranissime sensazioni. Nils, naturalmente,
non credeva davvero che lei fosse un impiastro; doveva sfogare la
mortificazione di scoprire che era vergine. Il suo codice di aristocratico
a quel punto lo aveva bloccato. Era il codice a essere un fastidio
per lui. Aveva voglia di violentarla e abbandonarsi a una furia
cieca come gli antichi vichinghi. Almeno sarebbe stato qualcosa
di drammatico e definitivo. Lei avrebbe perduto l'onore. Ma
avrebbe scoperto com'era con un uomo. Libby aveva un piccolo
segreto; qualche volta lo faceva da sola, sul tappetino del bagno,
dopo essere uscita dalla vasca. Dopo si sentiva sempre malissimo,
come scossa e svuotata e si chiedeva cos'avrebbe pensato la gente
se l'avesse vista, soprattutto quando raggiungeva lo zenit, come
diceva lei. Fiss nello specchio il proprio viso pallido, chiedendosi
se Nils potesse averlo intuito: era per questo che aveva
pensato che avesse esperienza? Dicevano facesse venire le occhiaie.
No, si disse con un brivido. No. Neppure il pensiero doveva
sfiorarla. Non poteva immaginarlo nessuno. E nessuno avrebbe
mai immaginato questa cosa vergognosa, ripugnante, bestiale
che era successa, o che non era riuscita a succedere, stasera. Nils non l'avrebbe raccontato. O s?
...
.
...
Capitolo decimo.
...
.
...
Priss Hartshorn Crockett stava allattando il suo bambino. Questa
era la grande novit. Non mi sarei mai aspettata di avere un
nipote nutrito al seno, disse la madre di Priss, ridendo e accettando
un martini dal genero, il dottor Sloan Crockett, un pediatra
di grandi promesse. Era il momento del cocktail nella stanza
di Priss al New York Hospital un momento di grande allegria.
Durante il fine settimana, Sloan il pomeriggio faceva un salto a
preparare i martini per chi veniva in visita. Aveva fatto il suo internato
in quell'ospedale, e cos poteva avere del ghiaccio dalla cucina
dove si preparavano le diete per i neonati, e in genere permettersi
di infrangere le regole.
Non ti saresti mai aspettata un n-nipote, mamma, fece notare
Priss con la sua lieve balbuzie nervosa, dal letto. Indossava
una liseuse azzurro pallido e i sottili capelli biondo cenere erano
ondulati: glieli aveva sistemati l'allieva infermiera quella mattina.
Sulle labbra, che erano secche, c'era una nuova tinta di rossetto,
di Tussy; il suo dottore le aveva ordinato di mettersi il rossetto e
la cipria proprio nel bel mezzo del travaglio: sia lui che Sloan pensavano
che fosse importante per una paziente del reparto maternit
tenersi su. Priss, la cui personalit, bisognava ammetterlo, era
piuttosto incolore, si sentiva irreale seduta l a letto tutta adorna
e agghindata come uno di quei bambini di New York che si vestivano
con stole e strascichi di raso e con le pianelle della mamma
per fare la questua in strada ad Halloween. La piccola Ella
Cinders, la chiamava Sloan, come il personaggio di quel fumetto sul
giornale. Si sarebbe sentita pi a proprio agio con la tunichetta di
cotone dell'ospedale, che si allacciava dietro, ma le infermiere del
piano ogni mattina le facevano con fatica indossare una camicia
da notte di satin e pizzo del suo corredo da sposa. Ordine dei dottori, dicevano.
Le infermiere trattavano Priss con particolare riguardo, perch
era stata ricoverata in ostetricia e ginecologia per ben tre aborti
prima di farcela, finalmente. Per essere sicura di portare a termine
la gravidanza questa volta aveva lasciato il suo posto presso la
Lega delle consumatrici ed era rimasta a letto o sul divano per i
primi cinque mesi aveva l'utero retroflesso. Anche cos, all'ultimo
mese aveva subito una complicazione renale; l'avevano portata
di corsa in ospedale e le avevano fatto un'endovenosa finch
l'infiammazione non si era attenuata. Ma adesso, come diceva Mrs
Hartshorn, la nativit si era compiuta. Sia gloria a Dio, il giorno
dopo Natale, a Santo Stefano, Priss aveva dato alla luce un bambino
di tre chili e mezzo; il parto era stato normale, anche se il travaglio
era stato lungo ventidue ore. La stanza era piena di agrifoglio,
vischio, azalee e ciclamini, e c'era un piccolo albero di Natale
a fianco del letto. Il bambino sarebbe stato chiamato Stephen, come il primo martire.
Era nella nursery adesso, dietro il finestrone di cristallo in fondo
al corridoio, che urlava a pi non posso: l'ora della poppata era
alle sei. Priss sorbiva un frullato di uova e latte per favorire la lattazione:
i liquidi erano molto importanti, ma aveva perso il gusto
per il latte durante la gravidanza, a non far niente e a sforzarsi di
trangugiare quel litro al giorno su cui insistevano i dottori se non
voleva perdere i denti per fabbricare le ossa del bambino. Adesso,
per invogliarla, le infermiere insaporivano il latte con uova e zucchero
e vaniglia e le propinavano succhi di frutta ogni ora e gazzosa
e coca cola ogni tipo di liquidi tranne l'alcol, perch se avesse
bevuto un martini Stephen avrebbe pasteggiato a gin.
Sloan faceva tintinnare il ghiaccio nello shaker d'argento e
chiacchierava col fratello di Priss, Allen, che era in citt per le vacanze
dalla facolt di legge di Harvard. I due erano grandi amici,
essendo entrambi ferventi repubblicani, al contrario di Priss e Mrs
Hartshorn. Il liberalismo evidentemente si trasmetteva in linea
femminile: Mrs Hartshorn e il suo compianto marito avevano avuto
interminabili discussioni su Wilson e la Societ delle Nazioni,
e ora Priss e Sloan erano ai ferri corti su Roosevelt e l'assistenza medica
pubblica. Era stato un giorno memorabile per Sloan e Allen
quello in cui la Corte Suprema aveva impallinato la Blue Eagle,
l'aquila blu emblema dell'NRA, privando Priss del posto di lavoro. Lavorare per la Lega delle
consumatrici non le era mai parso cos interessante: era un po' come
fare volontariato, e questo le aveva reso pi semplice dare le dimissioni per avere Stephen.
Priss l'aveva presa bene, anche se il lavoro le mancava e si
preoccupava per le finanze domestiche, dato che Sloan si stava affermando
adesso nella professione (lavorava nello studio di un pediatra
pi anziano), e avevano fatto conto sullo stipendio di lei per
le sigarette e i concerti o il teatro e per la beneficenza e la tessera
della biblioteca Priss leggeva molto. Sua madre non poteva aiutarli
granch, perch aveva ancora i due pi piccoli al college (Linda
era a Bennington), che era un bel fardello per una povera vedova,
come Mrs Hartshorn si definiva gaiamente, scherzando.
Mandava a Priss la sua domestica, la fedele Irene, per fare i lavori
di casa al mattino e quasi tutte le sere Lily, la cuoca, arrivava
con una teglia da scaldare, in modo che Sloan facesse almeno un
pasto caldo nella giornata. Quando Priss fosse tornata a casa dall'ospedale,
Irene, che aveva anche lei dei figli, si sarebbe trasferita
da loro per due settimane, e avrebbe dormito su una brandina
da campo nella stanza di Stephen (che in realt era la sala da pranzo)
per risparmiare il costo di una bambinaia.
Questo era il regalo di Mrs Hartshorn per i giovani genitori; al
neonato avrebbe invece fatto dono di una carrozzina inglese, una
spesa pazza. A primavera, poi, avrebbe mandato la vecchia culla
di Linda, che era in soffitta a Oyster Bay, e il seggiolone e altre
cianfrusaglie, anche se i seggioloni sembrava non fossero pi di
moda. Per ora, Stephen avrebbe dormito in una cesta della biancheria
appoggiata sul materasso della carrozzina un'idea piuttosto
intelligente che Priss aveva preso da un opuscolo di puericultura pubblicato dal Ministero del lavoro.
S cara, non sto scherzando, disse Mrs Hartshorn a Polly
Andrews, che aveva fatto un salto a trovare Priss. Allen sghignazz.
Perch non il Ministero dell'arredamento? Priss alla
battuta del fratello fece una smorfia. L'opuscolo  un ottimo manuale
domestico, disse seria. Lo pensa anche Sloan, che tu ci creda o no, Allen. Frutto delle meningi della tua amica Madam Perkins? ribatt Allen.
NOTA. Frances Perkins (1880-1965), dell'entourage di Franklin Delano Roosevelt, prima donna con incarichi governativi federali negli Usa, fu ministro del Lavoro tra il 1933 e il 1945. FINE NOTA.
Nel letto, Priss si stava innervosendo,
pensando a una risposta: le sue labbra si muovevano senza emettere
suono, come in uno spasmo. Niente politica oggi, disse
Mrs Hartshorn con fermezza. Abbiamo dichiarato una tregua.
Priss deve pensare al suo latte.
Lakey, continu rivolta a Polly, aveva mandato da Parigi una
raffinata vestina da battesimo, degna di un delfino una vera sorpresa,
perch non scriveva da secoli: stava prendendo un dottorato
alla Sorbona. E Pokey Prothero Beauchamp, che l'anno prima
aveva avuto una coppia di gemelli, aveva mandato una bilancia
pesabambini, un regalo davvero intelligente. Erano stati tutti gentilissimi.
Dottie Renfrew Latham, dalla lontana Arizona, aveva fatto
avere, tramite i magazzini Bloomingdale, uno sterilizzatore,
completo di biberon e portabiberon, invece della solita tazza o scodella
da neonato. Sarebbe stato utile, pi avanti, quando Priss avesse esaurito il latte.
Mrs Hartshorn guard di sfuggita la figlia e abbass la voce.
Chi avrebbe immaginato che la piccola Priss sarebbe stata la prima
del vostro gruppo a farlo, Polly. E cos piatta che non ha mai
dovuto portare il reggiseno. Ma Sloan dice che non  la misura che
conta. Spero proprio che abbia ragione. Il miracolo dei pani e dei
pesci, lo chiamo io. Tutti gli altri bambini della nursery hanno il
biberon. Le infermiere preferiscono cos. Io sono sostanzialmente
d'accordo con loro. I dottori sono tutta teoria. Le infermiere
vedono i fatti. Butt gi il martini in un sorso solo, come fosse
una medicina: tra le sue coetanee pi evolute si faceva cos. Si
asciug le labbra e rifiut un extra da ci che rimaneva sul fondo
dello shaker d'argento. E il futuro cosa ci riserver, Polly? 
domand, a voce un po' pi alta, scuotendo il caschetto di capelli
bianchi. Il biberon  stato il grido di battaglia della mia generazione.
Con Linda abbiamo fatto cos. E non ti immagini la differenza!
Per noi, il biberon ha significato la fine delle coliche, e
che il giovane marito stravolto smettesse di andare avanti e indietro
col bambino in braccio tutta la notte. Giuravamo sul biberon,
noi dell'avanguardia. Mia suocera inorridiva. E ora confesso, Polly, tocca a me inorridire.
Il genero drizz le orecchie e fece un sorriso tollerante. Era un
uomo alto con gli occhiali e un profilo da perfetto colletto bianco,
che aveva lavorato per mantenersi all'universit: il padre, un chirurgo
militare, era morto di influenza durante la guerra, e la madre
era vigilatrice in una scuola femminile in Virginia. Priss lo aveva
conosciuto al debutto in societ di sua cugina, il terzo anno,
tramite un altro cugino, studente di medicina, cui era stato dato
l'incarico di procurare dei giovanotti per la festa.
La medicina sembra funzionare a cicli, continu Mrs Hartshorn.
Su questo con Sloan ci accapigliamo. Come la nuova teoria
della storia di non-ricordo-come-si-chiama. Prima si allattavano
i bambini. Poi la scienza ci ha detto di non farlo; ora ci dice che
facevamo bene. Oppure allora era sbagliato e adesso  giusto? Mi
fa pensare alla relativit, se ho ben capito Mr Einstein.
Sloan ignor la digressione. Allattando Stephen, disse paziente,
Priss gli pu trasmettere i suoi anticorpi per almeno un
anno. Non andr soggetto alla varicella o al morbillo o alla pertosse.
E avr una certa protezione contro il raffreddore. Certo, in
alcuni casi il latte della madre fa male al bambino. Gli fa venire
delle eruzioni cutanee o dei disturbi allo stomaco. Quindi bisogna
valutare bene i vantaggi dell'allattamento contro i suoi effetti collaterali negativi.
E dal punto di vista psicologico, aggiunse Polly, non  vero
che il bambino allattato al seno ha un legame pi affettuoso con
la madre di quello alimentato col biberon? Sloan si accigli. La
psicologia  ancora ben lungi dall'essere una scienza, dichiar.
Atteniamoci ai fatti misurabili. Dimostrabili. Possiamo dimostrare
che il poppante allattato riceve gli anticorpi della madre. E
sappiamo dalla bilancia che Stephen sta prendendo peso. Trenta
grammi al giorno, cugina Louisa. Chiamava cos Mrs Hartshorn.
Con la bilancia non si discute.
Nel silenzio che segu al suo discorso si fece sentire il pianto
di un bambino. Questo  di nuovo Stephen, disse Mrs Hartshorn.
Riconosco la sua voce. Urla pi forte di tutti gli altri bambini
della nursery. Segno che  un ometto sano, replic Sloan.
Ci si dovrebbe preoccupare se non piangesse per avere la cena.
Che ne dici, Priss? Priss fece un sorriso stanco. Sloan sostiene
che gli fa bene ai polmoni, disse con una smorfia. Li sviluppa, 
conferm Sloan. Come un mantice. Inspir aria nel petto e la butt fuori.
Mrs Hartshorn guard l'orologio. Ma l'infermiera non potrebbe
portarlo adesso? si chiese. Manca un quarto alle sei.
L'orario, mamma! esclam Priss. Il motivo per cui i bambini
ai tuoi tempi avevano le coliche non era l'allattamento, ma il
fatto che venivano presi a qualsiasi ora e che gli si dava da mangiare
ogni volta che piangevano. Il punto  avere un orario e attenercisi in modo tassativo!
Bussarono alla porta, che era mezza aperta. C'erano altre visite:
Connie Storey e il marito e il giovane dottor Edris, che era stato
compagno di stanza di Sloan all'universit. La conversazione si
anim, e la stanza si riemp di fumo di sigaretta. Mrs Hartshorn
apr una finestra e cerc di creare un courant d'air. A cosa serviva
tenere un bambino sotto una campana di vetro se poi lo si portava
a poppare in una stanza piena di fumo? Per non parlare dei
nostri germi, aggiunse, espirando con un certo compiacimento,
come se i suoi germi fossero particolarmente vigorosi e di buona
razza. Sloan scosse la testa. Un bambino deve farsi degli anticorpi
prima di tornare a casa dall'ospedale. Se non  mai stato esposto
ai germi, si ammala nell'istante in cui arriva. Penso che esageriamo
con la faccenda della sterilizzazione, non credi anche tu Bill?
Almeno un po'? Dipende, disse il dottor Edris. Non ci si insister
mai abbastanza con la madre media. Sloan fece un lieve
sorriso. Bollite il sonaglio del bambino ogni volta che lo fa
cadere, cit. Non credi che sia giusto bollire tutto, Sloan? 
domand ansiosamente Priss. L'opuscolo di puericultura dice di
fare cos. Stupidina, disse il fratello. Quell'opuscolo  stato
scritto per le donne dei quartieri poveri; da una laureata del Vassar,
scommetto. I sonagli sono fuori moda, comunque, replic
decisa Priss. Tutti sanno che non sono igienici e che  facile che
si rompano. Un giocattolo pericoloso, conferm Sloan. Ci fu
un silenzio. A volte a Sloan piace fare il dissacrante, sorrise
Priss. Dovreste sentirlo quando cerca di pater le infermiere del
piano. Mrs Hartshorn annu. Buon segno in un dottore. Ispira
fiducia, osserv. Anche se dio solo sa perch. Tutti ci fidiamo
di un medico che non crede nella medicina.
Nel mezzo delle risate generali, un'infermiera buss alla porta.
Scusateci, signori. E il momento della poppata Quando gli
ospiti se ne furono andati, chiuse la finestra che Mrs Hartshorn
aveva aperto e poi port dentro il bambino tenendolo appoggiato
alla spalla. Stephen indossava una lunga camiciola bianca e aveva
la faccia rossa e gonfia; lo adagi accanto a Priss sul letto. Erano
le sei in punto. Da che parte stasera, cara? chiese. Priss, che
era riuscita con un certo sforzo ad abbassare una spallina della camicia
da notte, indic il seno destro. L'infermiera lo strofin con
del cotone imbevuto d'alcol e mise il bambino a poppare: come al
solito, lui fece una smorfia sentendo l'alcol e respinse il capezzolo.
L'infermiera glielo rimise con fermezza in bocca; poi and a
svuotare i posacenere e a raccogliere i bicchieri per riportarli in cucina.
Stasera ha dato una vera festa.
A Priss questa sembr una critica, e non rispose. Invece, strinse
i denti. La bocca del bambino le faceva sempre male al capezzolo
all'inizio, come un morso. I suoi seni erano molto sensibili, e non
sopportava che Sloan li toccasse quando facevano l'amore; aveva
sperato che allattare il bambino le avrebbe fatto superare la cosa.
Dicevano che per la madre allattare fosse molto appagante, dal
punto di vista dei sensi, e aveva pensato che se si fosse abituata
con un bambino, poi non le avrebbe dato troppo fastidio con un
uomo adulto. Anche se non l'aveva detto a Sloan, questo era uno
dei motivi principali per cui aveva accettato di nutrire Stephen al
seno: cos a Sloan, che ne aveva diritto, avrebbe potuto offrire pi
divertimento a letto. Ma finora l'allattamento, come per buona
parte il sesso, era una prova che doveva affrontare ogni volta facendo
appello a tutta la sua forza di volont e pensando all'amore
e al senso di sacrificio. L'infermiera adesso la stava guardando, per
assicurarsi che il bambino stesse succhiando bene. Si rilassi, Mrs
Crockett, disse con gentilezza. Il beb lo sente se  tesa. Priss
sospir e cerc di rilassarsi. Ma naturalmente pi si concentrava
per rilassarsi pi si agitava. Tent una fiacca battuta.  stanca,
stasera, disse l'infermiera. Priss annu, sentendosi grata che qualcuno
la capisse e, nel contempo, sleale verso Sloan, che non si rendeva
conto di come la spossasse avere compagnia, soprattutto se
di uomini e donne che se ne stavano l seduti a discutere del suo latte.
Ma quando il bambino (avrebbe preferito che l'infermiera lo
chiamasse Stephen, e non il beb) incominci a poppare ritmicamente,
facendo un piccolo rumore come se russasse, Priss si
sent un po' pi a suo agio. Non provava piacere a sentirsi succhiare,
ma del bambino le piaceva il profumo fresco, che la faceva pensare
ai bidoni del latte e alle latterie, e la pallida lanugine dei capelli
e il suo calore. Presto smise di percepire la poppata, sentiva
solo il ritmo ipnotico; l'infermiera le mise in mano il campanello e
usc in punta di piedi. Priss si era quasi addormentata ma si riebbe,
di scatto; anche Stephen era quasi addormentato. La sua piccola
bocca aveva smesso di tirare, e adesso stava leggermente russando.
Lo cull un poco, come le era stato insegnato, ma il capezzolo
gli scivol fuori della bocca. Stephen gir la testolina tonda e
tenera e si mise a dormire con la guancia sul petto di lei. Priss era
terrorizzata: cerc di girargli la testa e di ficcargli in bocca il seno.
Lui faceva resistenza: alz le manine e colp piano il seno per allontanarlo.
Lei cambi posizione e guard l'orologio. Aveva succhiato
solo sette minuti, invece dei quindici necessari per il latte di
cui aveva bisogno per arrivare alla prossima poppata, che era alle
dieci. Le avevano gi raccomandato di non lasciare che si addormentasse.
Suon il campanello che accendeva la luce all'esterno della porta.
Non arrivava nessuno; ascolt: nel corridoio c'era un silenzio
assoluto. Non si sentiva piangere neanche un bambino nella nursery,
laggi in fondo. Stavano tutti mangiando, ovviamente tutti
tranne il povero Stephen e le infermiere erano impegnatissime
a dare i biberon. Aveva sempre paura di essere lasciata sola con
Stephen e di solito faceva in modo, chiacchierando, di trattenere
l un'infermiera. Ma da ieri c'erano due nuovi bambini nella nursery
e due nuove mamme di cui prendersi cura, e cos Priss era diventata
una mamma anziana, che doveva essere in grado di badare
a se stessa. Ma questa era la prima volta che veniva lasciata
completamente sola; di solito l'infermiera infilava di tanto in tanto
la testa nella porta, per vedere come andava. Priss temeva che
le infermiere avessero capito che aveva paura di Stephen carne della sua carne.
Non arrivava ancora nessuno; erano passati altri tre minuti.
Pens a Sloan, che doveva essere nel salottino riservato ai visitatori
con la mamma e Bill Edris, a parlare e a divertirsi; era contro
il regolamento dell'ospedale che il marito guardasse la moglie che
allattava, ma questa era una norma che Sloan non ci teneva a infrangere.
Forse sarebbe passato un interno e avrebbe notato la luce.
Sollev il braccio per guardare di nuovo l'orologio: erano passati
altri due minuti. Si sentiva come se lei e Stephen fossero stati
abbandonati in un luogo deserto per l'eternit o legati insieme
in balia di qualche macabra forma di tortura. Non serviva a niente
dirsi che il fagottino che le faceva paura era figlio suo e di Sloan.
Piuttosto, le sembrava e ne provava vergogna che fosse una
propriet dell'ospedale che le fosse stata scaricata addosso e dimenticata
l: non sarebbero mai tornati a riprenderselo.
Proprio in quel momento Stephen si svegli. Fece un lungo sospiro
e gir la testa, nascondendola nel suo seno, e immediatamente
riprese a dormire. Priss sentiva il naso premere sulla sua carne molle,
e l'idea che potesse soffocare d'un tratto la raggel. Succedeva
di continuo ai bambini in culla. Forse era gi soffocato: ascolt e
non sentiva il suo respiro solo il pesante rumore del proprio. Il
cuore le batteva con una sorta di balbettio. Cerc di muovergli con
delicatezza la testa, ma di nuovo lui fece resistenza, e lei aveva
paura di toccargli accidentalmente la fontanella del cranio. Ma almeno
era ancora vivo. Grata, cerc di ricomporsi e prendere una
decisione intelligente. Poteva telefonare gi al centralino e farsi
mandare qualcuno ad aiutarla. Ma due cose la fecero desistere:
primo, la timidezza e il timore di essere di disturbo; secondo, il
fatto che il telefono era sul lato destro del letto e per raggiungerlo
avrebbe dovuto muovere Stephen, ma muovere Stephen era appunto
il problema. Aveva paura di farlo. Paura di cosa, si chiese.
Paura che piangesse, si rispose.
Priss Hartshorn Crockett! si disse severa. Hai intenzione
di lasciare che tuo figlio appena nato muoia soffocato perch
sei timida e/o perch non puoi sopportare di sentirlo piangere? Cosa
penserebbe tua madre? Si tir su con determinazione e il movimento
brusco spost il bambino, che le scivol come un fagottino
al fianco, si svegli e si mise a piangere furiosamente. In quel
momento la porta si apr.
Be', cosa succede qui? esclam l'allieva infermiera, che era
la preferita di Priss era contenta che non fosse l'altra, in ogni
modo. La ragazza, nella sua uniforme a righine blu, prese Stephen
in braccio e lo cull. Avete litigato, voi due? Priss rispose con
un debole trillo di risa: l'umorismo non era il suo forte, ma adesso
che vedeva il bambino al sicuro nelle braccia forti e nude dell'infermiera,
rise sollevata. Sta bene? Temo di aver perso la testa.
Stephen  proprio arrabbiato, vero? disse la ragazza, rivolta
al bambino. Vuole forse tornare a letto? Tir su la
copertina e lo avvolse; gli diede un colpetto sulla schiena per fargli
fare il ruttino. No, no! url Priss. Me lo ridia, per favore.
Non ha ancora finito. L'ho fatto addormentare proprio nel mezzo della poppata.
Oh Ges! disse la ragazza. Deve aver proprio preso un
bello spavento. Stavolta rester con lei finch non ha finito. Il
bimbo fece un ruttino, e la ragazza gli tolse la copertina e lo mise
sul petto di Priss, sotto le coperte. Sarebbe dovuto venire qualcuno
a fargli fare il ruttino, disse. Ha inghiottito molta aria.
Gli mise dolcemente il capezzolo in bocca. Il bambino lo respinse
e ricominci a piangere. Era proprio arrabbiato. Le due ragazze
Priss era la pi vecchia si guardarono tristemente. Succede
spesso? chiese Priss. Non lo so, rispose la ragazza. La maggior
parte dei nostri bambini prendono il biberon. Ma a volte se
la prendono anche con quello se i buchi della tettarella non sono
abbastanza grandi: si arrabbiano e lo spingono via. Perch il latte
non arriva abbastanza in fretta, disse Priss. Questo  il mio
problema. Ma non mi darebbe fastidio se respingesse il b-biberon.
Il suo visino magro sembrava malinconico.  stanco, disse l'allieva
infermiera. Lo ha sentito oggi pomeriggio? Priss annu,
guardando verso il bambino. E un circolo vizioso, disse cupa.
Si sfinisce a piangere perch  affamato e poi  troppo stanco per poppare.
La porta si apr di nuovo. Hai lasciato la luce di Mrs Crockett
accesa, l'infermiera pi vecchia riprese la studentessa. Dovresti
ricordarti di spegnerla quando entri. In ogni caso, che problema
c'era? Si rifiuta di poppare, disse Priss. Le tre donne si
guardarono e sospirarono insieme. Vediamo se ha ancora latte, 
disse l'infermiera pi anziana alla fine, in tono pratico. Spost
leggermente di lato la testa del bambino e strizz il seno di
Priss: usc una goccia di liquido acquoso. Pu provare, concesse.
Ma lui dovr imparare a guadagnarsi il suo pasto. Pi lui
lavora sodo, naturalmente, pi lei produce latte. Il seno dovrebbe
essere ben svuotato. Strizz di nuovo il seno di Priss, poi applic
la bocca del beb sul capezzolo umido. Sotto lo sguardo di entrambe
le infermiere, lui succhi per un altro minuto o due, poi si
ferm. Rimettiamo in funzione la pompa? disse Priss con un
debole sorriso. L'infermiera pi anziana si chin. Il seno  vuoto.
Non ha senso stancare beb per niente. Lo vado a pesare.
Dopo un attimo l'allieva infermiera fu di ritorno, trafelata.
Sessanta grammi! rifer. Dico ai suoi che possono rientrare? 
Priss era al colmo della felicit; il vassoio con la cena arriv
mentre li aspettava, e aveva quasi appetito. Abbiamo sentito le
tue misure annunci Mrs Hartshorn. Sono tanti sessanta
grammi? chiese Allen dubbioso. Un eccellente pasto medio, 
dichiar Sloan; il latte di Priss era molto concentrato, anche se il
volume non era molto: per questo il bambino prendeva peso stabilmente,
nonostante qualche capriccetto prima della poppata. Poi
uscirono tutti insieme nella sera, per lasciare Priss cenare in pace.
Sloan aveva con s lo shaker: non ne avrebbero avuto pi bisogno
all'ospedale, perch il prossimo fine settimana Priss sarebbe stata a casa.
Priss prese l'ultimo numero di Consumer Reports; sperava
ci fosse un articolo sugli alimenti per i neonati allattati artificialmente.
Sapeva che si stava lasciando andare, intellettualmente, l
in ospedale; viveva dei bollettini che le infermiere le comunicavano
su quanti grammi aveva preso Stephen lo pesavano prima e
dopo ogni poppata. Se l'infermiera si dimenticava di venire a dirglielo,
quasi si sentiva morire, immaginando il peggio, ma non aveva
tanta intraprendenza da suonare per chiederlo. L'altro evento
importante era la quotidiana pesata mattutina, prima del bagnetto,
che mostrava la crescita giornaliera complessiva. Adesso Priss
non era interessata a niente se non a questi numeri e alla quantit
di liquidi che riusciva ad assumere; doveva sempre suonare e chiedere
la padella per via di tutta l'acqua bevuta. Le infermiere dimostrano
un grande spirito di collaborazione, anche se, lei lo sapeva,
disapprovavano (tranne l'allieva), il fatto che allattasse
Stephen. Pensavano che Sloan e il suo ostetrico, il dottor Turner,
fossero dei pazzoidi. Ma anche loro erano colpite, volenti o nolenti,
dalla prova della bilancia. Il bambino stava crescendo.
Se non fosse stato per i bollettini, Priss si sarebbe di certo persa
d'animo. A Sloan e al dottor Turner non toccava sentire Stephen
piangere. Alle infermiere e a Priss si. Quella sera alle otto in punto,
laggi nella nursery Stephen incominci a piangere. Riconosceva
la sua voce tutto il reparto la conosceva. A volte piagnucolava
e poi si rimetteva a dormire per un po', ma quando iniziava
forte, come stava facendo adesso, era capace di piangere per
due ore filate uno scandalo. Era contro le regole che le infermiere
lo prendessero in braccio; era loro permesso cambiarlo e dargli
un po' d'acqua, e basta. I bambini non dovevano essere maneggiati.
E se gli davano da bere un secondo sorso, magari poi
non poppava bene quando l'ora finalmente arrivava.
Qualche volta il semplice fatto di cambiarlo lo calmava. Spesso
lo calmava un po' d'acqua. Ma non sempre. Come Priss aveva
scoperto, molto dipendeva da quando gli davano da bere: se era
troppo presto, dormiva un pochino e si svegliava di nuovo, strillando.
Se si svegliava tra una poppata e l'altra, l'infermiera di solito
lo lasciava piangere per un'ora, dopo averlo cambiato, e poi gli
dava da bere, cos che, stanco per il pianto e con lo stomaco illusoriamente
pieno, spesso dormiva fino alla poppata successiva.
Quella era la cosa migliore, perch allora quando veniva portato
dalla mamma a poppare era riposato e succhiava con tutte le sue
forze. Ma se si svegliava poco tempo dopo una poppata, era una
cosa terribile: dopo un'ora di pianto otteneva la sua acqua, poi dormiva
e piangeva di nuovo senza fermarsi il suo record, finora, era stato di due ore e tre quarti.
L'orecchio di Priss vigilava su ogni dettaglio di questa routine:
poteva dire quando gli stavano dando l'acqua, quando l'infermiera
lo stava solo cambiando o lo stava girando. Poteva dire quando
si addormentava per puro sfinimento, dal modo in cui il pianto si
smorzava e alla fine si esauriva. Riconosceva i primi piagnucolii
assonnati, e con l'immaginazione viveva l'esitazione dell'infermiera
se prenderlo su e cambiarlo subito o lasciarlo stare, sperando
non si svegliasse completamente. Sapeva anche che una delle
infermiere (non era certa quale) infrangeva le regole e lo prendeva
in braccio e lo cullava: lo capiva da un'improvvisa tregua, un
silenzio piuttosto lungo, cui seguiva una selvaggia ripresa del pianto
quando veniva rimesso nella culla. Non riusciva mai a capire cosa
provava nei confronti dell'infermiera che lo faceva: se gratitudine o disapprovazione.
Il peggio erano le notti. C'erano notti in cui, sentendolo iniziare
alle tre o alle quattro di mattina, qualsiasi cosa lo facesse
smettere e riposare sarebbe stata benedetta un calmante, un ciuccio
con lo zucchero, una qualunque di queste cose proibite. Durante
la gravidanza, Priss aveva letto molto sugli errori che si commettevano
una volta nell'allevamento dei bambini: secondo la letteratura,
erano dovuti non tanto all'ignoranza, ma al puro egoismo:
un'infermiera o una mamma che davano un calmante a un bambino
che piangeva di solito lo facevano per la loro tranquillit personale,
perch non volevano essere disturbate. Piangere infatti, e
su questo i medici erano concordi, non faceva male al bambino:
faceva solo male alle orecchie degli adulti. Lei presumeva che fosse
cos. Le infermiere del reparto scrivevano ogni giorno sulla cartella
di Stephen quante ore piangeva, ma n Sloan n il dottor Turner
battevano ciglio quando leggevano: a loro importava esclusivamente il grafico del peso.
Sloan aveva sconsigliato pi volte Priss di dare ascolto alle infermiere:
erano animate dalle migliori intenzioni ma erano fossilizzate
nel loro tran-tran. Pensavano anche di saperne pi dei medici.
Lo irritava che Priss si dilungasse tanto sui vocalizzi di
Stephen. Se ti danno cos fastidio, le aveva detto secco l'altro
giorno, fatti portare del cotone da mettere nelle orecchie. Non
era questo il punto per Priss, ma comunque aveva preso in considerazione
di fare come diceva lui perch sapeva che l'ansia non faceva
bene alla lattazione: le infermiere glielo dicevano sempre. Era
per troppo progressista per tapparsi le orecchie quando un bambino
piangeva per la fame: sarebbe stato come essere insensibili alle
file per il pane e ai picchetti. Se Stephen strillava, lei voleva saperlo.
Oltretutto, essendo un tipo apprensivo, se avesse avuto i
tappi nelle orecchie si sarebbe immaginata che Stephen piangesse.
Sloan replic che era ridicolo, ma che dato che si rifiutava di essere razionale doveva soffrire.
Il povero Sloan non sopportava la sofferenza: era per quello,
probabilmente, che era diventato medico. Ma nascondeva il suo
idealismo dietro un'armatura di durezza: altrimenti, non avrebbe
potuto continuare a esercitare, con tutto il dolore che vedeva. Lei
spesso aveva formulato questa teoria su Sloan quando litigavano
di fronte a un picchetto o sul boicottaggio della Spagna e del Giappone
(il nostro piccolo capitano Boycott, la chiamava con gli
amici), ma ora, nell'ospedale, la colpiva come una cosa strana che
le infermiere, che sentivano pi urla e pianti dei medici, non avessero
sviluppato un'armatura. E non pensava che fosse solo per la
loro tranquillit personale che le infermiere avevano preso a mormorare
tra di loro (le aveva anche sentite) che avrebbero voluto
vedere il dottor Turner passare anche una sola notte al posto della paziente.
Criticavano il dottor Turner, perch era lui che seguiva Priss,
ma in realt era Sloan ad avere quel chiodo fisso. Distesa a letto
mentre ascoltava coi nervi tesi il pianto lamentoso di Stephen,
Priss tutto a un tratto non si spiegava perch Sloan sostenesse a
spada tratta l'allattamento. Era davvero solo per le ragioni che adduceva
le ragioni mediche? O perch c'era in lui una vena di caparbiet
e pensava che Mrs Hartshorn, le infermiere e Priss fossero
contro di lui? O era qualcosa di peggio? Fu sfiorata dal dubbio
che Sloan, che era agli inizi della carriera, potesse vedere
l'allattamento naturale di Stephen che lei stava portando avanti
come una sorta di pubblicit. Gli piaceva sottolineare le differenze
tra lui e il caro vecchio dottor Drysdale, che lo aveva preso in
studio e che aveva praticamente introdotto il biberon nella buona
societ newyorchese. Il dottor Drysdale si faceva un vanto di essere
ultrascientifico, ma Sloan diceva che tutta quella mania di bollire
e sterilizzare era inefficace e dispendiosa (per non parlare poi
del costo delle apparecchiature), quando si potevano sfruttare le
risorse della natura: il bambino poteva venire svezzato passando
direttamente dal seno alla scodella. Qualsiasi mamma poteva allattare,
sosteneva, cos come ogni donna poteva controllare il proprio
peso durante la gravidanza Mrs Hartshorn si era stupita di
quanto poco fosse ingrassata Priss, pur confinata sul divano. Priss
era fiera di aver mantenuto la sua silhouette di ragazza e orgogliosissima
di allattare Stephen, ma adesso il suo orgoglio andava
scemando al pensiero che Sloan la potesse usare come cavia per le
sue teorie, come uno di quegli attestati di esperienze personali a
favore di un prodotto che si pubblicano sulle riviste. Ed era vero
che la storia del suo allattamento si era sparsa ai quattro venti:
sembrava che in quest'ala dell'ospedale tutti, ma proprio tutti,
sapessero che la povera piccola Mrs Crockett, un fenomeno senza
seno, allattava naturalmente; fuori, al Cosmopolitan Club, la
cerchia della madre non parlava d'altro. Sei stata davvero grande! 
aveva commentato Kay Strong Petersen. Tutte le ex del Vassar incinte si sono messe in testa di allattare anche loro quando hanno sentito di te.
Non era da Priss essere sgradevole, ma quella sera soffriva all'idea
di poter essere complice di un volgare inganno una di quelle
frodi nei confronti del pubblico di cui l'Ufficio pesi e misure del
governo era sempre a caccia. Alle nove, quando l'inserviente le
port il succo di frutta, Stephen stava ancora piangendo, penetrante
come una sega elettrica; Priss cercava di fare un cruciverba
ma non riusciva a concentrarsi. Quando si apr la porta, le grida
dalla nursery giunsero pi forti: una voce pi debole si era unita a
quella di Stephen. L'idea che il figlio disturbasse gli altri bambini
era un cruccio per Priss, anche se le infermiere cercavano di rassicurarla:
i neonati, dicevano, si abituano in fretta a un rumore familiare.
Priss, lo stesso, non poteva fare a meno di scusarsi. Oh,
cara Catherine, disse (si era fatta un dovere di imparare i nomi
delle inservienti), lo sente? Sveglier tutto l'ospedale. Se lo
sento? rispose Catherine, che era irlandese. Sveglierebbe anche
un morto. Quando gli lasceranno prendere il biberon, santo
cielo? Non lo so, disse Priss, chiudendo gli occhi per la sofferenza.
Ah, non se la prenda tanto, disse allegra l'inserviente,
rassettando le coperte di Priss. Sta allenando i polmoni. Priss
non avrebbe voluto che tutti dicessero cos. Non spetta a me
chiederlo, disse Catherine, avvicinandosi per sprimacciarle i cuscini,
ma mi chiedevo, come mai si  messa in testa di allattare?
Priss si sent avvampare fin nel collo. Gli anti-ti-corpi, balbett.
L'inserviente la guard con curiosit. Sa, disse Priss.
Come un vaccino. Non prender le malattie che ho avuto io, come
gli orecchioni o la varicella o il morbillo. Sempre qualche
novit, disse Catherine, scuotendo la testa. Vers a Priss dell'acqua
fresca. Ne inventano sempre una, non le sembra? Priss
annu. Vuole che le accenda la radio? Un po' di musica? Non lo
sentir, con la musica. No, grazie, Catherine, disse Priss. Alzo
un po' il letto, Mrs Crockett? No, grazie, ripet Priss. L'inserviente
esit. Allora buona notte, e su col morale. La prenda
dal lato buono. Una volta dicevano che sviluppa il seno.
Priss non pot fare a meno di apprezzare quest'ultima osservazione:
la memorizz per ripeterla alla madre l'indomani, con la
cadenza irlandese, se ci fosse riuscita senza balbettare. Allo stesso
tempo, doveva ammettere che in segreto aveva sperato che
Stephen davvero la aiutasse a sviluppare il seno, e aveva fatto ridere
il dottor Turner, quando gli aveva chiesto con ansia se non
avrebbe avuto bisogno di un reggiseno per l'allattamento. Il suo
umore miglior; fuori, regnava il silenzio mentre lei e la cameriera
parlavano Stephen doveva aver avuto il suo sorso d'acqua.
La calma fu interrotta dalla caposala del piano, Miss Swenson,
che staccava. Entr e chiuse la porta. Volevo dirle, Mrs Crockett,
che domattina parler col dottor Turner. Per raccomandare che a
Stephen venga dato un biberon supplementare. Il tono casuale
dell'infermiera non ingann Priss. Un biberon supplementare l'espressione
le sembr orribile, come se Miss Swenson avesse detto:
Raccomander una dose di stricnina. La parola biberon faceva
rizzare i capelli a Priss, qualsiasi aggettivo venisse aggiunto.
Si sollev sui cuscini e si prepar a dar battaglia. Miss Swenson
continu tranquillamente, come se non avesse notato l'effetto dell'annuncio
su Priss. So che sar un gran sollievo per lei, Mrs
Crockett. Capiamo tutti quello che sta passando.  stata una paziente
meravigliosa, una paziente davvero straordinaria. Pur nella
sua violenta emozione, Priss cap che Miss Swenson, che le era
sempre stata simpatica, parlava con autentica sincerit.
Ma perch? riusc a dire infine. La bilancia...
Miss Swenson, che aveva tra i trenta e i quarant'anni e portava
i biondi capelli raccolti in uno chignon, si avvicin al letto e le
prese la mano. So come si sente, cara. Uno straccio. La maggior
parte delle madri che allattano piangono quando devo dire loro che
raccomando un biberon supplementare. Anche quando il bambino
non riesce ad aumentare di peso. Vogliono continuare a provare.
Lei  davvero molto coraggiosa a non crollare. Vuol dire
che succede spesso? chiese Priss. Non molto spesso. Ma abbiamo
uno o due dottori giovani che vogliono che le madri allattino
fin che ce la fanno. Non tutte le madri sono d'accordo, ovviamente.
C' ancora un pregiudizio contro l'allattamento, soprattutto
e questo la sorprender tra le pazienti di corsia.
Pensano che un bambino col biberon sia socialmente superiore.
Interessante! esclam Priss. E vediamo lo stesso atteggiamento
con le pazienti private ebree. Anche quando hanno molto
latte, e il dottore le incoraggia, non vogliono allattare: hanno l'idea
che sia una cosa da quartieri popolari. Interessante, Priss
ripet pensosa. Oh, facendo l'infermiera se ne vedono tante. E
le differenze di classe sono davvero straordinarie. Per esempio, in
chirurgia si scopre che tutte le pazienti a pagamento e molti dei
pazienti maschi dopo un'operazione all'addome soffrono di ritenzione
d'urina postoperatoria. Mentre in una corsia di neri non ce
n' un solo caso.  solo una questione di pudore: le classi alte sono
state educate a provare imbarazzo per le parti basse del corpo
e dopo un'operazione in cui  stato aperto l'addome, le loro inibizioni
incominciano ad agire e non riescono a urinare.
Affascinante, sussurr Priss. Aveva spesso pensato che sarebbe
stato bello studiare sociologia. Ma non voleva essere distratta
dal punto principale. E le donne con un reddito pi elevato
hanno meno latte? Non le piaceva usare l'espressione classi
alte. Miss Swenson evit di rispondere a una domanda cos
diretta: forse aveva paura di deprimere Priss col pensiero che il
suo caso era statisticamente piuttosto disperato. Guard l'orologio.
Voglio spiegarle come funziona il biberon supplementare,
Mrs Crockett. Con stupore, Priss si accorse che questa espressione
non suonava pi come un rintocco funebre. Ma se sta aumentando
di peso regolarmente...? protest, lo stesso.  un
bambino che ha un appetito eccezionale, disse Miss Swenson.
Il suo latte, Mrs Crockett,  del tutto adeguato dal punto di vista
nutritivo, ma non fornisce al bambino il volume sufficiente.
Ecco cosa le suggerisco: dopo la poppata serale delle sei, a partire
da domani, gli daremo una piccola quantit di latte artificiale col
biberon. La sua produzione  al minimo a quell'ora, ho notato. Alle
dieci, invece, Stephen succhia una quantit di latte sufficiente
a sostenerlo. A stomaco pieno dormir ininterrottamente fino alle
due; e cos lei potr riposare, povera stella. In effetti, col biberon
supplementare potremmo anche abituarlo, prima che lasci l'ospedale,
a dormire fino alle sei di mattina, in modo che anche lei
abbia una notte di sonno continuo. Ci teniamo a farlo per le nostre
mamme sempre, prima che tornino a casa; una volta che il
bambino ha fatto l'abitudine alla poppata delle due,  difficile poi
per la madre togliergliela. I bambini funzionano come piccoli orologi,
e cerchiamo di regolarli bene prima che subentri la madre.
Priss annu. Una cosa stupenda, pens, che l'ospedale pianifichi
tutto per la madre. Qualche anno prima questo non sarebbe
stato possibile. Se sar ancora agitato, nonostante il biberon
supplementare, continu Miss Swenson, pu darsi che dovremo
dargliene di pi. Ci sono bambini che prendono un biberon
supplementare dopo ogni poppata. Ma nel caso di Stephen
non credo sar necessario. Potrebbe anche succedere che la sua
produzione di latte aumenti, una volta che Stephen  pi tranquillo.
Quando Miss Swenson se ne fu andata, Priss si sentiva un'altra
donna. Quello che la colpiva qui, si disse, era lo spirito empirico
che c'era, la disponibilit a provare senza pregiudizi diversi
metodi, anche combinandoli tra di loro, finch non ne trovavano
uno che funzionava, che era spesso un compromesso, come il New
Deal. Era sicura che Miss Swenson era una democratica. Era cos
sollevata che Sloan avesse fatto pratica l, anzich al Columbia o
al Presbyterian. Questo ospedale, riflett, un po' fantasiosamente,
era come una fabbrica moderna: nessun bambino veniva mandato
via fino a che non era perfettamente a punto, provato e sperimentato
e con la garanzia che funzionasse senza problemi almeno
per i primi mesi. Diamine, facevano addirittura delle dimostrazioni,
per le madri che non avevano la fortuna di potersi permettere
un'Irene o una bambinaia, su come fare il bagnetto al piccolo
e fargli fare il ruttino e mettergli i pannolini, e le madri in grado
di camminare, se volevano, potevano anche andare nella cucina
e vedere come si preparava il latte artificiale! E questi nuovi bambini
che mangiavano e dormivano con regolarit, secondo un programma,
come piccoli orologi, come diceva Miss Swenson, sarebbero
diventati un nuovo tipo di uomini, che forse (non era bene
essere troppo ottimisti) non avrebbero pi desiderato fare guerre
o ammassare ricchezze. E oggigiorno tutto era reso cos semplice
per le madri di questi bambini: venivano abituati ad andare in bagno
nei primissimi mesi, semplicemente facendoli sedere con dolcezza
sul vasino quando arrivava il momento stabilito, e quanto a
lavare i pannolini, c'era questa nuova cosa chiamata Servizio Pannolini
che veniva ogni giorno con pannolini puliti e portava via
quelli sporchi in un contenitore sanitario.
Quella notte Stephen super tutti i suoi record tre ore buone,
dalle tre alle sei. Il dottor Turner, quando venne nella stanza
di Priss il mattino dopo, la rimprover per gli occhi cerchiati e le
consigli di darsi un po' di colore sulle guance. Ma quanto al biberon
ebbe molto tatto, comportandosi come se il suggerimento
di Miss Swenson fosse quello che aveva deciso di prescrivere lui
stesso, dopo aver guardato la cartella. Il grafico del peso, disse premuroso,
non era tutto. Priss non gli ricord che, due giorni prima,
proprio nello stesso punto, aveva detto l'esatto contrario, sabato.
Se ne and canticchiando a bocca chiusa, dopo essersi infilata all'occhiello una delle rose di Priss.
L'unico neo nella faccenda era Sloan. Temeva si sarebbe infuriato
alle parole biberon supplementare. Il dottor Turner aveva promesso
di parlargli; se lo avesse fatto lei, pensava, si sarebbe ritrovata
a balbettare e a usare qualche eufemismo melenso come Stasera
Stephen avr del latte artificiale per dessert. Era buffo come
l'ospedale ti faceva parlare in quel modo. Su una cosa Priss era determinata:
n lei n nessun altro avrebbe mai parlato a Stephen
con un linguaggio infantile. O usato espressioni come pop o
pup. Non aveva ancora deciso che cosa avrebbe detto al loro posto.
A ora di pranzo, comparve Sloan: era arrabbiato. Aveva un muscolo
che si contraeva vicino all'occhio. Era pi arrabbiato col dottor
Turner e con le infermiere che con Priss, che trattava da innocente.
Le avevano fatto molta pressione, disse, per farle accettare
il biberon. Ma Sloan, ribatt lei, in effetti mi sembra
una buona idea. Stephen godr i vantaggi di entrambi i sistemi,
non capisci? Sloan scosse la testa. Prissy, tu non sai. Turner 
un ginecologo. Quando lasci l'ospedale, lui non se ne occupa pi.
A parte le visite di controllo. Non vede quello che succede quando
un bambino che  stato allattato al seno comincia col biberon.
E non lo vedono neanche le infermiere del reparto maternit. Questo
lo vede il pediatra. Ogni volta  la stessa maledetta storia. Si
sedette sulla poltrona e si pass la mano tra i capelli biondi; Priss
vedeva che era davvero scosso. Cosa succede, Sloan? chiese
dolcemente.  semplice, disse pulendosi gli occhiali. Quando
un bambino riesce a prendere trenta grammi di latte, senza fatica,
da un biberon, non ci mette pi tanta energia a poppare dal
seno. Perch dovrebbe? Il bambino  un essere ragionevole. Quando
smette di succhiare con tutte le sue forze, la produzione di latte
della madre diminuisce. Allora gli danno un secondo biberon
supplementare. Poi un altro ancora. Nel giro di una settimana
prende un biberon dopo ogni poppata. A quel punto inizia a rifiutare
il seno. Troppa fatica. O il pediatra interviene e dice basta.
Se il latte della madre scende a trenta grammi la poppata, non
vale la pena di continuare. Soprattutto col traffico di far bollire i
biberon e le tettarelle e di preparare il latte artificiale per sei pasti
al giorno  un lavoro doppio. Ti dico, Priss, se Stephen incomincia
con un biberon stasera, entro una settimana da quando
sarai tornata a casa il tuo latte si esaurir, e avrai un bambino col biberon a tempo pieno!
Priss annu mite. Sembrava non avere un'opinione personale.
In un batter d'occhio, l'aveva convinta che se avessero dato a
Stephen quel biberon, con l'allattamento sarebbe finita. Ma via,
sarebbe stato come iniziarlo alla droga o all'alcol: ci avrebbe preso
gusto immediatamente. Capiva contro cosa lottava Sloan e come
Miss Swenson e il dottor Turner l'avessero ingannata. Quanto
a lei, si sentiva triste e abbattuta, quasi stesse per perdere la
propria ragione di vita, se non allattava Stephen. Era sciocco quanto
ci aveva fatto conto. Fa tutta questa differenza, Sloan? chiese
seria. Non  che tu e io ci siamo un po' fissati su questa cosa dell'allattamento?
No, rispose lui, con voce spenta. Non fa tutta questa differenza.
Volevamo dare a Stephen il migliore inizio possibile, ecco
tutto. Se tu fossi riuscita ad allattarlo anche solo un mese o
due... Mi dispiace, disse Priss. Tu non ne hai colpa, disse
lui.  questo maledetto ospedale. Li conosco. Non ti fanno provare.
Te la saresti cavata magnificamente. Sarebbe bastato solo un
altro giorno. Due giorni. Cosa vuoi dire? Stephen si sarebbe
calmato e avrebbe smesso di chiedere la luna. La tua produzione
di latte  in crescita. Guarda la cartella. E quello che ho detto a
Turner. Nessuno qui ha il coraggio di fare un esperimento. Un
bambino urla e loro gli danno il biberon. Non si fanno progressi
in medicina se non si  disposti a tenere duro.  la stessa cosa col
tuo amico Roosevelt e quegli stupidi assistenti sociali della Casa
Bianca. L'economia si sarebbe ripresa da sola se l'avessero lasciata
a se stessa, invece di dar retta ai lamenti dei poveracci. Ripresa!
Non c' stata nessuna ripresa. L'economia  malata e viene
pompata col latte artificiale. Scoppi in un'improvvisa risata infantile.
Mica male, eh Prissy? Divertente, disse lei sostenuta, ma non accetto il paragone.
E brava la mia Priss, disse affettuosamente, ancora compiaciuto
del proprio umorismo. Non cedi mai di un millimetro.
Cos'hai detto al dottor Turner? chiese lei. Lui scroll le spalle.
Quello che ho appena detto a te. Ha detto che non serviva a
niente fare esperimenti nelle condizioni attuali dell'ospedale. Le
infermiere sono contro di te.  una cospirazione.
Cosa intendi, Sloan, esattamente, quando dici esperimento?
Provare che qualsiasi donna pu allattare, disse spazientito.
Lo sai bene: l'avrai sentito mille volte. Sloan, disse lei
come per blandirlo, sii onesto. Stephen piange dieci ore al giorno.
Sloan sollev un dito. Intanto, dieci ore  un'esagerazione.
Secondo, e con questo? Terzo, le infermiere lo prendono in braccio
e lo coccolano quando piange. Priss non sapeva cosa rispondere.
Certo che lo fanno, disse Sloan. Cos naturalmente poi
pianger ancora. Gi alla seconda settimana di vita ha imparato
a piangere per attirare l'attenzione. Incroci le braccia e fiss Priss, accigliato.
Sistemeremo questa cosa, continu, quando lo portiamo
a casa. Non devi permettere a Irene di prenderlo in braccio, tranne
per cambiarlo. Una volta che hai capito che non ha freddo o
non  bagnato, deve tornare nella cesta. Sono perfettamente
d'accordo, disse Priss. Ho gi parlato con Irene. Capisce che i bambini
adesso si trattano in modo diverso. Ma e il biberon? Avr
un biberon supplementare, disse Sloan. Per ora. Per quando
torniamo a casa, ho una certa ideuccia da provare.
Priss ebbe un brivido: lui la inquietava. Da quando era in ospedale,
i suoi sentimenti per Sloan stavano cambiando. A volte pensava
di non amarlo pi. O forse era una cosa che succedeva a molte
donne: adesso che era nato il figlio, si sentiva divisa nei propri
interessi. Aveva incominciato a capire che poteva capitarle di dover
difendere Stephen da Sloan, e ancor pi perch Sloan era un
medico e quindi godeva di una duplice autorit. Si accorse di confrontare
quello che diceva Sloan con quello che dicevano le infermiere,
l'opuscolo del Ministero del lavoro e il Parents' Magazine.
Quando Sloan dichiar che il bambino avrebbe dovuto dormire in
una stanza non riscaldata, fu stupita di scoprire che il Ministero del
lavoro era d'accordo; la nursery dell'ospedale, ovviamente, era riscaldata.
C'era un lato di Sloan aveva deciso di cui non si fidava,
un lato che si poteva riassumere nel fatto che era un repubblicano.
Fino ad allora la cosa non aveva avuto importanza: la maggior
parte degli uomini che conosceva lo erano faceva quasi parte
dell'essere maschio. Ma non le piaceva il pensiero che un repubblicano
controllasse il destino di un bambino indifeso. In campo
medico, Sloan era davvero lungimirante, ma era innamorato delle
proprie teorie, che voleva applicare, come era stato fatto col proibizionismo,
senza tener conto del fattore umano. Si chiedeva, in
realt, se sarebbe stato un buon pediatra.
Qual  questa idea, Sloan? chiese, cercando di non apparire
ansiosa. Oh, un pensiero che avevo. Si alz e cammin piano
fino alla finestra. Mi chiedevo come si troverebbe Stephen
con un ciclo di tre ore. Gli occhi di Priss le schizzarono quasi
fuori delle orbite. Il ciclo di quattro ore non  sacro, Prissy, 
disse, avvicinandosi al letto. Non avere un'aria cos truce. Alcuni
dei nuovi medici stanno provando un ciclo di tre ore. Il punto
 trovare quello giusto per il singolo bambino. I bambini non
sono tutti uguali, sai. Priss consider le implicazioni di questa
affermazione, che non era proprio da Sloan. Le venne in mente
che avesse fatto un po' di ricerche sulle ultime riviste mediche.
Ovviamente, continu, non puoi sperimentare il ciclo di tre
ore in un ospedale: c' una routine che non  in grado di adeguarsi.
Provocheresti una sollevazione di tutte le infermiere. Ma se un
bambino  eccezionalmente affamato e piange molto, si pu provare
a casa. Priss si sent toccare il cuore. Si rimangi tutto quello
che aveva appena pensato. Anche lui si preoccupava per
Stephen, anche se non lo aveva dato a vedere. Probabilmente aveva
studiato fino a tardi. Ma, come tutti i medici, non voleva ammettere
apertamente di aver commesso un errore o anche solo di
aver cambiato idea.  ancora pi semplice col seno di quanto
non lo sarebbe col biberon, Priss. Potresti allattarlo ogni tre ore
per una settimana o due, e poi tornare alla tabella di marcia di quattro
ore. La cosa pi importante  rispettare un orario regolare, qualunque
sia la durata degli intervalli. Ma avr abbastanza latte? 
La visione di Stephen che lasciava il suo seno ancora affamato otto
volte al giorno era piuttosto sconfortante. Poppate pi frequenti
dovrebbero stimolare il tuo latte, disse. Comunque, mi
piacerebbe fare un tentativo. Priss non vedeva che male c'era, a
patto che il latte durasse. Ma si sent in dovere di fare un'ultima
domanda. Sei sicuro che non stai facendo girare l'orologio
all'indietro? Voglio dire, di quel passo allatterei il bambino ogni
due ore e poi ogni volta che ha fame. E prima che ce ne rendiamo conto,
saremmo tornati al tempo delle nostre mamme. Sloan rise.
O delle nonne, disse. Non essere sciocca.
Nessuno avrebbe mai immaginato cosa avvenne dopo che Sloan
fu andato via. Priss aveva appena finito l'allattamento pomeridiano
quando ricevette una telefonata da Julie Bentkamp, un'altra
compagna di corso, che era la direttrice di Mademoiselle. Julie
aveva saputo da Libby MacAusland, ormai affermata agente letteraria,
che Priss allattava il figlio. Aveva pensato che fosse una
cosa straordinaria e si chiedeva se a Priss avrebbe fatto piacere
scrivere un articolo sulla sua esperienza per Mademoiselle. Priss
rispose che non ci pensava nemmeno: era sicura che fosse contro
la deontologia medica che la moglie di un dottore scrivesse un articolo
come quello. Qualche minuto dopo, chiam Libby stessa
la solita vecchia Libby. Disse che se Priss lo scriveva, era sicura
che poteva rivenderlo al Reader's Digest. Potresti adottare
uno pseudonimo, fece notare. Anche se personalmente penso
che Sloan sarebbe ben contento della pubblicit. Lascia che lo chiami
e glielo chieda. I medici non fanno pubblicit, disse Priss
fredda.  proprio questo il punto, Libby. Priss era irritata:
questa era l'irresistibile tecnica di vendita che odiava. Da chi
poteva averlo saputo Libby, si chiese domanda oziosa. Ci che
temeva era che Sloan, se Libby glielo avesse chiesto, anzich dimostrarsi
contrariato, l'avrebbe spinta a farlo; prov a immaginarsi
la vecchia Mrs Drysdale, la moglie del dottor Drysdale, scrivere
una cosa del genere, sia pure quando era giovane... Inviter
Sloan per un drink, continu Libby. Adesso che  uno scapolo
solitario. Con Julie. Sono sicura che riusciremo a convincerlo.
Dovresti vedere come  diventata Julie:  uno schianto. Se
ci p-provi, Libby... esclam Priss. Il fatto , disse Libby,
che devi assolutamente mettere le tue misure di petto. Non in
maniera esplicita. Ma devi far capire al lettore che non sei proprio
una terza. Altrimenti non afferrerebbe il succo. Capisco, Libby, 
disse Priss. E scrivi che tu al college eri nel Phi Beta Kappa e
che hai lavorato per il governo. Metteranno una tua foto nella colonna
dei collaboratori, se Sloan  d'accordo, ovviamente. Non
intendo farlo, disse Priss. Io so solo scrivere relazioni economiche.
Il mio stile  troppo asciutto. Oh, te lo riscrivo io, disse
Libby con disinvoltura. Far tutte le parti descrittive e le
emozioni, se vuoi. Mi devi solo dire con onest come ci si sente.
Non intendo farlo, ripet Priss. In nessun caso. Se lo vendiamo
al Reader's Digest coi diritti puoi prendere una bambinaia
per sei mesi. Una tata con la crestina o forse hanno quei lunghi
nastri? che porterebbe il bambino al parco... Priss allontan
la cornetta dall'orecchio; finalmente ci fu silenzio. Poi la voce
di Libby riprese con un tono diverso. Perch no? Priss esit.
 di cattivo g-gusto, balbett. Non mi sembra, disse Libby.
Non mi sembra proprio. La sua voce si faceva sempre pi
forte.  di cattivo gusto parlarne? Accidenti,  la cosa pi naturale
del mondo. In Italia, le donne lo fanno in pubblico, e nessuno
ci fa caso. Io non ho intenzione di farlo in pubblico, disse
Priss. E se  cos naturale, perch sei cos interessata che se
ne parli su una rivista? Pensi che sia innaturale, ecco perch. E
mise gi il telefono. Era innaturale, si disse sconsolata. Per caso,
aveva messo il dito sulla verit, quasi avesse toccato una piaga senza
volerlo. Stava facendo la cosa pi normale del mondo, allattare
il suo bambino, e per qualche strano motivo era del tutto innaturale,
forzato, e falso, come una fotografia in posa. Tutti all'ospedale
lo sapevano, sua madre lo sapeva, chi veniva a trovarla
lo sapeva; ecco perch parlavano tutti del suo allattamento e facevano
finta che fosse una cosa eccitante, mentre non lo era, tranne
che come argomento di conversazione. In realt, quello che stava
facendo era orribile, e proprio in quel momento, nella nursery, una
voce di bimbo si alzava per dirglielo la voce, in effetti, che si era
rifiutata di ascoltare, anche se l'aveva sentita per almeno una settimana.
Stava facendo una richiesta naturale, per questi nostri tempi,
per questa nostra epoca: chiedeva un biberon.
...
.
...
FINE Parte 2.